Larian

Da CeltIKI.

Larian
MIDI:
Iscrizione: 07/10/2004
Razza: Celta
Popolo: Dumnone
Carica: Capo Tribù Immagine:Carica_Dumnone_Capo Tribù.gif
Sesso: Maschio
Livello arcano: Profano
Destrezza: discreta
Costituzione: discreta
Intelligenza: Scarsa
Clan: Bravo Quadan - Adottato Caradoc
Stato civile:

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[modifica] Descrizione[dalla scheda]

Minuto, rapido, lunghi capelli scuri. Freddo, perchè segnato dal passato, ma generoso. Ha l`istinto di chi vive nella foresta, il passo dato dalla paura, l`intelligenza della sopravvivenza. Porta nel cuore l`odio, ma negli occhi un futuro di pace.



[modifica] Background[dalla scheda]

LE ASTURIE NATIE, LA CATTIVITA` GALLICA Figlio di un latino di Felsinea, Cayus Bravo, e Elvira Quadan, celta delle Asturie, cresciuto in terre romane nelle quali ha saggiato la crudeltà, l`arroganza e la stupidità della dittatura capitolina. All`età di dodici anni rimane solo: i genitori uccisi nell`incendio voluto dalla VI Centuria Romania contro il villaggio natio, luogo di resistenza asturiana, di cui pure il padre Cayus faceva parte. Insieme ai pochi sopravvisuti ripara tra le colline della Gallia Inferiore. Qui vive in pace ma il luogo è inospitale e selvaggio. Presto i fuggischi cominciano a perire, sino a quando all`età di 17 anni, Larian rimane di nuovo solo, unico sopravvissuto di una duplice tragedia. Sepolto l`ultimo amico, il vecchio Pado, si mette in cammino verso nord. Nel cuore la vendetta contro i vili romani, causa di sua sventura, negli occhi la speranza di un nuovo futuro in terra celtica, di cui la madre un tempo raccontava storie fantastiche e magiche bellezze.

FINALMENTE KELTIA: Moridunum LA SUA PRIMA CASA Giunto in Keltia, comincia ad aggirarsi di villaggio in villaggio, sino a quando il prode Righ di Demetia Foinaven lo conduce a Moridunum offrendogli ospitalità, una nuova casa e una nuova comunità dove cominciare da capo. All`indomani delle notti di Samhain, giura fedeltà alle insegne del gatto rosso di Demetia, consacrando vita e morte alla terra e alle genti che lo hanno accolto. Ma come sempre, la sventura lo segue: di lì a poco la carestia e l`intervento degli dei privano la Demetia del loro capo. Cerridwen, la dea protrettrice, tuttavia, non abbandona la sua terra: con i demeti rimasti viene ricostruita la tribù e a Larian, sotto la guida dei fratelli Rodin e Dragonix, viene dato il compito di sorvegliare Moridinum come sentinella. Di lì a poco, nel corso di una tragica spedizione diplomatica ad Isca, viene gravemente ferito: un`imboscata nordista fa strame dei demeti. Ma al ritorno dall`Annwn, i maggiorenti di Moridunum, ancora privi di un capo, lo isolano e lo costingono, ancora in cattive condizioni, a lasciare la Demetia, per sempre.

LE INSEGNE DEL DRAGO Presto però ripara in terra dumnone, dove il Righ di Isca, Daran, non senza diffidenze tra i suoi, lo invita a sposare la causa del Drago. Con una nuova vitalità, ora, Larian costruisce di nuovo il suo futuro. Affidato alla severa ma giusta guida di Hector, il Declan un tempo nemico, torna all`incarico di sentinella. Quindi meritando la fiducia di Daran, sul campo di battaglia quanto nelle missioni più importanti, viene insignito del fregio di Drago di Isca. Una volta divenuto drago entra a far parte del clan dei Caradoc quale nipote adottivo del capostipite. Fu proprio Daran, anch`egli figlio adottivo di quel clan, ad intercedere affinchè l`orfano giunto dalle Asturie trovasse finalmente una vera famiglia. Da quel giorno, Daran e Larian, pur nelle differenze dei protocolli nobiliari e dei codici guerreschi, divennero fratelli. Risalgono a quei giorni le più importanti esperienze della sua vita. Conosce la morte per mano nordista per due volte, combattentdo con valore per la causa di Avon. Ma al contempo viene insignito del rango di "Pari di Isca" e stringe forti vincoli di amicizia con il vice capo Wahulud, con Wulfilia e Aishlinn della famiglia Brosa

AL FIANCO DI WAHULUD Il tempo passa e la maledizione del Monocolo colpisce anche la dumnonia. Daran, fiaccato dalla malattia, decide di cedere il passo a Wahulud. I draghi, pur smarriti dalla scelta di Daran, non fanno mancare il loro sostegno. Il Moro diviene quindi il nuovo Righ di Isca; Daran, con umiltà ed amore per la sua terra, decide di mettere a disposizione dei draghi la sua esperienza. E` così che, pochi giorni dopo, inaspettatamente, Wahulud chiede a Larian di affiancarlo nel suo compito divenendo il suo collaboratore più fidato: Vicecapo dei Dumnoni.

LA STAGIONE NUOVA Passati i giorni, Wahulud decise, non con sorpresa, che il suo tempo era giunto, che fosse giusto lasciare il passo. Così anche Larian decise di accompagnare l`addio del Moro facendo un passo indietro anch`egli: nuove e giovani forze stavano emergendo in dumnonia. Era giusto farle emergere e lasciare a loro il compito di guidare la patria. Lavorò quindi perchè il successore di Wahulud fosse il campione di Isca, Wulfila Brosa, suo caro amico, uomo giusto, forte, saggio e ben voluto: nessuno infatti gli oppose e gli dei benedireno quella terra proclamando il nono righ di Dumnonia, senza spargimenti di sangue. Wulfila giunse in un tragico momento: la Keltia ribolliva. Dopo la rottura delle alleanze del Nord, il rifiorire delle forze romane, il sud non tardò nel subire i contraccopli di quegli accadimenti. Coloro che un tempo erano amici, divennero nemici, coloro che prima si guardavano con diffidenza presto cominciarono a parlare. I Dumnoni si preparavano a quegli eventi con sospetto ed incertezza, ma rinserrando i ranghi, lavorando sodo, tenendosi pronti alla guerra, che presto sarebbe giunta. Poderosa era ora la compagine dei Draghi: il solo nominarla in battaglia seminava l`orrore negli occhi dei combattenti.

VERSO ORIENTE Fino a che punto è lecita l`ambizione, la smania di potere? Fino a che punto ha ragione la fedeltà verso un re? A queste domande Larian non seppe dare risposta allorquando le rivalità interne presero il sopravvento sulla causa comune. Wulfia perse il controllo, soprattutto la stima, dei suoi fratelli: Larian che contibuì alla sua ascesa tentò di difenderlo, sentendo sulle sue spalle al contempo la pesantezza delle sue responsabilità ma anche rifiutando l`infamia riversata solo per brama. Mantenne tuttavia quel minimo di equilibrio necessario ad evitare la guerra civile. Prese una dura ma inevitabile decisione: ricucire lo strappo, consentendo a Liam, benvoluto da larga parte dei dumnoni, di siedere sul trono di Isca, e abbandonare la sua terra. Altri seguirono la sua scelta, tutti animati dal desiderio di pacificare pur attraverso un gesto estremo. La strada che conduceva Larian lontano dal Drago lo condusse verso oriente. Negli anni le numerose spezioni diplomatiche lo avevano portato a Dvrovernum: sempre grande fu la stima reciproca con quella popolazione. Così scelse di giurare fedeltà a Rosencreutz di Cantia e all`insegne del Lupo.

DI NUOVO A CASA Larian sapeva in cuor suo che Dvrovernum non sarebbe mai stata la sua patria. In fondo, è la sorte di coloro che da tempo calcano quelle terre ed hanno legato il proprio nome all`arte della claymore. Così, che fu indolore e senza rancori che dismessi i panni di Lupo gli venisse consentito di tornare a casa. Lungo fu il viaggio quando grande il tempo che trascorse per la via che conduceva verso i Isca. Mano a mano che la strada portava a ponente si dissolvevano la rabbia ed il rancore, emregevano la passione e le forze. Varcata la soglia del Drago sembrò che niente fosse accaduto, che le divisioni di un tempo fossero cadute nell`oblio o meglio rafforzato la reciproca fratellanza. Non senza orgoglio, Larian tornò a sedere al Consiglio dei Draghi ---

"Mio padre mi ha insegnato a comprendere le orme e a seguirle fino a dove inizia la vita Mia madre mi ha insegnato a leggere il vento e a capirne il senso Il sole mi ha insegnato a seguirlo all’orizzonte e a non perderlo di vista mai La luna mi ha insegnato la catena dei raccolti e delle maree

E così sono già da tempo su queste tracce … … da molto tempo ormai … pronto a capire …

chi sono in ogni coincidenza in ogni differenza chi sono

Il cuore mi ha insegnato che se vuoi essere felice non devi mai esserlo abbastanza Un libro mi ha insegnato che ogni sogno va sempre ascoltato Mio nonno mi ha insegnato le cose del passato dimenticate, perse, o lasciate indietro L’amore mi ha insegnato che non posso più restare senza lei

E così sono già da tempo su queste tracce … … da molto tempo ormai … pronto a seguire

chi sono in ogni coincidenza in ogni differenza chi sono"



[modifica] Note[dalla scheda]

Per meglio riuscire nella caccia ha imparato l`arte della mimetizzazione. La maschera dipinta sul volto ormai è divenuta parte del suo corpo. Viene detto l`Asturiano

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