Manannan

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Manannan mac Lir - in gallese Manawydan ap Llyr - è il signore dei mari e degli abissi, del tempo, e delle nebbie che separano il mondo terreno da quello ultraterreno. I pescatori si rivolgevano a lui per favorire le attività di pesca, e i marinai per ingraziarsi il mare durante le traversate; a tal fine gli erano offerti rami di ontano, il legno usato per costruire le imbarcazioni stesse.

Poiché le acque nella cultura celtica rappresentavano sempre un confine con l'Altromondo, il regno di Manannan è associato anche al regno dei morti, e Manannan stesso funge da psicopompo, da guida per le anime verso la vita dopo la morte. Uno dei luoghi identificabili come ingresso al regno di Manannan è l'odierna Isola di Man, di cui una leggenda vuole che il dio sia stato il primo sovrano. Anche ai giorni nostri nel giorno di mezza estate gli abitanti dell'isola offrono a Manannan fasci di giunchi, erbe di campo e fiori di colore giallo come pagamento rituale dei tributi, e gli chiedono tuttora protezione per le attività di navigazione e di pesca.

Manannan mac Lir compare nel ciclo di miti relativi ai Tuatha de Danann come padre adottivo di Lugh; in particolare, si possono ricordare i doni che Manannan fece a Lugh prima che questi scendesse in battaglia contro i Fomori: la cavalla Aonbarr, veloce come il vento, in grado di cavalcare sia sull'acqua sia sulla terra, e di abilità tale che chi la montava non veniva mai sbalzato di sella e ucciso; il mantello, che consentiva a chi lo indossava di non essere mai ferito; il corpetto, che nessuna arma poteva penetrare; l'elmo Cennbarr, con una pietra preziosa incastonata dietro e due davanti, capace di rendere invisibili; la spada Fregartach, dalle cui ferite nessuno poteva sopravvivere, e la cui vista in battaglia spaventava così tanto il nemico da fargli perdere ogni forza.

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