Medicus
Da CeltIKI.
| ||||||||||||||||
IL medicus è una carica militare dei romani che consente la possibilità di operare cure sul campo o in altre chat, donando così ai romani l'opportunità di guarire più in fretta, sono guidati dal Medicus Castrensis
Indice |
[modifica] I medici romani
Anche i Romani, proprio come noi, si ammalavano e avevano medici che li curavano. Tuttavia la loro azione poteva essere solo molto limitata, perchè non si conoscevano le cause nè i modi di trasmissione delle malattie (batteri e virus) che sono state scoperte solo nel 1800.
Vetri e strumenti chirurgici in bronzo. I-IV sec. d.C. Brescia. Museo di Santa Giulia.
Nei primi tempi , la pratica della medicina si imparava a casa, tanto che le sue conoscenze venivano tramadate di padre in figlio. Non esistevano perciò persone specializzate per esercitare la professione medica, quindi tutti la potevano praticare. E' solo dopo la legge emanata da Giulio Cesare che nascono le prime scuole dove si insegna la medicina. Oltre allo studio dei libri, si imparava anche a livello pratico: il maestro portava gli alunni nelle visite dei pazienti: ci si esercitava a tastare il polso, ad esplorare gli occhi, a sentire il battito del cuore appoggiando l'orecchio sul petto, in modo da poter poi diagnosticare la malattia attraverso l'esame dei sintomi. L'insegnamento in queste scuole era di carattere privato, nel senso che agli studenti non veniva rilasciato nessun diploma o attestato, e di conseguenza non esisteva alcun controllo sulla preparazione dei medici. Ecco perchè abbondavano i ciarlatani, imbroglioni che si improvvisavano medici senza avere nessuna o poca conoscenza in campo medico. I libri erano scritti in lingua greca, in quanto i Greci erano considerati i più esperti nell'arte medica, e, dal momento che costavano molto, non era facile trovarli. All'inizio i medici curavano tutti i tipi di malattie, poi, col passare del tempo, ciascun medico curava una sola malattia o un solo organo particolare ( il cuore, i polmoni ecc.). I medici con molti pazienti si facevano aiutare dagli assistenti, soprattutto negli interventi chirurgici. Nelle palestre, c'era personale esperto capace di intervenire con urgenza in caso di traumi e ferite varie: si trattava di medici igienisti, specializzati nella cura delle lussazioni e delle lesioni alle ossa e ai muscoli riportate dagli atleti , che potevano prescrivere anche cure, esercizi, diete. In alcuni libri venuti alla luce troviamo la descrizione del comportamento che il medico deve tenere durante la visita al capezzale del malato: deve esser discreto, parlare a bassa voce, essere sorridente e se nota che il paziente è agitato, calmarlo con voce persuasiva. La visita medica non si limitava all'esame del polso, ma era completata da altre indagini: la palpazione dell'addome, l'esame della gola, delle urine, delle feci, l'auscultazione del torace, che consiste nel riconoscere con l'orecchio i suoni normali e non, che provengono dagli organi interni. Gli specialisti esaminavano gli organi di loro specifica competenza. Quando il malato non poteva recarsi dal medico, mandava uno schiavo a chiamarlo. I medici che andavano a visitare i pazienti presso il letto, erano chiamati "clinici". Nel caso di malattie particolarmente gravi, venivano contemporaneamente chiamati al capezzale del malato più medici a consulto, per stabilire la natura della malattia e applicare la terapia più adatta. Per la cura dei malati non esistevano gli ospedali come li intendiamo oggi, ma delle botteghe che si affacciavano sulla strada, del tutto simili a quelle dei mestieri manuali e artigianali. Il mobilio dello studio medico era scarso, e consisteva in qualche scaffale, cassapanca e cassetta per contenere le attrezzature che qualche volta venivano appese con ganci alle pareti o appoggiate sulle mensole. Queste botteghe, oltre ad essere degli ambulatori, erano anche posti di soccorso e una sorta di cliniche private dove i pazienti, dopo l'intervento chirurgico, potevano essere curati. Il medico preparava personalmente i rimedi: pomate, infusi da bere, impiastri da stendere sulle ferite ecc. C'erano poi delle grandi tenute agricole che servivano a curare gli schiavi. Esistevano anche gli ospedali militari che permettevano il ricovero di centinaia di malati dove venivano praticate la chirurgia e la cura delle ferite da guerra.
[modifica] LE MATERIE PRIME
Le sostanze semplici più usate da medici e farmacisti erano di natura vegetale. Delle piante officinali venivano adoperate varie parti, dalla radice al fiore, in base alla malattia da curare. Spesso la ricerca di determinate erbe piuttosto rare, richiedeva molto tempo. Fu questo il caso di Galeno, uno dei più noti fra medici e farmacisti dell'antichità, il quale a tale scopo trascorse gran parte della sua vita in viaggio. Alle sostanze di natura vegetale si affiancavano quelle di origine animale ( come il grasso d'oca e le corna di cervo) e sostanze di natura minerale, in particolare le argille.
[modifica] I LUOGHI E GLI STRUMENTI
I primi farmaci realizzati a Roma venivano prodotti dai medici con l'aiuto dei loro discepoli. Solo a partire dal II secolo a.C. si iniziò a parlare di apotheca, la prima farmacia romana vera e propria, dove le materie prime venivano trasformate per dar vita ai medicinali. I farmacisti romani si servivano di alcuni strumenti indispensabili, come cucchiaini in bronzo per il trattamento delle polveri e delle paste, ampolle all'interno delle quali erano contenuti i liquidi, vasi in bronzo e talvolta persino in argento o in oro, e speciali bilance a uno o due piatti.Le sostanze semplici erano collocate in scatole di legno, sulle quali veniva incisa l'indicazione del loro contenuto. Inoltre, siamo a conoscenza dell'esistenza di altri cofanetti, in metallo o in osso oppure avorio, suddivisi in vari comparti, che i Romani conservavano nelle proprie case: si trattava, infatti, di una piccola farmacia casalinga dove era conservato il necessario per un " pronto soccorso" domestico.
[modifica] LE RICETTE
La cura della maggior parte delle malattie avveniva attraverso la somministrazione di farmaci complessi, derivati dalla mescolanza di sostanze semplici. Per alcuni medicamenti, gli antidoti, non esistevano indicazioni precise, ma potevano essere somministrati in qualunque circostanza, purchè si trattasse di un caso grave. Alcuni medicamenti non erano efficaci, ma si rivelavano del tutto inutili o addirittura dannosi. Talvolta, oltre ai medicinali, si ricorreva alla magia o a pratiche superstiziose consigliate dallo stesso medico. Durante ogni cura il medico sceglieva i cibi e le bevande che il malato poteva consumare.
[modifica] VELENI E ANTIDOTI
I Romani mostravano molta preoccupazione per gli avvelenamenti, sia per quanto riguarda quelli provocati da animali, sia per quelli provocati dai cibi. Il grande timore verso il veleno iniettato da animali era in gran parte frutto di una fantasia: infatti, pur conoscendo perfettamente molti animali dal morso velenoso, come nel caso dei serpenti, ritenevano pericolose anche le punture di piccoli e innocui insetti. I medici romani sapevano perfettamente che cosa fare in caso di avvelenamento da cibo: per prima cosa dovevano provocare il vomito e successivamente si passava agli antidoti.
[modifica] LA CURA DELLE FERITE
Davanti ad una ferita, il medico la detergeva con una spugna o con un batuffolo di lana imbevuti nell'acqua fredda o nell'aceto oppure nel vino. Successivamente, il medico decideva se fosse stato il caso di intervenire con strumenti chirurgici per dare, ad esempio, dei punti di sutura.
Particolare di affresco da Pompei.
Napoli, Museo archeologico nazionale.
Importante era l'applicazione di un disinfettante: erano molto usati gli "empiastri" che si mettevano sulle ferita con una spatola. I medici disponevano di sostanze per cicatrizzare le ferite: la più usata era l'argilla rossa. Per calmare il dolore esistevano dei rimedi che consistevano in preparazioni applicate attorno alla ferita o in pozioni da ingerire. Talvolta le ferite venivano ricoperte da una fasciatura. Dopo due giorni si toglievano le bende e si disinfettava nuovamente.
[modifica] LA FARMACIA COSMETICA
I medici conoscevano piuttosto bene varie malattie della pelle, le quali venivano curate con rimedi naturali. Anche alle malattie più lievi veniva attribuita considerevole importanza. I romani avevano molta cura del loro corpo, soprattutto le donne, che usavano prodotti profumati per il corpo, colori e unguenti per il viso, maschere di bellezza ( nate proprio nell'antica Roma) e speciali polveri per i denti.
[modifica] Ruolare il MEDICUS
- Conosce alla perfezione Veleni ed Antidoti
- sa come curare ferite da campo che disinfetta e cicatrizza con impiastri
- non è esperto guaritore di malattie per le quali si affida alla magia al folklore ed agli dei
- è un esperto di cosmesi e per molti versi si avvicina ad un farmacista o ad un erborista
- lavora nei valetudinaria
- produce medicinali negli Apotekaria
- ottimo chirurgo
- pessimo medico di base
è più facile morire per un raffreddore che per una BANALE ferita di spada
[modifica] Codex Medicorum [ Dal sito dei romani ]
[regole di comportamento per i medici] Art. IV – ATTIVITA' MEDICA
- Tutti i Medici devono curare i soldati o altri romani dopo (o durante) una battaglia, ma solo se necessario, e preferibilmente all'interno del castrum della IX Legione. Il medicus può prestare la sua opera sul campo di battaglia solo se possiede un'energia sufficiente (almeno 100) e dotazione bellica (pugio o altra arma e, possibilmente, armatura o scudo). I medici, dovranno guarire i soldati scesi in battaglia in un minimo di tre Romani, tra cui almeno un ufficiale, e non sprecare il loro mana con chi è irresponsabile da scendere in battaglia da solo.
- Il medicus non deve mai attaccare, ma può difendersi se attaccato o se deve accorrere in aiuto di un commilitone in difficoltà.
- Al di fuori delle battaglie, il medicus può curare altri appartenenti alla Legione, secondo le necessità e a sua discrezione.
- In tal caso la cura è a pagamento
- Di norma non può curare i provinciali, celti e girovaghi senza l'autorizzazione del Capo Medicus, del Praefectus o del Legatus.
Specifiche e chiarimenti:
- Il medicus non è un guerriero e non deve entrare in campo per combattere ma solo per curare, tuttavia può usare le armi per difendersi se attaccato o per aiutare un altro romano in difficoltà. Il medicus può curare direttamente sul campo di battaglia se dispone di almeno 100 punti energia e di un'arma (meglio se anche uno scudo o armatura). Se non dispone di energia sufficiente e non è armato deve rimanere fuori dal conflitto, eventualmente chiedendo ai soldati di trasportare i feriti in infermeria, o almeno all'interno delle mura, per le cure.
- Consiglio vivamente i medici che entrano in battaglia a mantenersi ad una certa distanza dal centro del conflitto (erigendo una sorta di tenda delle cure ad esempio)
- I medicus sono liberi di effettuare quante cure vogliono anche se vi si prega di mantenere sempre il mana ad un livello accettabile minimo 30 (se siete in battaglia potete naturalmente superare questo limite mai pero sotto l'1: si rischia la morte!!!)
- I medicus hanno il diritto di chiedere soldi in cambio delle loro prestazioni potete creare vostre tariffe (ad esempio 8 cure 20 denari) oppure potete farvi pagare per ogni punto rigenerato (ad esempio 1 denaro ogni punto di energia), però in casi di emergenza come guerre o pg feriti in battaglia allo stato moribondo l'ordine è di curarli gratis.
- I medici sono tenuti a non fare discriminazioni tra i pg, Bisogna dare la precedenza ai malati più gravi (moribondi e deboli) tenendo però presente anche l'utilità immediata del personaggio nella battaglia. Di norma non devono essere curati provinciali, girovaghi e celti senza l'autorizzazione di un ufficiale superiore o del capo medicus.
- Le relazioni personali o sentimentali non devono influire in alcun modo nella condotta dei medici , cioè ad esempio se un medicus ha un legame sentimentale con un soldato non deve curare sempre e solo lui.
- I medici possono curare nelle chat private senza formalismi, cioè senza fare descrizioni dettagliate delle cure per brevità. Tuttavia anche in chat privata attenersi sempre alle norme del gioco e usare linguaggio corretto (ricordate che anche le chat private sono monitorate dai master).
E' vietato curare SOLO in chat privata, ogni medicus deve fare anche giocate normali e rendersi disponibile per tutti i romani.
Laurentius capo medicus
I MEDICI DA CAMPO [ Supplemento Integrativo 2006-2007 ]
- con l'aumento del numero di soldati e con la revisione militare del settembre 2006 ( C3 ) nasce la figura del medico da campo, ex soldato con competenze mediche di base, atto a compiere ruolo di paramedico,
- il medico da campo è un guerriero a tutti gli effetti e può combattere, durante lo scontro, può però fermarsi a soccorrere membri feriti del gruppo, con cure di primo soccorso, quali bendaggi, steccature, estrazione rapida di una freccia dal corpo, etc..
- le cure in questione sono superficiali e servono solo a garantire maggiore autonomia al ferito per il tratto di tempo necessario al ritorno ai castra.
Teppo Legatus Legionis

