Salii
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I Salii erano un antichissimo collegio sacerdotale romano (simile a quello dei Fratres Arvales o Arvali), che secondo la tradizione si vuole istituito dal re Numa Pompilio. Il nome dei Salii deriva dal verbo latino salire, cioè saltare, per via della particolare andatura saltellante che tenevano durante le processioni sacre. I Salii risiedevano nella Curia Saliorum, ed erano distinti in due collegi: i Salii Palatini ed i Salii Quirinales, indice di un'origine risalente agli inizi della monarchia, quando il Palatino era ancora separato dagli altri colli.
I Salii Palatini erano dodici sacerdoti consacrati a Marte e scelti tra i membri delle più nobili famiglie, affinché custodissero i dodici scudi sacri tra i quali si nascondeva l'Ancile, lo scudo consegnato da Marte Gradivo a Numa Pompilio come pegno dell'eterna invincibilità di Roma, secondo quanto spiegato al re dalla ninfa Egeria. Numa incaricò il fabbro Mamurio Veturio (della gens Veturia), di forgiare altri 11 scudi identici all'Ancile, così che fosse impossibile ai nemici di Roma sottrarre quello autentico.
I Salii Quirinales, istituiti da Tullo Ostilio, erano venti ed erano consacrati al dio Quirinus.
I Salii erano uno dei collegi sacerdotali più ragguardevoli nell'antica Roma; nelle feste più solenni che si svolgevano nel mese di marzo (dedicato appunto a Marte) e nel mese di ottobre, sfilavano portando in processione i dodici scudi sacri ed intonavano un canto particolare in latino arcaico, nel quale si invocava su Roma la protezione degli dei, il Carmen Saliare. Nel loro canto i Salii ricordavano anche il suddetto Mamurio Veturio, ed in suo onore la festa del 14 marzo (corrispondente al capodanno dell’antico calendario romano), già chiamata Equirria, prese il nome di Mamuralia. Durante questa importante festa popolare Mamurio Veturio, rappresentato come un vecchio vestito di pelli impersonava l’anno ormai trascorso, che veniva cacciato dalla folla a colpi di bastone per far posto all’anno nuovo. Del Carmen Saliare ci restano purtroppo soltanto pochi frammenti in versi saturni, che riportiamo di seguito:
Indice |
[modifica] Ancilia
[modifica] Carmen Saliare
rimangono solo poche righe del carmen saliare di cui solamente alcune di esse sono traducibili poichè è scritto in latino arcaico e non nel latino classico
[modifica] Testo del Carmen
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divum cante, Traduzione:
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cozeulodorieso. |
[modifica] Dio degli dei
Il dio degli dei invocato nel carmen è Giano la più antica divinità romana spesso invocata assieme a Giove
[modifica] Dio della luce
Il dio della luce invocato nel carmen è Giove considerato padre degli dei e contrapposto al greco Zeus
[modifica] Feste del mese di Marzo e di Ottobre legate ai Salii
- EQUIRRIA - 14 MARZO - pridie Idus Martias - Festa del dio Mars (Marte). Corse di cavalli in Campo Marzio. Consacrazione a Marte della cavalleria. Nella stessa festa viene compiuta la PROCESSIONE DEI SALII
- QUINQUATRUS MAIORES - 19 MARZO - ante diem quartum decimum Kalendas Apriles -Festa della dea Minerva. Danza dei Salii nel Comizio. Viene compiuta la cerimonia di Purificazione delle armi.
- ARMILUSTRIUM - 19 OTTOBRE Festa del dio Marte. Danza dei Salii nel Comizio. Viene compiuta la cerimonia di Purificazione delle armi.
[modifica] Processione dei Salii
Il 14 marzo si svolgeva una solenne processione. I Salii portavano i loro scudi bilobati, ossia ovali con al centro un incavo semicircolare su ciascun lato. Gli scudi erano chiamati ancilia. Sugli ancilia i Salii battevano ritmicamente con le hastae. In punti prestabiliti si fermavano ed eseguivano una danza con un ritmo di tre tempi (tripudium). Durante il percorso intonavano il Carmen saliare.
Con la cerimonia si apriva ufficialmente il periodo della guerra, che sarebbe stato chiuso con analoghe cerimonie in ottobre (October equus, Armilustrium e Ancilia condere).
L'origine degli scudi sacri risale ai tempi di Numa Pompilio. Il re aveva chiesto a Giove un segno della sua protezione su Roma. Uno scudo di forma particolare, senza angoli, discese dal cielo. Egeria, la moglie di Numa Pompilio, consigliò di riprodurre lo scudo per evitare che fosse rubato l'originale. Un fabbro di origine osca, Mamurio Veturio, venne incaricato di fare le copie. Gli scudi furono custoditi nel Sacrarium Martis della Regia.
[modifica] Armilustrium
L' Armilustrium era un festività dell'antica Roma in onore di Marte, dio della guerra, celebrata il 19 ottobre.
Marte era una divinità particolarmente importante nel mondo romano: veniva considerato infatti il padre di Romolo e Remo.
In questo giorno le armi dei soldati subivano una purificazione rituale e riposte per l'inverno. La cerimonia della lustratio, si svolgeva sul colle Aventino. In questo luogo la tradizione vuole che sia stato sepolto il re, coreggente con Romolo, Tito Tazio. Oggi vi sorge piazza dei Cavalieri di Malta, ornata da Giovanni Battista Piranesi con rilievi secondo il tema dell' Armilustrium. L'ordine sacerdotale danzante dei Salii, dedicato a Marte, aveva parte rilevante nel cerimoniale.
I cittadini-soldati svolgevano poi il rituale di ripresa delle armi in primavera, ma l'oggetto principale della festività erano le trombe, di qui il nome Tubilustrium da tubae.
[modifica] Maggiori dettagli
I Salii (latino Salĭi) erano un Sodalizio sacerdotale dell'antica Roma, suddiviso in due sezioni che prendevano il nome dalla rispettiva sede:
- i Salii Palatini del Palatino
- i Salii Collini (o Agonenses) del Quirinale (detto Collis per antonomasia, e talvolta Agonale).
- Ogni sezione era composta di 12 membri e aveva a capo un magister. L'azione dei Salii si svolgeva in alcune giornate del mese di marzo comprese tra il 1º e il 23, e in occasione di una festa d'ottobre detta Armilustrio.
- Indossavano un antico "costume guerriero" composto da corazza di bronzo su una tunica colorata, mantello, ossia trabea roggia affibiata alla spalla e orlata da una striscia scarlatta, spada al proprio fianco e in testa l'apex, un berretto a cono.
- I sacerdoti Salii danzavano guidati da un "praesul" che formava prima le figure e i passi (cioè dicesavi"amptruare", che essi rifacevano "redamptruare").
- Il culto saliare di marzo consisteva in una processione a tappe in vari luoghi della città; il luogo di tappa, detto mansio, era quello in cui i Salii banchettavano e riposavano la notte. #Vestiti di un costume guerresco e forniti dei sacri scudi detti ancili (ancilia), eseguivano danze di guerra al canto di inni (versus saliares) e di litanie (axamenta), davanti a templi e intorno ad altari, nel Foro, sul Campidoglio e nel Comizio.
- Il servizio dei Salii era connesso con il culto di Marte, dio della guerra e titolare del mese di marzo. Il sodalizio, comunque, era ufficialmente “in tutela” della triade Giove-Marte-Quirino, mentre una sua sezione, come si è detto, prendeva nome dal Quirinale, il colle del dio Quirino.
- Tutto ciò si spiega con la funzione dei Salii che era quella di sperimentare a nome e al posto di tutto il popolo romano (rappresentato dalla triade Giove-Marte-Quirino) la realtà sacra della guerra (ossia il campo d'azione di Marte); d'altra parte, la conflittualità, sia pure simbolica o rituale, rendeva necessaria la ripartizione in due gruppi antagonisti; donde si contrapponevano formalmente il gruppo del Palatino e il gruppo del Quirinale, quasi che Quirino e il suo colle potessero costituire, all'interno della città, un polo opponibile a quello palatino (precisamente alla Reggia, dove si conservavano i sacri “ancili”).
- Le due sodalità erano, come si è detto, in tutela Iovis Martis Quirini.
Gli scudi ancili e le aste di Marte erano (insieme con il lituo del Re Romolo) i talismani sacri di Roma (pignora imperi).
- Il lituo di Romolo, custodito dai Salii Palatini era in massimo rapporto con la "sovranità magica
- mentre gli scudi ancili (deposti nella Regia sotto la custodia del Flamen Dialis) erano in rapporto con la "sovranità giuridica".
- Le aste di Marte (pure esse puntualmente deposte nella Regia) erano invece in rapporto con la "sovranità militare".
- I Salii Collini sembravano invece rappresentare l'operosità produttiva di Roma
- i Salii, con la loro danza determinavano l'inizio e la fine del periodo dedicato alla guerra (primavera-estate-inizio autunno).
- Il cittadino romano cives et miles passava con marzo (mese sacro a Mars) allo stato di miles, sotto la tutela di Mars, mentre con ottobre diveniva cives e passava sotto la tutela di Quirinus, divinità della terza funzione (quella produttiva), ma anche divinità dell'assemblea dei cittadini (co-*uires). Ecco perchè due confraternite saliari tra loro complementari, così come erano complementari la funzione guerriera e quella produttiva.
[modifica] la danza Rossa
Presso i salii erano anche delle donne le Virgo Saliari ( il termine virgo non sembra in antichità voler dire vergine ) esse eseguivano la danza Pirrica, una danza di guerra in armi di origine greca detta anche ballo con armatura.
La danza pirrica ebbe il più grande sviluppo nella città di Lacedemone (Sparta), capitale della Laconia. Probabilmente derivata dai riti organizzati per celebrare le vittorie di guerra, veniva eseguita da giovani, sia individualmente che in gruppo, con armi e armature, che simulavano le posizioni di attacco e di difesa, accompagnati dalla musica del flauto. Questa danza aveva però anche lo scopo di esercitare i combattenti aumentandone l'agilità prima della battaglia stessa in cui dovevano confrontarsi con il nemico. Il capo dei guerrieri era infatti anche il capo dei danzatori. Più tardi divenne una pantomima di imitazione del combattimento, più vicina a una forma di spettacolo. Platone nelle Leggi descrive questa danza come una mimica guerriera che rappresenta i differenti momenti del combattimento; iniziava con alcune parate eseguite sia tornando in dietro lateralmente, sia indietreggiando, sia saltando, sia abbassandosi. Era eseguita sia da danzatori singoli, sia da due danzatori che si opponevano l'uno all'altro, sia in gruppo numeroso. In questa forma si trattava di una danza schermata, o meglio, di una scherma organizzata coreuticamente che introduceva una nota di virile bellezza nelle feste spartane dei Dioscuri e in altre feste come le Gimnopedie e le Grandi e Piccole Panatenaiche.
Ci sono molte fonti per l'attribuzione del nome: secondo alcuni deriverebbe dal nome dell'inventore, un tale Pirrico che veniva proprio dalla città di Sparta. La fonte più seguita dagli storici è tuttavia quella di Louis Séchan, che ne fa derivare il nome dall'aggettivo πυρρός, rosso, che è poi il colore delle tuniche dei danzatori. La pirrica sarebbe allora la "danza rossa", ovvero la danza dei guerrieri il cui costume è caratterizzato - fin dalla più lontana antichità e presso i popoli più disparati - dal colore vermiglio del sangue.
[modifica] L'importanza dei Salii
Per capire l'importanza dei Salii è necessario conoscere l'importanza della Lustrazione. Lustrazione sta per rendere lucido, rendere efficiente. la Lustrazione era una festa-cerimonia che si svolgeva in marzo. Marzo era, nell'antico calendario romano, il primo mese dell'anno. L'anno cominciava il 1° marzo, primo mese di primavera.
In marzo cominciavano le guerre. In marzo, nella ritualità Sabina, partiva la gioventù consacrata per fondare nuove città. Marzo era l'inizio dell'attività umana.
Prima di cominciare l'attività era necessario prepararsi: lustrarsi.
Essere compatti per affrontare le contraddizioni dell'esistente. Nessuno si poteva permettere di affrontare l'oggettività senza essere adeguatamente preparato. La deficienza della preparazione metteva in pericolo e in difficoltà l'intera collettività. Il non migliorarsi, il non progredire, la non preparazione del singolo danneggiava la collettività.
I Salii praticavano memoria e Attenzione. Manipolavano il loro essere e la loro Attenzione al fine di manipolare e concentrare l'Attenzione dei singoli individui del Sistema Sociale su quanto era collettivamente importante dopo l'individualismo praticato durante la stagione invernale.
Essi stessi, attraverso la pratica delle danze e attraverso la recitazione di litanie, lustravano la propria Attenzione; attraverso il lustrare la propria Attenzione lustravano l'Attenzione dell'intera città. I Salii erano Guardiani il cui compito era tener desto il fare attraverso il quale si costruiva il divenire.
Il collegio dei Salii era riservato ai patrizi, coloro che non potevano permettersi di abbassare la guardia col pericolo di perdere tutte le proprie sostanze e i loro privilegi. Dovevano essere giovani, in quanto la funzione della Lustrazione era costruire il futuro. Il divenire dei Salii era legato al divenire della città; erano loro che avevano il bisogno della Lustrazione dell'Attenzione in quanto loro erano diventati uno con la città e le contraddizioni che questa si apprestava ad affrontare.
I Salii praticavano una danza ritmica, come viene praticata in molte cerimonie tribali, la cui funzione era quella di concentrare l'Attenzione degli astanti, far muovere più velocemente la loro Energia Vitale (imprimendo vigore) e concentrare le loro tensioni verso sbocchi ed obiettivi funzionali al divenire della città stessa.
I Salii erano vestiti da soldati perché la contraddizione più drammatica per la vita della città si risolve mediante l'uso delle armi e richiede la concentrazione di grandi quantità di Energia Vitale e di Attenzione in quanto rappresenta il massimo pericolo cui la città può incontrare.
La Lustrazione non riguardava solo le armi, era Lustrazione anche degli attrezzi da lavoro: affrontare le contraddizioni che si risolvono mediante il lavoro. Era Lustrazione di quanto serviva per affrontare le contraddizioni rappresentate dall'arrivo dell'inverno.
I Salii garantivano che la città non si sarebbe mai piegata su sé stessa ma avrebbe continuato a migliorarsi, espandersi e progredire.
I Salii erano il risveglio!


