Wynya

Da CeltIKI.

Wynya
MIDI:
Iscrizione: 30/04/2003
Razza: Celta
Popolo: Dumnone
Carica: Banfaith Immagine:Carica_Dumnone_Banfaith.gif
Sesso: Femmina
Livello arcano: Maestro
Destrezza: scarsa
Costituzione: scarsa
Intelligenza: buona
Clan: Cyning Ulthor - Ramo Capostipite degli Ordovices
Stato civile: Sposata con Masheron

Immagine:Wynyatest.gif


Wynya Famiglia: Cyning Ulthor - Ramo Capostipite degli Ordovic Razza: Celta Popolo: Dumnone Carica: Banfaith Reputazione: Nessuna (0) Stato civile: Sposata con Mashenron

Iscrizione: 30-04-2003 Ultimo accesso: 04-09-2011 Ultima carica: 31-01-2011

Caratteristiche Destrezza: Scarsa (9) Sesso: Femmina Costituzione: Scarsa (9) Stato: Buono Intelligenza: Buona (25) Fatica: Riposato (0) Energia: In salute (299) Livello arcano: Maestro (25) Mana: In salute (150) Altre informazioni Denaro: 11 Esperienza: 53 Ingombro: 11,750 di 13,5 Personaggio Descrizione: Il suo nome per esteso è Wynya Æþel Ides figlia di Farrell dal cuore nobile e di Erlina, guerriera di Eiru. Ha un segreto in fondo al cuore: un giuramento sacro... L`edera mi lega, edera nei capelli, un nome un viso, laggiù. Inìon dar Gort, così mi hanno chiamata, e all`edera mi lego ancora una volta. Erta e fiera. Indomita come il vento della brughiera. Salda come una rupe. Ruvida, scontrosa, irascibile, dalla lingua tagliente come una lama, non ama le mezze misure, detesta i manierismi e i fronzoli , l`ornamento non la inganna nè le aggrada. Dai modi spicci e bruschi per chi non la conosce, ma è molto generosa con chi lo merita. Nessuno può impunemente provocarmi.

Y Ddraig Goch a ddyry Gychwyn : Il Drago vermiglio mostrerà la via.

Così le insegnava Edan suo nonno Druì: Ascolta con attenzione quanto ti dico nipote mia. Diffida della falsa conoscenza, è decisamente peggiore dell`ignoranza. E tieni bene a mente questo: quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui. Tu ascolta e rifletti bene. Ascolta sempre con molta attenzione e poi prendi la tua decisione. Background: Nulla di lei trapela, né da dove viene né chi ella sia, le poche cose che ella ha raccontato di sè sono solo pochi fili di una lunga e fitta trama. Ciò che lei non disse io non lo rivelerò, e non cercate di ottenere di più di ciò che io stessa posso concedervi. Ora prestate orecchio, se vi piace, alle parole di colei a cui è stato detto di parlare, lasciate che la vecchia Jera racconti. Ma altro non domandate.

Ella nacque sotto la luna di Tinne, la notte di Lughnasàd. Sua madre urlava nei dolori del parto, druidi e sacerdotesse salmodiavano canti e litanie perché gli Dei accorressero e il druida padre della donna che stava per partorire vegliava in profonda preghiera per sua figlia. La donna , aiutata dalle mie braccia, smaniava nel darla alla luce, ma le sue membra sono forti, poiché due figli aveva già avuto anni prima, Erlina sapeva, e nello sforzo rimaneva calma. Un tremendo clamore incessante si levò di colpo. Scudi battuti, lance cozzate contro lance, grida, voci, batter di legni e di stoviglie, tutto ciò faceva la tribù per allontanare spiriti nefasti che avrebbero potuto turbare il momento. I fratelli cozzavano le loro armi contro gli scudi ornati, suo padre, in ginocchio, pregava e ad alta voce chiamava gli Dei benedicendoli per ottenerne la protezione. Fu sufficiente, nessuna ombra oscurò il momento. Gli Dei, benedetto sia sempre il loro nome, volsero placidi gli sguardi su una puerpera, e il vagito d`una bimba suonò chiaro nella sera incendiata da stelle. Io avevo saputo, Edan aveva previsto tutto ciò, aveva visto la bimba nei suoi sogni elevata nelle mani di.. ah.. no.. silenzio.. devo tacerlo non è ancora tempo che io riveli ciò. Edan vide la bambina, e mi disse quel che aveva veduto, e parlò a sua figlia Erlina dicendole che una bimba ella avrebbe partorito, Wynya il nome che le venne imposto con il rito, Wynya, come la runa che porta gioia, la runa che gaiezza ha per compagna, che dona senza pretendere nulla, poiché il suo amore incondizionato non fa mai domande, e si dona intero a colui che presceglie, senza nulla richiedere per sé, così chi parlò a Edan richiese. Erlina aggiunse Æþel Ides al nome, e strinse a sé la figlia. Lieti i giorni della fanciulla, le corse con i fratelli, i lunghi momenti in cui affidata alle cure dei genitori imparava ad attendere alle sue cose, i momenti trascorsi con la vecchia Jera che le insegnava ciò che conosceva, le giornate insieme al nonno Edan che la iniziava ad altre arti. La bimba apprendeva ogni cosa, aiutata dall`affetto della sua famiglia, dall`amore che i suoi fratelli avevano per lei, un`amore che la sosteneva giorno dopo giorno. Le lune trascorsero, il sole compì il suo corso molte e molte volte, i prati rinverdirono e si coprirono di neve molte e molte volte, e Jera troppo vecchia divenne.. troppo vecchia. Vide la giovane divenire donna, indomita e allegra come l`edera che ride al vento, vide il suo viso, vide l`amore nascere a fiorire sui suoi occhi. Un giovane guerriero la chiese in sposa, un giovane valoroso che aveva giurato fedeltà a Farrell, padre della fanciulla. La notizia volò rapida, e si diede il consenso a celebrare le nozze prima della prossima festività. Ma triste è la storia di costui , Tyerney il suo nome. Il sangue corse, fluendo sulla terra troppo fradicia per poterlo bere, il sangue che inebriò l’orrido senno traviato di coloro che giunsero a depredare ed uccidere. Il sangue del dragone si sparse, versato stilla a stilla in una notte senza luna, quando il fuoco divampò nel villaggio, divorando case, orti, stalle, capanne, granai. Il fuoco precorreva un pericolo maggiore, l`oscura marmaglia sopravvenne, un`orda assassina invase il luogo, vomitata come da un fetido rigagnolo nero, e l`odore acre del fumo misto a quello della morte si levò . Sudari nell`acqua, banshee che lamentose urlavano le loro lente note funeree, lingue di fuoco che avevano il colore vermiglio del sangue dei morti. Tristi note si alzarono sotto il cielo e il dragone spiegò alte le ali, lottò, pianse, ma sopravvisse a prezzo altissimo. Gli dei avevano scelto, i druidi pregarono, ma ben poco fu sottratto alle razzie, al ferro, al sangue, al fumo. Nel tumulto, nella ferocia della battaglia, un`ombra svanì , e mai più fece ritorno.Tyerney non tornò mai più, fu preso dai nemici.. nessuno seppe il perché.. Wynya non trovò pace per la sorte del suo amato. Un viso, il viso amato, il giovane guerriero valoroso che aveva legato il suo cuore alla giovane donna, svanì come il fumo di quella notte, strappato da mani nefande. Nessuno se ne avvide, solo molto tempo dopo, quando si raccolsero i morti e si contarono i vivi, qualcuno mancava nel tumulo..e tra i sopravvissuti. Ah.. runa di gaiezza, quanto dolore hai provato, figlia mia, quanto dolore ha serrato il tuo cuore in una invincibile morsa! Non pianse la mia runa, no, non pianse, straziò il suo animo con lunghe veglie, pregò, e cercò il suo amato. Cercò a lungo in ogni sentiero conosciuto, a lungo vagò per la sua terra natale, ma Eiru tenne con sé il segreto e non lasciò spiragli alla ricerca. Edan sapeva. Gli occhi del druida avevano veduto. Nelle amare notti Edan aveva avuto visioni nebulose e confuse, nel fumo qualcosa spariva, ora conobbe, e comprese. Chiamò a sè la nipote, dolente ma risoluta, e la condusse con sè alle bianche pietre che splendono nell`erba verde di Eiru. Là, sulla colina ombrata da frassini, Edan parlò alla fanciulla. E io la vidi, sì io la vidi, circonfusa di luce, il segno che sulla sua fronte verrà dato, figlia mia, quale grande cammino hai da compiere, ella non parlò, non pianse, non sorrise. Ella accettò, con umile devozione , e vide, e seppe, e comprese. Credetemi! Credete alle parole di una vecchia stanca! Io la vidi lassù, tra fasci di luce, l`edera che svetta, colei che ascolta il vento. Wynya accettò, e pose inizio alla dura ricerca. A lungo vagò per i villaggi, a lungo portò il suo passo su ogni altura, verso ogni tumulo, ascoltando la voce del vento che le mormorava incessante, vedendo il viso amato nei sogni, cercando, ma Edan le aveva spiegato, e lei andò avanti. Dopo molte lune di vana ricerca tornò da Edan che le parlò ancora. Non rivelerò ciò che le disse, poiché la mia bocca deve restare sigillata su queste cose. Edan rivelò ciò che doveva, e Wynya intraprese la sua vera ricerca. Salpò con i suoi fratelli in cerca dell`amato, lunghi viaggi, ma Manawiddan aveva in serbo ancora qualcosa per la giovane donna. In una fitta nebbia, spessa come la lana non cardata, la piccola imbarcazione venne sospinta su lidi stranieri. Gli dei avevano scelto, Manawiddan, signore delle acque e della saggezza, aveva recato colà il piccolo drappello, per avviare un nuovo progetto. Nella ricerca intrapresa, il cammino della donna fu segnato da un orrido evento. I fratelli non capirono, ma tosto Wynya fu presa, captiva, e condotta nelle mane di un vile, di un falso bugiardo, di un sozzo energumeno che la volle tenere con sè. Nella marcia estenuante, vegliata da lontano dai fratelli che cercavano il momento opportuno per trarla da quei lacci, Wynya conobbe una donna, una guerriera indomita di nome Quorra, e le due, compagne nella stessa triste ventura, si legarono l`una all`altra come sorelle. Entrambe furono condotte dinanzi a quell’uomo turpe. Ma taccia ora la mia lingua su ciò che accadde, perché il sangue pose giusta fine a quel ratto. Fuggirono leste. Gli Dei provvidero a oscurare la luna, e nella notte i fratelli trovarono la congiunta con una donna al seguito, e ripresero la loro strada. Tornata in terra Wynya parlò ancora con suo nonno, e dure furono questa volta le rivelazioni. Ascoltò muta ciò che le venne rivelato. Vivo era colui che cercava, ma una rete di spine lo teneva lontano. Nelle sue mani la chiave. I due a lungo parlarono, a lungo si tennero lontani dal villaggio per giorni interi, Edan era affranto ma gli Dei così volevano, la visone era chiara. Wynya comprese. Chinò la fronte. Abbracciò il cammino senza far domande poiché così si voleva da lei. Partì. Quorra le donò la spilla della sua tribù lì, sulla spiaggia il giorno dell`approdo sulle terre bianche d`Albione, la spilla della Cornovia perché quella ora potesse divenire anche la sua casa. Si abbracciarono le due donne, ora sorelle, e Wynya scelse le terre di Viroconium come sua nuova dimora. Ora la runa è cresciuta, la Dea le ha segnato sulla fronte la Luna che riluce, un giuramento sacro ella ha fatto, un giuramento che ha rinvigorito con maggiore energia, quella notte di battaglia con le vesti cornove.... Sotto Righ Faramir fu Cornova, e si legò a quella tribù con cui per lungo tempo ha vissuto. Un giovane volto di donna in quella tribù le divenne amico e divenne sorella, Teleri, una giovane sacerdotessa a cui Wynya ha donato cuore e amicizia perenne. Ma la mia runa ha un segreto in fondo al cuore.. dinanzi agli Dei ha giurato… e ha rinnovato con maggiore foga questo patto che ogni giorno onora.. In una battaglia, tra la sua nuova gente e i nemici, lei lo vide ma non parlò. Chiese agli Dei di conoscere la verità.. e seppe, e conobbe, e vide, e comprese. La visione che un tempo era solo nebbia adesso assumeva contorni precisi, taglienti come le lame che si scontrarono nella battaglia. Nemico. Nemico era colui che aveva un tempo scelto di legarsi alla mia Edera. Ah .. povera Wynya, quale morsa ti stringe il cuore nobile fanciulla.. quale morsa… ma l’oscurità non ha scalfito la tua tempra! Nella contesa là dove la Rocca s’erge, dove il sangue insozzò la neve, la mia runa fece una scelta, una dolorosa scelta. L’amata sorella era lontana, tre i rami d’erica che ella porta con sé , sacro pegno d’un legame che supera la Nona Onda. Non più di Faramir era il trono dei Salmoni, trame oscure s’ordivano ogni momento e le speranze seppure sopite si sradicarono su quell’erta come un colpo d’ascia che abbatte un fuscello. Con il cuore in tumulto, come un tamburo di guerra, Wynya fece la sua scelta. Il Drago, l`antico amuleto, pulsava, fremeva di liberare le ali, graffiava pelle e sangue, e non voleva saperne di chetarsi finché.. Ah bimba mia! Jera conosce le tue pene figlia mia.. Jera ti parla…. Non temere.. quando sarà tempo comprenderai…. Così le dissi. Nelle mani della Mathair e della Dea rimise la veste, pregando, attendendo, affidandosi alla Madre. E l’Hen Duir le mostrò la via, la casa, la strada. Il Drago ti mostrerà la via. Il Drago che pulsava e che ora è tutt’uno col suo cuore. E ora eccola la mia bambina… il segno della luna sulla sua fronte, eccola la runa che risplende, eccola la Figlia dell’Edera! Molti gli amici nel suo viaggio, molti a cui ha donato il suo affetto con gioia, e a cui rivolge sempre le sue cure e il suo pensiero. Possano tutte le benedizioni ricoprirti figlia mia poiché la tua strada ora ha inizio.

Ma ora il tempo concessomi è terminato.. vi basti ciò che vi ho potuto rivelare.. non cercate di sapere altro.. ora lasciate che torni a rifugiarmi presso il trono di Arawn.. il mio tempo è finito... lasciate che Jera vada... E a voi che avete ascoltato la mia storia.. possano gli dei benedire la vostra strada....

Un nodo d`argento, un intreccio di anime e di stessi intenti. Dono d`amore sì, ma serba in se il segreto, gelosamente. Agli occhi degli altri non è che un bel gioiello. Chi sei tu dunque?- chiese. Io sono la voce del vento, sono l`acqua che scorre, sono la terra che nutre, sono il fuoco che divampa. La mia voce sussurra nella brezza, il mio sangue scorre nell`acqua, la terra è il mio ventre e dal fuoco purificata rinasco.

Tu sei la Dea ed io ti servirò.

Nel vento la voce risuona .. il mio cuore ha scelto. Per Eiru per Fotla e per Banba! dinanzi alle figlie dei Dagda lo giuro!Gadahel hi bòd! Così ha parlato il vento, così frusciavano le spighe di grano maturo tra le folate di brezza, sospiravano inquiete, il sole, come un cupo scrigno di sangue, colava mesto i raggi sulla piana a settentrione. Il Drago alzò alte le ali e volò, trovò intatta la sua forza, e con un ultimo sprazzo di vigoria la lama scese rapida e infida, macchiando di sangue le chiome bianche e nefaste, strappando poi le mani nemiche e infide, roteando un`ultima volta, il viso trasfigurato nell`odio della vendetta. Il traditore si è tradito, ma solo nel suo ultimo fiato riacquistò il senno. Il Drago ha ripiegato le ali sotto di sè, e dopo che il corvo compì tre volte per tre volte il suo macabro giro, pago e satollo torna alla sua casa, con un fardello più leggero.

Ella terrà fede. Non il sangue, non il cuore, non le sue stesse ossa tu potrai pretendere. Non è il tuo viso che potrà serbare nel suo cuore. Rammentalo bene: ciò che avrai da lei è solo un fiato di vento. Che ciò ti basti e non più domandare.


Tre foglie di edera, tre rami di erica, tre frutti di quercia, tre rami d`alloro tre nastri d`argento. tre nodi, tre cerchi, tre lanci. tre volte chiamo, tre volte rispondo.


Nel tuo ventre mi hai cullata Madre, donandomi ancora una volta la Vita. Rinata dal Tuo grembo ho varcato i cerchi della conoscenza, per compiere il tuo disegno.

Il tempo alfine è giunto. La Ruota ha compiuto il giro. Che indugi? Un pugno di terra Mathr, un pugno di terra ...solo quello che io lo raccolga.. No. Devi andare, devi scuotere via la polvere dalla tue vesti e volgere il capo altrove Non oso farlo. Devi. Volgi il viso e non voltarti indietro. Sono la mia gente, il mio stesso sangue! Lo credi? Non basta ciò che hai veduto? Non senti cosa tuona dentro di te? Lo vedo.. lo sento... ma mi strazia, mi strazia! E` necessario. Ora. Prendi le tue cose, subito. Volgi il viso e il passo, e non voltarti indietro, non osare posare gli occhi su ciò che lasci. Va, con il tuo strazio e la tua rabbia. Scuoti la polvere e allaccia il mantello. Va, e medita, cercando una risposta. Null`altro hai da fare. ...................................................................................... Hen Duìr.... l`Antico Spirito mi parla. La Voce Sacra mi ha mostrato la via la Dea ha risposto. Volgo ad essa il viso e mi cullo nel suo abbraccio. Rinata da una voce e da un`abbraccio avanzo, procedo, m`innalzo alla Luce. ............................................................................................. Teleri, mia amata sorella, amica, consigliera, che possa il tuo passo essere sostenuto dalla Dea, che tu possa trovare riparo quando ne avrai bisogno e che nessuno ti sia nemico. A te il mio saluto, amata sorella nella Terra, nella Dea , nella Luna. Tre rami di erica ed un nastro candido, pegno di un legame che nessuno spezzerà mai sorella mia.


Rupe di Alba, Maestra, Mentore,Amica, Temuta Rivale, Sorella nella Luna. Arianrhod illumini la tua via e Macha custodisca la tua furia nelle pieghe del suo volto. Cosi ti saluto Abulafia, tenace pallido Cardo di Scotia.

Tre nodi si sono saldati assieme, tre pietre una nell`acqua una nel fuoco l`altra nell`aria, tre rami di una via si sono divisi e il mio cuore serba i loro volti e il loro sorriso. Feidelm impavida lama che nessuno ha domato, Aoife, roccia che tiene fronte alle tempeste, Daran fratello amato vergobreto inflessibile e giusto dalle parole brucianti come fiamma. Guardo nel cielo terso della sera e li vedo splendenti e vividi, figli della Danu, amati fratelli e sorelle Splendete, ergetevi e camminate nella Dea, come sempre avete fatto. A voi il mio saluto, amati figli di Isca!

Il Salice è muto. Piega la fronte sullo specchio d `acqua e non piange. Non parla. Ritiene in sè la voce e i canti, geloso custode di una melodia che ancora risuona. Terrò con me ogni canto, ogni nota lieta o mesta, e la canterò e la insegnerò a coloro che verranno come farà chi prenderà il sentiero che hai preso tu. Colei che vanta due terre alla terra ritorna unico grembo con nomi diversi unico segreto sacello per custodire la voce finchè essa non vorrà svegliarsi ancora. Il mio saluto è nel tuo canto Breaca. Che il Cigno danzi sull`acqua e nel vento si spanda lieve il suono dell`arpa dorata. .............................................................................................

Sorrido. Sorrido e mi compiaccio del sorriso, e canto .. oh sì.. canto! Calcai quella terra appena arrivai qui, e nelle sue mani era l`Anello dei Re. E` stato un caro amico. E` un fratello. E` stato un buon Righ. Altri ne sono succeduti, troppi. Tornò con il suo nome, con sua cugina Teleri per me adorata sorella, e che fu la sua sposa. L`onore di legarli spettò a me, e ne serbo ancora il ricordo come una gemma rarissima e pura. Sorrido, perchè i tumulti del cuore sono parole vane, vaghe ciarle di chi si bea in un qualcosa che non conosce, che non ha potuto conoscere . Oh sì lasciate che io sorrida sì! Sorrido, perchè il cuore di quell`uomo nonostante tutto è ancora invitto! Sorrido!! A Faramir Kaleidan Baldarus. Righ, Amico, Fratello.

Silenzio. Sono ferma, dinanzi alla brughiera. Sorrido mentre il vento del Nord soffia sul mio viso portandomi un sussurro. Ascolto, un fremito che saetta nell`aria da parte a parte e rimbalza, rimbalza nascondendosi negli anfratti oscuri giocando con i ciuffi vermigli e bianchi d`erica acquattandosi nelle polle d`acqua lucente, balzando improvviso come acqua di fonte che scaturisce all`improvviso. Ascolto, e sorrido. Nera Spira e come potrò avere parole? Nera Spira che recidi un filo per tesserne un`altro sei tu che nel vento vieni a portarmi il tuo saluto? Colui che della Ruota seguiva l`andare ora ha scelto il proprio. Ti vedo dinanzi all`Albero Sacro a celebrare l`ultimo rito: è un saluto dolente ma ricco di promesse. Legherò un nastro al ramo dell`Albero perché possa proteggere il tuo andare e affiderò al vento del Nord il mio saluto commosso e sincero, non da nemica, non da amica, ma da Sorella nella Dea e nel Cerchio Sacro. Possa la Sacra Duir custodirti sempre. Wynya Luna di Isca Inion dar Gort

Alzo la fronte e mi faccio beffe di chi si pavoneggia nella propria vanagloria.

Bentornata Shamayah sorella nella Dea e Pietra del Cerchio Ancestrale. Per te ripeto l`antica benedizione degli Avi e ad essa lego il mio saluto: Possa la strada alzarsi così da baciarti possa il vento spingerti sempre avanti possano i raggi del sole scaldare sempre il tuo viso e la pioggia scivolarti dolcemente sulle spalle. E fino a che non ci rincontreremo possano gli Dei accudirti nel palmo delle loro mani. Wynya Luna di Isca Iniòn dar Gort

Strane sorprese ha la Dea nel suo sacco! La Ruota ha compiuto il suo giro e colei che fu Rupe di Alba imbianca di nuovo con la sua effimera ombra il Cerchio. Bentornato tenace aspro Cardo di Scotia. Bentornata Abluafia.

Ribattezzata PoisonIvy e Uainaia da zia Fed.


cosa può scatenare la furia della Banfaith : 22:47 Wynya [Dumnone - Banfaith] - [soglia porte di Isca] < guarda il claiom solais e impreca tra sè masticando parole poco gentili. poi sente l`urlo di helyanwe che vede solo ora e si unisce a quello> TI DEVI SPAVENTARE povero rammollito! adesso ti apro in due come una noce vuoi vedere? mi stai facendo arrabbiare e vedere la banfaith arrabbiata non è un bello spettacolo te l`assicuro! che ti scoppi la vescica , che ti si riempiano le orecchie di vermi, che la lingua ti marcisca, e che il tuo thoin sia invaso da tante di quelle pulci ma non avrai le mani per grattartelo! avanti pezzente! chiama pure il tuo luki o come accidenti si chiama! < starnazzando come un`oca impazzita> Note: Suo nonno il druido Edan le ha dato il nome che porta. deriva da una runa, significa gioia, amore interiore, fulgore della perfezione.Segue il vento e conosce la gioia che solo il donare sincero è capace di dare. Non ama parlare molto Immagine:Http://iauralanthya1.altervista.org/ altervista ht/wynyatest.gif

Strumenti personali