Taglio della testa

Da CeltIKI.

Tipica dei guerrieri celti era l'usanza di decapitare gli avversari uccisi in battaglia, facendo trofeo delle teste recise. Il taglio della testa aveva il nome tradizionale di "il raccolto delle ghiande di Macha", ed era dovuto a più fattori, alcuni più "pratici", altri di valenza maggiormente rituale.

Esibire i crani dei nemici uccisi non solo costituiva la prova degli scontri da cui si era usciti vittoriosi, ma era anche la dimostrazione del proprio coraggio, soprattutto se si potevano mostrare i crani di capi tribù o guerrieri famosi, che erano generalmente sottoposti a processi di imbalsamazione e appesi fuori dalla capanna del loro uccisore.

Tra i fattori rituali pesa il fatto che la testa era ritenuta la parte più nobile del corpo umano, in quanto sede del pensiero - e quindi del sapere - e dell'anima: un guerriero che abbatteva un nemico poteva assorbirne l'anima, le esperienze e le qualità tenendone in mano la testa dopo la decapitazione.

Inoltre la decapitazione era anche un modo per rendere onore al nemico ucciso, dimostrando di temere il suo valore ed un suo possibile ritorno, in quanto si riteneva che la mutilazione del corpo fosse da ostacolo allo spirito del defunto, se questi avesse voluto tornare dall'aldilà per reclamare vendetta.

Infine, le teste erano ritenute potenti talismani di protezione per l'intera comunità; per questo motivo, e ovviamente per impressionare i nemici che fossero giunti in vista delle palizzate, le teste erano esposte sulla sommità delle fortificazioni del dun.

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