Mexes

Da CeltIKI.

Mexes
MIDI:
Iscrizione: 02/06/2004
Razza: Celta
Popolo: Pitto
Carica: Guerriero Immagine:Carica_Pitto_Guerriero.gif
Sesso: Maschio
Livello arcano: Profano
Destrezza: Discreta
Costituzione: Discreta
Intelligenza: Scarsa
Clan: McEldar
Stato civile: -

Indice

[modifica] Descrizione

Nato nel mezzodì di Lughnasadh, vent`anni orsono.

Corporatura muscolosa, alto di statura, fisico scolpito ma flessuoso che dimostra attitudine alle battaglie. Spalle larghe, vita stretta, addome piatto, gambe muscolose che nulla invidiano ad un purosangue per la prontezza e lo slancio di cui sono capaci.

Viso asciutto, dai tratti virili, spesso tirato dalla stanchezza recata dall`intensa attività che svolge al servizio della tribù, naturalmente incorniciato dai capelli corvini, ondulati e ribelli, quasi specchio della sua personalità. Spiccano gli occhi, vigili attenti e profondi, paragonabili al mare per colore e per i segreti che celano.

Mutevole, forse lunatico, dipende solo da ciò che accade attorno, da ciò che fiuta nell`aria. Sagacia fa della sua irridenza dell`ironia, che solo quando fa al suo gioco fa parir malcelata.

Ha imparato anche ad essere opportunista, monito che le lezioni nordiste non hanno trovato in lui un muro.

La famiglia McEldar si avvia sempre più a diventare un clan prestigioso. Attualmente i membri ritenuti degni di farne parte, oltre ai fratelli di sangue sono:

Erlet - Eikel - Lachlan - Khassiel - Fingall - Christian


Regalo del Campione fomore e di Balor: una vistosa cicatrice segna l`addome dell`uomo, rimediata nella piana cornova. Inquietante la forma allungata, che pare simile ad un occhio, inquietanti gli effetti che ha avuto in lui e che ancora continuano a tormentarlo quando si verificano particolari avvenimenti.

[modifica] Background

Figlio di Wulfgar, guerriero cimbro e spirito ribelle fuggito in Britannia per non servire Roma, ed una donna d`egli conosciuta in queste terre.


Nacque nelle soleggiate terre del sud, nel mezzodì di Lughnasad vent`anni orsono, terzo di quattro figli. E quì crebbe. Allontanato dalla madre che era ancora un bambino, poco ricorda di lei; più importante per il padre era insegnare ai suoi figli l`arte della guerra dei leggendari guerrieri cimbri. Seguendo la scia del fratello maggiore Elrond, anch`egli entrò a far parte della tribù cornova, decidendo di allenarsi duramente al fine di raggiungere il suo scopo primario, ovvero migliorarsi per essere utile alla sua tribù, combattere per gli ideali in cui crede.


Innumerevoli i sacrifici cui si è sottoposto per conseguire questo scopo, per conquistare la fiducia dei più grandi guerrieri della tribù del sud. E` stato criticato per la sua avventatezza senza mai demoralizzarsi, siccome vantato per le sue imprese.


Un cavallo accompagna i suoi lunghi viaggi, Thron. Dal manto bianchissimo, il suo unico neo è una chiazza nera all`altezza del petto a forma romboidale.


Perseveranza e devozione hanno dato i loro frutti e gli hanno consentito di ascendere di un ulteriore gradino. Secondo Campione di Cornovia dopo il fratello Mistick! Un compito di maggior prestigio richiede un maggiore impegno...consapevole di questo crede di poter adempiere al meglio i propri doveri.

La decisione del righ cornovo Tidus è stata felicemente accolta da una tribù che, finalmente, vede unita ed ha le basi per una rigogliosa crescita.


Durante il rito di benedizione dei guerrieri di Viroconium, Shea gli ha donato una nuova arma, una lancia di fattura pregevole, forgiata per la sua mano e benedetta dagli Dei, pegno dei servigi resi alla tribù, che ha promesso onorerà con il sangue nemico.


Samhain, 54 a.c.

Cosa ne è stato di ciò che ha vissuto lo può urlare al mondo, cosa ne sarà lo può solo sussurrare a se stesso, tanto l`incertezza lo rende scettico dall`affermarlo. Eppure l`ha vissuto e...mai aveva conosciuto il "dolce" piacere di perdere!


Primo istante, iniziale ripugnanza

figlia di tradizioni ed ignoranza

d`una realtà che a Noi destinava via preclusa

dagli ideali di vesti illusa.

Poi uno sguardo...diffidente ed irridente

velenoso più dell`arguto serpente

postumo l`effetto di lingua tagliente,

di favella dal tono saccente.

Eppur quello stesso sguardo,

che all`apparenza poteva sembrar beffardo,

era in realtà temibilmente perso

perché nella profondità di quello avverso.

Primo e più significativo

cercava di nascondersi furtivo,

dietro un malcelato, forse esistente livore

che con se lavava via ogni minimo fervore.

Inesorabile attrazione fisica

spietata repressione psichica

per me, detentore di una bandiera

per te, della tua terra fiera.

Nessuno voleva cadere in errore,

a causa d`un sol timore:

indietreggiar di uno è avanzar dell`altro

lotta dunque per stabilire il più scaltro.

Poi una tua provocazione ardita

mi convinse che la strada non era in salita

sebben così difficile da imboccare

scegliere terra o donna da amare.

Trascorsero le lune inesorabili

portando con loro dubbi incolmabili

serbai dentro il suo ricordo sbiadito

nel luogo del cuore più recondito.

Un lume...in Brigantia un incontro fuggevole,

misi da parte intenzioni malevole

sguardi i nostri calamitati ad incontrarsi

suoli ancor troppo arsi.

Samhain segnò la svolta

ogni incertezza sciolta

non parole, non bazzecole

voglia di non sottostare più a regole.

Soli, vicini, appartati

furon i nostri corpi a scoprirci innamorati;

del diverso, e ancor dell`avverso

paura che ogni parola l`utopia avrebbe disperso.

Furberia nei nostri occhi

speranza viva che l`altro abbocchi

ceda alla malizia di gesti

non d`amanti, ma sentiti e onesti.

Voglia di appartenersi, di stare al gioco

barlume di speranza fin ad allora assai fioco

tra brivido, timore di non voluta reazione

gesti accorti si esibivano con ostentazione.

Labbra insaziabilmente avide si cercavano

i nostri corpi bramosi si carcavano,

illusorio e mistico quel nido d`amore

sol la natura emetteva rumore.

Fruscio dello scorrere d`un torrente

la cui acqua scava la roccia, potente;

sibilio della brezza, fredda e pungente

accompagna la voglia dei due ascendente.

Di scaldarsi con l`amore di cui son capaci

rinunciando alle calunnie dei pesci voraci,

coloro che non vedono l`uomo o la donna

ma sol le vesti che la persona adorna.

Or siamo uno e uno solo

legati a doppio filo prenderemo il volo,

solo noi Mo Run, con le mani sporte

gioiremo, perché le congetture son morte!


02/12/54 a.C.

Concretizzato il sogno d`averti mia, sempre, in ogni istante. La tua presenza al mio fianco non può che giovarmi, perché non più volerà lontano dagli occhi il mio pensiero per raggiunger te, che sei così vicina al cuore. Vieni con me, seguimi, noi la conosciamo la via, l`abbiamo sempre conosciuta! Solo gli Dei sanno quello che provo in questo momento...e tu, Alexiel, la mia Dea, la luce che finalmente splendera al mio fianco e renderà più chiaro il mio cammino!


Un bambino è prepotentemente entrato nella sua vita, incontrato in laguna, ora un cornovo, suo figlio adottivo. Il suo nome è Eikel. Un soffio di tenerezza nel cuore freddo ed impavido dell`uomo!


La sua Tribù e gli Dei hanno voluto che l’arduo cammino fosse una strada in salita, piena di prove, insidie ed ostacoli che alla fine celavano soddisfazioni meritate. E poi l’ultima, quella di essere ritenuto dal nono Righ di Viroconium, Tidus, la persona adatta a ricoprire il ruolo di consigliere, stratega e valido elemento tra i più fidati. I suoi continui sforzi per la terra che impeccabilmente ama, compiuti senza pretendere nulla in cambio, poiché le sue erano parole ed azioni dettate dal cuore, lo hanno aiutato a scalare un altro gradino della piramide, diventando così Mormaer di Viroconium. Desiderio tanto voluto da quando le sue mani hanno iniziato a brandir l`arma per la difesa della “Giovane”, ancor dai frutti acerbi, ora “Donna adulta”, Terra fertile, ricca e matura. Realizzatosi per quello che si è sempre dimostrato, non ha intenzione alcuna di fermarsi, non ora che gli Dei il cammino hanno segnato! Ancora lunga la strada innanzi a se, ancora consapevole di poter Dare e Ricevere molto...Per il suo onore, per i valori in cui crede e per la gloria della Cornovia!


28/04/54 a.c.

Questo quello che ho pensato quando mi sono svegliato, solo, così come ero morto, su un giaciglio, nella sala comune adibita agli onori dei guerrieri caduti. Accanto a me, i corpi esanimi di altri guerrieri, del Righ Tidus e del Campione Erlet.


http://freeweb.supereva.com/matthew87/wav/Cara _Cornovia_ - Franco Simone.wav


Nient`altro ci si può aspettare da un cuore infranto, che non sia disprezzo... Odio forse, si! Il mio istinto iniziale, forse quello che sarebbe stato il migliore, è stato di mollare tutto, quanto avevo costruito con il sudore della fronte, con il dolore e con il sangue, più di chiunque altro. L`avrei fatto in silenzio, senza sollevar polveri o crear ruggini. Nessuno avrebbe saputo.

Ma poi gli amici, quelli veri, quelli che si riconoscono solo nel momento del bisogno, mi hanno fatto capire quello che è veramente importante...

Mi prenderò la "mia" Cornovia, quella della quale mi sono innamorato, quella della coesione, del bene comune. Non degli individualismi e dell`ambizione di prevalere... Ci sono sempre stati, da quando ero un guerriero. E` giunto il momento di limitarli al massimo ed eliminarli!

Gli Dei saranno gli artefici del mio destino ed il loro volere sarà il bene della terra che amo.


15/09/54 a.C.

Mistick... Ancora una volta ti sei dimostrato un ingrato, oltre che una mina per la tribù, come ho sempre sostenuto. Non ci sarà mai più posto per te in questa Cornovia finché sarà dei cornovii. Tu non lo sei mai stato e mai lo sarai. La mia lama ha reciso per la prima volta la tua vita, ha vendicato il tuo essere vile e codardo! Ma le tue colpe non sono state lavate dal tuo sangue, no... Innumerevoli altre volte lo farà, parola di Righ!


[modifica] 06/05/2006 - 06/02/2007

Nove mesi... Nove mesi tondi quelli che mi hanno visto a guidare le terre di Cornovia. Sono stato un Righ giusto, sono stato forte, un buon Righ? I bardi hanno cantato, gli uomini di Albion si sono espressi. Non più una parola di autostima uscirà dalle mie labbra, sono pieno d`orgoglio per quelle d`altri. Altrove mi acclamano, in Cornovia spodestano!

Possano gli Dei avere in grazia la terra che amo. Solo di una cosa, però sono certo: combatterò per tutti i giorni che mi restano coloro che mi hanno voltato le spalle.

07:31, 9 set 2007 (MDT)07:31, 9 set 2007 (MDT)07:31, 9 set 2007 (MDT)87.4.103.73 07:31, 9 set 2007 (MDT)

Il Regno della Neve Rossa :: di Leenane

Silenzio guerrieri.. Silenzio valorosi condottieri… Le vostre parole sono come veleno.. Le vostre spade distruggono senza alcun freno.. Fissate le vostre terre e gioite… Straziate le vittime senza rimorsi… Gettate la vita… Che lenta passa tra le vostre dita… Silenzio guerrieri di Cruthne… I vostri inni di guerra tra i venti riecheggiano.. Ed è questo che da voi gli dei si aspettano… Lottate fino alla morte… Lottate per dimostrar chi è il più forte… Cruthne terra della neve rossa.. Cruthne terra di chi non teme la fossa.. Alzate lo sguardo e guardate il cielo… Fissate gli dei che attendono un nuovo sfacelo.. Ricordate però prodi guerrieri… Ricordate che della morte ci son troppi sentieri.. Li percorrete con un ghigno in volto.. Li percorrete senza temere cosa c’è in fondo.. Ora alzatevi e combattete di nuovo.. Ora alzatevi per la vostra terra e per chi aspetta il vostro ritorno..


Ed è questo che è Cruthne, non la Terra arrogante che credevo fosse osservandola da lontano... Questo, e tanto altro. Cruthne Terra di una tribù che, unita, persegue uno scopo comune... Terra che rispecchia gli ideali che desideravo promuovere ed instaurare in Cornovia... I miei ideali. Non è difficile innamorarsi di Cruthne, nonostante fossi prevenuto quando iniziai ad indossare le vesti azzurre. Non è difficile ambientarsi e combattere al fianco di quelli che ho sempre reputato veri guerrieri, che darebbero la vita in battaglia per un fratello. Ben più arduo che la stessa Cruthne, Terra chiusa e schiva, si innamori di me, anche se sono inorgoglito della fiducia accordatami nel permettermi di combattere spalla a spalla con i suoi guerrieri. Imparerà a pascermi in grembo come un figlio legittimo, questo, e non altri, il mio scopo.

[modifica] Note

Mai ha chiesto pietà, mai ne avrà per nessuno!

Chi vive senza follia non è così saggio come crede.

Esule dalle terre cornove ed icene per scelta!

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