Taranis
Da CeltIKI.
TARANIS
Famiglia: stirpe Dé Danann
Razza: Celta
Popolo: Scoto
Carica: Guerriero
Reputazione: Nessuna
Stato civile: -
Iscrizione: 03-10-2003
Ultimo accesso: 17-12-2010
Ultima carica: 14-01-2010
CARATTERISTICHE
Destrezza: Buona Sesso: Maschio Costituzione: Buona Stato: Buono Intelligenza: Scarsa Fatica: Riposato (0) Energia: In salute Livello arcano: Profano (0) Mana: In salute
PERSONAGGIO
Descrizione: SOLO UN GUERRIERO
Erin Go Bragh
Alcuni popoli fanno la guerra perché fin da piccoli li hanno abituati ad onorare gli Dei in questo modo. Gli irlandesi perché adorano le risse. Gli Scoti perché sono stati concepiti e sono nati su un campo di battaglia!
Taranis
Chiamato : TOIRNEACH (TUONO)
6° Capo Tribù di Scotia (dal 04/05/08 al 14/01/10 Prima di lui in Scotia regnarono Elros, Mackena, Hector, Tristan e Bart)
Guerriero molto possente, occhi chiari che ricordano la sua terra natia ERIU, capelli lunghi tirati all’indietro con un impasto formato da acqua e gesso. Ha lasciato crescere i baffi impomatandoli abbastanza da poterli usare come filtro per le bevande.
VESTI: Usa vestirsi con un ampia tunica di cuoio dello stesso colore della notte, con sopra indossato un pesante mantello di tartan colorato con i colori della Scotia fermato da una fibula, brache e stivali di pelle, anche essi scuri, rinforzati da vari legacci. Al ventre porta una larga cinta di cuoio utile in combattimento per fermare i colpi avversari diretti al ventre ed al torace, la cintura è stata fatta con “la parte migliore della pelle dei fianchi di sette vitelli di un anno”. Due bracciali di cuoio bollito gli offrono riparo per le braccia.
Un Torque di rame simbolo di onore, valore individuale e libertà intorno al collo con due Tori intarsiati all`estremità.
E’ armato con un pesante martello da guerra, e con una ascia portata alla cintura, uno o più giavellotti non più lunghi di un metro.
Il suo martello si chiama Tarbh ò thuaidh cioè Toro del Nord, arma poco utilizzata sull`isola ma arma usata nel suo villaggio natio nel Mag Réin in Eriù.
Appartenente all`Esercito Scoto, incisa con una lama, con simboli ogamici, sul braccio destro la scritta `eadad - saille` [ES]
Si sposta nell`isola cavalcando Ceomhar, uno splendido stallone donatogli da Brandwen
Background:
Connaught, in Eriù, presso Connemara, contea di Leitrim, circa 27/30 anni fa.
Nato durante un temporale, il suono dei tuoni accompagnò la sua nascita e la sua vita visto che i Druidi del suo villaggio imposero quel nome, dagli echi lontani…oltre i mari di Albion e di Eriù, ai suoi genitori.
Facente parte dell’aristocrazia guerriera la sua formazione fu portata avanti soprattutto dai Druidi del villaggio, questo ne formò il carattere rendendolo a volte più riflessivo degli altri ragazzi del villaggio.
Passò la giovinezza come se fosse sempre sul ciglio di una alta scogliera, indeciso se prendere la via delle lame o quella della sapienza….Decise per lui la sua voglia di sangue nemico rispetto alla voglia di conoscenza.
Scese quindi più volte in battaglia respingendo i tentativi di invasione dei villaggi delle contee vicine, a memoria, mai ricorda che alcun guerriero arrivò mai fino le porte del villaggio. Villaggio che più volte ha visto con i suoi occhi sparire sotto una fitta nebbia evocata dalle preghiere dei Druì.
Fu sempre affascinato da alcuni racconti che spesso aveva sentito attorno al fuoco o durante le festività che parlavano di una terra lontana, già abitata da genti della sua stirpe i Dè Dannan che dopo essere rimasti per qualche tempo nel Lochlann, decisero di mettersi in mare ancora una volta. Loro sovrano era a quel tempo Núada mac Echtaich. Egli guidò le Túatha Dé nel nord di Alba [la Scozia], che a quell`epoca era controllata anch`essa dai Fomóire. Qui essi rimasero sette anni, stanziandosi tra le località di Dobar e Iardobar, prima di tornare ad Eriù. Decise quindi di andare verso quelle terre di cui tanto aveva sentito parlare e conoscere il popolo che aveva il suo stesso sangue nelle vene. Lasciò quindi Mag Réin e si imbarcò per Albion.
Sbarcò sulle coste scote non ancora uomo, non fece nessuna ricerca di altre terre o di altri popoli, la sua terra era quella.
Diresse i suoi passi verso Alba, non fu accolto subito, anzi il Righ Tristan gli concesse di restare in Scotia in cambio di lavoro, optò quindi per un rifugio nel bosco sapendo che la sua presenza era appena tollerata da quel popolo che imparava a conoscere, mai un sorriso gli fu rivolto, mai una parola gentile, ma non era quello che cercava. Fu istruito su cosa poteva, e non poteva fare, su cosa invece doveva fare…ancora fuori Alba. Un giorno Tristan gli disse che le porte potevano essere aperte per lui e gli concesse le insegne da Scoto, gli disse anche di scegliersi una capanna. Dato il carattere schivo e riservato Taranis scelse una capanna ai margini del villaggio (dove ancora vive).
Seguiva le gesta dei guerrieri Scoti, dei sapienti Druidi, delle terribili Sacerdotesse di Scotia, cercava di capire come essere di aiuto alla terra che lo aveva accolto e alla quale si sentiva di appartenere per discendenza. Un giorno vide una figura ammantata di nero, silente e con nessuna arma con sé se non una Falce, chiese chi fosse e quale fosse il suo compito, chiese agli Dei consiglio e diventò Esecutore, restituì le vesti a Tristan che appoggiò la sua scelta e gli concesse di vivere ancora ad Alba (sempre nella stessa capanna).
Passarono quindi due anni durante i quali Taranis servì gli Dei e difese Albion solo in caso di invasioni di popoli esterni, lasciando da parte la cura del combattimento e curando sempre più l’apprendimento delle leggi date dagli Dei alle tribù, avendo una particolare cura nel richiamare e mettere sulla buona strada gli appartenenti al popolo del Cardo.
Anni durante i quali ben poco tempo passava tra le mura di Alba, era distante con il corpo, ma il suo spirito ed il suo cuore erano tutti per la Terra dei ghiacci, seguì ben poco gli avvenimenti che portarono alla abdicazione di Tristan a cui succedette Bart, già da lui conosciuto durante la sua prima permanenza ad Alba.
Gli Dei concessero alla fine agli Esecutori di scegliere un popolo, Taranis tornò ad Alba (sempre la solita capanna) accolto da Bart che gli riconsegnò le vesti portate questa volta sotto quelle da Esecutore, ebbe così la soddisfazione di scendere in battaglia, stavolta da scoto, usando come arma la sua Falce . Intanto il Corpo degli Esecutori veniva guidato con poco polso e poca determinazione, il ché lo portò ad allontanarsi dalla via che mai avrebbe pensato di abbandonare. Bart, dimostrandogli fiducia e stima, gli diede la carica di guerriero e lo accettò nell’Esercito Scoto. Periodo questo in cui Taranis combatté con accanimento in ogni scontro cercando la morte e la gloria in battaglia mettendo in atto gli insegnamenti che Tristan e Bart gli avevano dato e cercando di dimostrare in ogni occasione lo spirito che muove le genti del Cardo spirito che trova compimento nell’esaltazione della battaglia chiunque sia il tuo avversario:” Vivi da Scoto, Combatti da Scoto, Muori da Scoto” erano soliti ripetere i guerrieri.
Intanto gli Dei decisero che gli Esecutori non avevano più necessità di esistere, adesso solo una Falce ed un ciondolo restano come memoria di quelle vesti.
Sempre un po’ estraneo alle vicende interne in Scotia, anche a causa di un suo viaggio che lo portò a restare a lungo lontano, appena tornato rimase sorpreso dell’abbandono del trono da parte di Bart, come tutti gli altri fratelli si rimboccò le maniche e fece di tutto per mantenere unita la tribù, scoprendo poco alla volta quello che ne stava minando la stabilità. Decise quindi di andare alla Rocca per conquistare l’anello di Righ.
Gli Dei ed il Tuono accompagnarono ogni suo colpo, in mezzo al sangue dei suoi fratelli divenne Righ di Scotia.
Tanti furono i fratelli con i quali ebbe la fortuna di combattere..…alcuni adesso godono della gloria eterna, altri ancora la cercano insieme a lui, di nuovo spalla a spalla.
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Alcuni popoli fanno la guerra perché fin da piccoli li hanno abituati ad onorare gli Dei in questo modo. Gli irlandesi perché adorano le risse. Gli Scoti perché sono stati concepiti e sono nati su un campo di battaglia! Taranis •••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••
Taranis, il respiro che la mia antica pelle non ha mai saputo temere, tá toirneach ann...
Resterà il tuo nome nell`eterno di questa terra, e resterai per sempre tu, con me, mo chroí.
La millevolti
Isabeu MacKenneth
Lupo d`inverno
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Il freddo vento del nord, che solcando le onde di Manawyddan giunge a lambire le terre di Scotia, reca una triste notizia ai popoli dei ghiacci, l`ultimo dei Righ ha lasciato le redini del trono. A lui vanno tutti gli onori che un guerriero possa ricevere. Taranis oppure il Tuono, come viene chiamato, coluì che ha portato l`anello dei re con saggezza e devozione, che ciò che ha compiuto non vada perduto, ma che serva come insegnamento a chi gli Dei designeranno come suo successore, a tutti i figli di Albain e all`intera isola dei potenti. Capo prima e uomo dopo, che mai ha risparmiato ogni stilla di sangue, che mai si è sottratto al giuramento fatto e che sempre ha sostenuto tutti indistintamente, dall`ultimo dei popolani al primo dei laoch, con il suo esempio ha dimostrato cosa sia essere Celta e Scoto. Così come Manawyddan si fece da parte lasciando che fosse Caswallon, suo cugino, a regnare sull`isola dei potenti per il bene della terra, così Taranis degli Scotii rende l`anello prestigioso agli Dei, quando il suo tempo sente giunto per lasciare posto al nuovo, gesto d`amore per la propria terra.
Il tuo nome riecheggierà per sempre vicino ai grandi.
Islay MacLeod Fuoco di Alba Figlio del cardo
Note: Venera il TUONO

