Mirna
Da CeltIKI.
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[modifica] Descrizione[dalla scheda]
Diciotto primavere erano già trascorse dalla sua nascita, nel più freddo Samhain che Roma avesse vissuto, ma il sangue romano non aveva lasciato nessuna traccia sul volto di Mirna: lunghi capelli rossi le incorniciavano il dolce viso ricoperto di efelidi, viso in cui si incastonavano due occhi verdi e profondi.
[modifica] Background[dalla scheda]
`Sono una figlia di Roma, erede dell`impero, che ha rinnegato le proprie radici per unirsi alla nobile stirpe celtica.
Mirna è ancora il mio nome romano, impostomi quando credevo - come un gladiatore - che Roma fosse la luce ed oltre ad essa esistesse solo barbarie. Sto cercando piano piano di sbarazzarmi di questo pesante fardello, così sono scappata dalla mia terra e sono arrivata qui. Sto cercando innanzitutto di trovare un nome a me più consono, più semplice e che non mi ricordi più da dove vengo. So che potrebbe non sembrare giusto, che qualcuno potrebbe dirmi che le radici sono sempre radici e non vanno rinnegate, ma io non ho niente da spartire con un popolo che ha fatto della conquista il suo credo.`
Mirna
Era cresciuta a Roma nella domus di suo padre, Claudio della gens Iulia, una famiglia importante ma di cui rappresentava un ramo cadetto e in decadenza. Un centurione, suo padrem, che dopo una vita di guerre per l`onore dell`impero si era dovuto ritirare a causa di un infortunio ed ora si godeva la gioia di vedere la figlia crescere. Sua madre, donna dura e dalla verga facile, era poco incline ai comportamenti materni: mai una carezza né una parola gentile dalla sua voce, solo rimproveri ed insulti. Le amiche non erano un sollievo per lei: la chiamavano `la barbara` per via del suo aspetto così poco romano. Ella ne soffriva, impegnata com`era a compiacere il padre che aveva fatto di Roma la sua ragione di vita. Ma il genitore adorava quella sua puella così delicata ed eterea, e spesso di fermava ad osservarla mentre ella era intenta a filare: la guardava e i suoi occhi neri come la pece sembravano ricordare tempi ormai passati.
All`alba del suo diciassettesimo genetliaco, la giovane si trovòa passare per il peristilio della sua domus quando udì sua madre discutere con delle matrone amiche venute per preparare il banchetto. `Sono ormai diciassette anni che va avanti questo scempio, ma come fai a sopportarlo?` `Sei stata una grande donna, accollarti il peso di una figlia non tua!` `Oh, se il mio Caio tornasse da una campagna con una bambina sua, frutto di una sgualdrina rossa, non ci penserei due volte cacciarlo dalla domus. Imbastardire così il suo sangue romano!` Quella non era sua madre, lei non era romana! Ora si spiegava il suo aspetto, ora capiva perchè quella donna non l`aveva mai amata, nonostante gli sforzi per compiacerla. Le girava la testa, si sentiva venir meno: tutto il suo mondo era fondato su bugie! Corse a cercare il padre e lo trovò nel lararium. `Chi era` chiese seria e decisa. Mai aveva visto suo padre piangere, e questa vista le straziò il cuore. `Bambina mia, perdonami ... non ho mai avuto il coraggio di dirti la verità, di parlarti di lei, ma ora ne è arrivato il momento. Ero nelle terre del nord con la legione quando la incontrai. Era bella come te, Mirna mia, e veniva dalla Britannia. Si chiamava Sidhe, e di lei non so altro.` A quelle parole, Mirna era corsa nel suo cubiculum e, radunate poche cose in una bisaccia, era scappata di casa. Via. Verso nord. Verso la Britannia.
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5/6/54 a. C. Dopo mesi di cammino, Mirna sbarca a Tir na Nog dove - nella radura - incontra Dart, appena tornato dal regno dei morti. Divenuta sua protetta, lo segue a Corinium Dubonia.
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09/06/54 a.C. Mirna se lo sente dire per la prima volta. Dart lo pronuncia per la prima volta. `Ti amo`. E tutto, da allora, ha un nuovo e più profondo significato.
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21/06/54 a.C. Elessar nomina Mirna popolana dubona
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22/06/54 a.C. 02:12 Dart [Dubone - Guerriero] - [.:Esterno Capanna Dart..] (rimane silente mentre la fissa in volto.. le mani tenuta ai lati del volto della popolana carezzandolo con movimenti quasi impercettibili ma ben udibili a lei sulla sua pelle.. dopo che Mirna gli ha fatto quella richiesta sorride appena annuendo con il capo) certo amore mio (proferisce per poi trarre un profondo respiro come a voler preparare un piccolo e breve discorso) Finalmente fai parte della tribù Mirna, servi questa terra, cosi` come la servo io, ed i miei predecessori... Da oggi sei una Dubona e da questo momento una Mac Gowen.. onora questo nome e le tue effigi servendole con dedizione (null`altro aggiunge restando a guadarla)
D`improvviso arriva Darrel nella sua vita, girovago dal passato triste e avventuroso. Uomo nobile e gentile, fa breccia nel suo cuore e sconvolge la sua vita come un temporale di primavera. Non può continuare nella menzogna, l`unica cosa da fare è, pur aspettando una creatura da lui, parlare con Dart. Come si aspettava, il guerriero dubone non vuole più saperne di lei, e nemmeno della creatura che porta in grembo
30/06/54 a.C. Glenda [Dubone - Mathàir] - [palizzate spianata] sarà la vita, se essa crece in te ad indicare cosa devono le tue mani toccare <spina la terra di fronte a sè, l`accarezza quasi, poi prende il sacchetto da cui estrae pezzi di corteccia in cui sono incisi strani simboli e li dispone in modo causale di fronte alla giovane> ognuno di questi rappresenta un qualcosa di particolare..ferilità, spiritualità, forza ..morte..beth, uath, saille , fearn..<momora> scegli quello che la tua mano sente suo in questo momento Glenda [palizzate spianata] continua a disporre gli ogham in modo causale..tutti adesso sono distesi davanti alla giovane..Nion, Duir. Tinne , Coll, Beth Uath Saille. Muin Ruis..e gli altri Mirna [Dubone - Popolano] - [pressi porte] mmm, scelgo questo <prende in mano un pezzo di corteccia a caso> cos`è? cosa dice la terra? <è impaziente di sapere il responso della Mathaìr> Glenda [Dubone - Mathàir] - [palizzate spianata] <tende la mano per ricevere la corteccia e l`osserva osserva quel simbolo che solo una volta a lei è stato propizio, sorride> la terra..parla e freme, gioisce come quando sente nuovi semi germogliare...lo stesso seme che sta germogliando in te <raccoglie gli ogham e le reinserisce nella piccola sacca che porta legata alla vita> Dovrai aver molta cura di te, ma abitua il tuo corpo a sopportare i cambiamenti se vuoi che il figlio che porti in te cresca forte, saldo, fiero. chi ti aiuterà in questo? oltre a tutta la tribù..chi sarà colui che per primo gli insegnerà a brandire la spada? <chiede con un pizzico di curiosità riferendosi al padre> Mirna [Dubone - Popolano] - [pressi porte] <non capisce al volo le parole della Mathaìr ma, piano piano le nebbie si squarciano e rimane a bocca aperta> io ... io ... sono gravida ... Mathaìr ... gravida <poggia le mani dolcemente sulla pancina ancora senza segni di gravidanza> Dart ... Dart mi aiuterà ... Dart gli insegnerà a brandire la spada ... <ancora non riesce a crederci, guarda la Mathaìr con stupore>
La vita è strana, ti porta in luoghi che neppure nel tuo sogno più fantasioso avresti mai pensato di visitare e ti fa incontrare persone, vivere momenti, che mai avresti neppure immaginato ... Questo è successo a me, Mirna Mac Gowen, di ritorno dal mio viaggio in cerca di notizie su Sidhe, la donna che mi mise al mondo e a cui poi fui strappata piccolissima da mio padre. Sono tornata, e ho incontrato un uomo che ha fatto passare in secondo piano tutto ciò che avevo vissuto fino ad allora, Dart compreso. Un uomo silenzioso come il vento, generoso come la terra che calpesto, semplice come l`acqua che bevo, forte come le radici di una quercia. Un uomo che ha scardinato le mie false certezze e, con delicatezza, mi ha mostrato quello che davvero volevo ... Darrel ... con te ricomincio, con te e quella che sarà la nostra bambina, perchè il tuo sogno è stato chiaro: tu ed io, e la nostra piccola Sile ...
05/11/54 a.c. Sai bene che tra me e Dart ormai è tutto finito: lui mi ha cacciata fuori la sua capanna incinta e senza che io mi fossi macchiata di nessun crimine, quindi non può arrogarsi nessun diritto nemmeno sulla mia creatura <inizia a spiegare seria> ma ho ancora il cognome che mi lega a lui, e vorrei che anche questo filo venisse spezzato <le mani diventano livide intorno a quella di Darrel> Elessar, mo righ, ti chiedo di adottarmi e darmi così il tuo cognome, che onorerò con la mia vita e il mio futuro canto
... e il righ mi colmò di onore rendendomi una Bodvoc ....
10/11/54 a.C. Nasce la mia piccola: Sile, figlia di Darrel Guiner, nipote di Elessar righ di Dubonia ed erede dei Bodvoc. Glenda mi ha fatto partorire, con il valente aiuto di Freya. Darrel insieme ad Elessar mo righ e mo athaìr, Galbatorix, Liam, Aidan e Paride hanno tenuto lontani gli spiriti. Breaca degli Iceni ha accompagnato i primi vagiti della mia piccola con il suono del suo bodran e un canto per tener lontani gli spiriti. Quindi ha invocato su Sile un`antica benedizione: `Una piccola goccia di Cielo, sulla tua giovane fronte, piccolo amato. Una piccola goccia di Terra, sulla tua giovane fronte piccolo amato. Una piccola goccia di Mare, sulla tua giovane fronte piccolo amato Per preservarti dagli spiriti dell’altro mondo. Per proteggerti dagli ospiti malevoli. Per allontanare gli gnomi, per proteggerti dagli spettri. Che i Tre Poteri siano in te, che i Tre ti facciano da scudo,tenendoti lontana da loro. Che i Tre Poteri ti salvino Che Essi ti riempiano della loro grazia Tre piccole gocce dei tre Poteri Che la loro grazia ti riempia`
A te la profonda pace dello scorrere dell`onda. A te la profonda pace del flusso del vento. A te la profonda pace della terra silenziosa. A te la profonda pace delle stelle lucenti.
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Non so vivere secondo un modello e non potrò mai servire da modello ad alcuno; invece, quel che farò sarà vivere la mia vita come mi piace, qualunque cosa accada. Non ho principi da sbandierare, ma qualcosa di assai più prezioso, qualcosa che sta dentro di noi, che brama solo a vivere e sa gioire, e preme per uscire alla luce del sole.
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osserva il mio occhio, parole giungono soffiate dal vente britanno... le ascolto...mi incuriosiscono perchè in esse c`è qualcosa che parla di me... perchè in esse molte sono le similitudini.. roma il passato, la vita il futuro... ed io ora vivo!!!
lacus-fiolar aquila di isca...
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Un giorno, mentre era ancora girovaga, un`ombra nera e minacciosa la chiamò `piccola Iolar`. Da allora questo è il suo soprannome.
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Piccola mia, Breaca degli Iceni ha scritto per te! Quale onore per la mia piccola essere soggetto di un canto! E ti chiama, piccola mia, stella del mattino ... e tu sarai sempre la stellina più brillante di Dubonia!
L’urlo di madre t’accoglie, la sofferenza è gioia Nel sangue vieni al mondo, tu che di questo ti sei nutrita, come una terra arida che chiede sacrificio. Fra i rumori metallici e una cantilena, vagisci, ed il tuo primo respiro si riempie del fiato divino, respiro di Vita. Ti guardo, mentre su di te impongo il primo e antico incanto, e nel fondo del tuo sguardo vedo una stella. Potente è il suo bagliore, chiara è la sua luce. Astro mattutino, ultima a dissolversi, e mi chiedo dunque: che destino? Le Tre gocce ti ungono e Cielo Terra e Oceano sono tuoi guardiani, ma una stella è la tua strada. E indietreggio poi osservando la Madre, del sangue di colei che ti fece , ella è infusa. Lontano e inesorabile è ancora il tempo, piccola Sile. Impregna di vita la tua anima, mia stella. Piccola fàir.
Siamo rimaste sole, mo fàir ... io e te, piccola mia ... Tu la mia forza, tu il mio sorriso. Io tua custode, io tuo calore. Nessuna carezza di sostegno quando i miei occhi si chiuderanno per la fatica, nessun abbraccio dolce quando le tue lacrime strazieranno Corinium. Siamo rimaste sole, mo fàir ... io e te, piccola mia ... Chiederò ad Elessar di farti da athaìr, e insegnarti come l`equilibrio e la saggezza rendono un popolo grande; chiederò a Liam di farti da athaìr, e insegnarti come l`onore e il coraggio rendono un uomo libero; chiederò a Galbatorix di farti da athaìr, e insegnarti come il fuoco forgia i caratteri fino a farli diventare degni degli Dei. Siamo rimaste sole, mo fàir ... io e te, piccola mia ... Ma Corinium intera ti farà da athaìr, così come io stessa troverò in loro la mia consolazione.
Percorrendo la via del Canto ho incrociato un bel paio d’occhi ed ho stretto una mano segnata dalla storia, dalla guerra e dall’ispirazione che ci proviene dalla Dea e da suo figlio.
Con lei, mille ed ancor più di mille sono stati i miei canti intonati. Una nota s’è spezzata, ed ora mi manca quell’accordo: Breaca.
La Dea mi ha chiamata ancora, bella, saggia, maestosa e Somma e mi dice che è di già epoca che io riprenda a muover passi nella radura ...
Salici piangono ... Betulle s’agitano ... Querce si piegano ed assai mi parlano. Non ho più tempo per guardare dietro, solo una emozione nuova può affrancare il mio lamento.
Una voce, dal nulla, s’è fatta insistente. Il sogno suo è stato portato a me da bocca in bocca. Mirna dei Bodvoc, fiera figlia dei Galli, non so perché e nemmeno come, qualcosa e qualcuno ci ha voluto legare.
Se la Luna sarà favorevole, da oggi io attendo di incrociare i tuoi occhi e stringere le tue mani, affinché la Dea e suo figlio mi restituiscano l’ispirazione, una nota mi si leghi in gola ed ogni accordo cinguettato.
Ildeg McGraw
Rindaid per Moridunum
^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^ Dice di me la Mathaìr rivolta alla mia maestra ... ``Mia figlia <annuisce gravemente > è tua sorella lo sento dalle parole che dice quando parla della sua guida, mia figlia ribelle <solleva gli occhi al cielo> ma non la cambierei con nessun`altra più quieta in apparenza``
^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^ Il primo sguardo della Dea su di me ... 26/02/54 a.C. Cerridwen [Dea della sapienza] <lo sguardo scivola su Mirna e le sopracciglia si arcuano un poco> Mirna piccola pietra vivace che spesso lascia sia solo il cuore a parlare ...
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Canta anima mia! Affido a te, o vento, le parole che i sentimenti incatenano! Soffia e restituisci loro la libertà persa da tempo!
[modifica] Note [dalla scheda]
Ildeg, voce dei gatti, la mia maestra ...

