Kathrina

Da CeltIKI.

Kathrina
MIDI: -
Iscrizione: 05/09/2006
Razza: Celta
Popolo: Brigante
Carica: Apprendista bardo Immagine:Carica_Brigante_Apprendista bardo.gif
Sesso: Femmina
Livello arcano: Profano
Destrezza: Scarsa
Costituzione: Scarsa
Intelligenza: Scarsa
Clan: Omsford
Stato civile: -


[modifica] Descrizione [dalla scheda]

Ciò che sono stata non è ciò che sono ora. Canto che si libra nell’aria, che si diffonde, che attira e lega a sé come un nastro inscindibile e indistruttibile. Questo ciò che ero o ciò che credevo di essere. Cuore duro, reso tale dal rimpianto e dal dolore, selvaggia natura ed eleganza ricercata, dolcezza e insieme fatica. Questa la donna che oggi vedete, un’ombra, un sospiro, un flebile sussurro fino ad una nuova luce.

Venti anni, venti lunghi anni sono trascorsi da quando, per volere degli dei, il soffio della vita è entrato nel mio corpo da infante. Venti anni in cui ho attraversato periodi di gioia e di letizia, periodi in cui ogni pensiero era come un macigno pronto a cadere dall’alto di un monte sopra il mio debole cuore, periodi in cui la parola felicità non mi sembrava inadatta a descrivere il mio stato d’animo, periodi in cui l’angoscia e il desiderio di morte mi sono entrati dentro, intaccando e mettendo a dura prova le mie emozioni, la mia mente e i miei sentimenti.

Biondi boccoli circondano il mio viso, biondi come il sole che brilla sulle nostre terre e come il grano che ci nutre.

Azzurri sono i miei occhi, azzurri come il mare che circonda il nostro territorio e come l’acqua marina, la pietra donatami in punto di morte da coloro che sono stati per me come genitori.

Limpido è il mio sguardo, fermo il mio sorriso. A volte sembro una statua tanto è impenetrabile l’espressione del mio volto.

[modifica] Background [dalla scheda]]

La giornata in cui sono nata era calda. Il sole brillava alto nel cielo e non una nuvola era presente ad intaccare questo dolce paesaggio. Una confusa folla intorno ad una capanna del villaggio. Un urlo disperato, come se già fossi a conoscenza di quale destino mi era stato donato dagli dei. E poi una festa per ringraziare i divini per quel regalo che nessuno si aspettava: una bambina in una famiglia in cui c’erano già cinque figli maschi. Ho negli occhi la dolcezza del volto di mia madre, una donna esile, dotata di una forza d’animo indescrivibile e sempre pronta al sacrificio per il bene della sua famiglia. Penso ancora con grande tristezza a mio padre, uomo illustre nel villaggio, pieno di impegni ma capace di crescere i suoi figli con severità ma al medesimo istante dimostrando di essere veramente orgoglioso di loro.

Ho vissuto per otto anni come una bambina curiosa, sempre allegra e dotata di un’irresistibile bellezza infantile. Giocavo spesso con i miei fratelli, nel villaggio o anche nei boschi che lo circondavano. Ascoltavo con grandissima attenzione le storie raccontate la sera dai saggi, sognando ad occhi aperti che un giorno sarei anch’io stata protagonista di una di quelle favole meravigliose. E’ stata un’infanzia serena. Ignoravo quanto terribile fosse il mondo.

Un giorno, dopo aver giocato tutta la giornata con degli altri bambini in uno dei boschi vicini al villaggio, tornando verso la capanna ho avuto una terribile sorpresa: dei guerrieri nemici avevano distrutto completamente la mia dimora e quelle vicine. Ho corso per tutto il villaggio alla ricerca della mia famiglia. Ho visto sgorgare il sangue di mia madre da numerose ferite. Ho tentato di salvarla, di medicarla ma tutto è stato inutile: è morta tra le mie braccia. Ho visto il corpo di mio padre, ormai privo di vita, dilaniato dalle terribili ferite che gli erano state inferte. Le sue armi erano ancora impugnate ma a nulla esse sono servite. Ho cercato i miei fratelli ma vi era un gran caos e non li trovai. Ho ancora nella testa le urla disperate delle donne su cui erano stati inflitti dolori e violenze, ricordo perfettamente le lacrime dei bambini, lacrime di rabbia, di tristezza infinita, lacrime di persone che avevano perso l’amore per la vita.

Sono rimasta per tre giorni accanto al cadavere dei miei genitori, senza parlare, senza nutrirmi, le lacrime erano il mio unico cibo. Il mattino del quarto giorno una coppia di anziani mi obbligò ad allontanarmi da quel posto per me così caro. “E’ pericoloso” rammento perfettamente quel momento “I nemici potrebbero tornare e una bambina indifesa sarebbe la vittima perfetta per la loro furia”. Io non riuscì a ribattere, debole e sconvolta come ero, e i due mi portarono con sé. Ci trasferimmo più a nord, lontani dai combattimenti, lontani dalla guerra, lontani dalla morte. Grazie al loro aiuto, molto gradualmente, ricominciai a parlare, a mangiare e le forze mi tornarono. In apparenza ero tornata la ragazzina che ero prima ma un’ombra velava il mio sguardo, il ricordo drammatico di ciò che era accaduto non poteva essere rimosso dal mio cuore.

All’età di quindici anni mi sono resa conto che il luogo dove avevo dimorato in seguito alla strage del villaggio, non era adatto a me. Volevo un gran bene ai due anziani che mi avevano accolta ma era giunto il momento per me di prendere una strada che, nel bene o nel male, mi avrebbe allontanato da loro. Preparai i miei pochi averi e, dopo aver cucito una sacca che li contenessi, annunciai la mia partenza alla coppia. Gli addii furono strazianti. La donna continuava a piangere ed abbracciarmi poiché nel corso degli anni aveva cominciato a considerarmi e volermi bene come se fossi stata sua figlia. Il marito invece cercava di essere impassibile ma non riuscì a nascondere al mio sguardo attento le sue mani tremanti e i suoi occhi lucidi. Ripenso tutt’oggi a loro con profondo affetto: trattarono me, una bambina figlia di estranei, come se fossi stata un membro della famiglia, senza volere nulla in cambio.

Partii e dopo mille avventure di cui tralascio oggi il racconto, sono arrivata in queste terre. La Dumnonia mi accolse, fanciulla intimorita dalle vicende della sua vita e dall’arrivo in un nuovo territorio. Fui figlia di Isca sotto il regno di Elric, di Kaedan e del guerriero Rocker, in cui ritrovai con mia enorme gioia e stupore, uno dei miei fratelli naturali. Conobbi l’amore in questo periodo. Mi innamorai perdutamente di Andraxxus, anch’egli dumnone, e mi sposai con lui con la sacra benedizione degli dei.

Ma la felicità non dura per sempre e anche questo periodo sereno era destinato a finire. Rocker fu spodestato da Daran e sotto il suo regno, a causa di alcune divergenze di pensiero, abbandonai Isca, insieme a mio marito e a molti altri abitanti. Il dolore invase il mio cuore nel lasciare le terre che mi avevano accolta e che mi avevano dato la speranza che la mia vita sarebbe trascorsa nella serenità. Durante l’esilio sono nati i miei figli, due gemelli : Aisha e Tenhros, le luci che illuminano i miei pensieri, nonostante ora sia lontana da loro.. Ma di questo parlerò più avanti..Rimasi fedele all’alleanza, creata prima dell’avvento di Daran, tra Dumnoni e Briganti e venni accolta ad Isurium, ritrovando la maggior parte degli esuli di Isca.

Il periodo che ho vissuto da brigante fu intenso, pieno di cambiamenti, pieno di novità, positive e negative. Sono giunta sotto il regno di Centaine, me ne sono andata sotto il regno di Hyriial e molte cose sono avvenute in questa fase, tali da stravolgere i miei pensieri e la mia vita. Da brigante ho terminato il corso di apprendistato per bardi diventando a tutti gli effetti la Voce di Isurium.Da brigante ho lasciato mio marito Andraxxus, divenuto Vice Capo poiché i nostri impegni continuavano ad allontanarci impedendoci di coltivare il nostro amore. Da brigante ho conosciuto molte persone a cui sarò legata per l’eternità. Isurium ha vissuto, mentre io ero una brigante, momenti fantastici ma anche altri di profonda crisi. Sono cambiata, sono cresciuta. Ho assorbito completamente il dolore che avevo provato in modo da divenire più forte caratterialmente, ho affrontato mille battaglie insieme al popolo dalle viola vesti. Tuttavia non sono riuscita a sopportare un periodo in cui le liti tra i membri della tribù erano all’ordine del giorno e con enorme sofferenza ho deciso di abbandonare Isurium. Un nuovo esilio, un nuovo dolore, il destino continuava a colpire senza tregua. Ho dovuto lasciare persino i miei figli presso il padre per seguire quello che gli dei avevano in serbo per me. Alcuni in Brigantia mi accusarono di aver tradito Isurium e i suoi valori. Non voglio criticarli poiché probabilmente non capirono che non potevo restare. Ho lasciato perché non sopportavo più la situazione creatasi. Se non fossi stata costretta da eventi esterni mai avrei lasciato il popolo dalle vesti viola.

In seguito al mio nuovo esilio volontario sono stata accolta a Corinium. All’epoca il Nord era unito e i Duboni mi sembravano il popolo a me più vicino. Il periodo trascorso in questa splendida terra è stato costellato da eventi tragici per l’intero nostro popolo. Ogni tribù ha subito morte e distruzione a causa di avvenimenti esterni al territorio, ma nonostante queste stragi, è stato il periodo più sereno che abbia vissuto. Ero tranquilla con me stessa, ho conosciuto persone di vero cuore.

Ed ecco un nuovo stravolgimento nella mia vita. Seppi che il luogo dove risiedevano i due anziani che mi avevano accolta così benevolmente dopo la strage nel mio villaggio natio era stato sede di distruzione e razzie. Dovevo partire, dovevo sapere se le due persone che mi avevano salvato la vita erano ancora vive, non potevo lasciare che il dubbio sulla loro sorte pervadesse il mio cuore e il mio animo. Andai da loro, abbandonando queste terre e vi rimasi lontana a lungo. I due anziani infatti, non erano morti ma gravemente malati. Restai al loro capezzale per mesi e mesi finchè non raggiunsero l’Annwn. Sarò sempre grata a loro per quello che hanno fatto e il loro gesto rimarrà per sempre racchiuso nel mio cuore.

Ed ora eccomi di ritorno. Molte cose sono cambiate da quando sono partita.. Eppure eccomi di ritorno in quella terra che ancora ingenua mi aveva accolto, reduce dell`esperienza in Dumnonia... Isurium e la Brigantia. Lì ho riposto la mia dimora, lì ho la mia famiglia, i miei fratelli e lì avevo lasciato il mio cuore. Numerosi sono stati i dubbi che hanno affollato la mia mente, pensieri negativi al ricordo di quanto era stato,al ricordo di ciò che era accaduto. Ma non posso tirarmi indietro dinnanzi alle responsabilità che mi spettano.

Ringrazio Hyriial, il Righ di quando ho abbandonato Isurium, il Righ che mi ha resa di nuovo brigante. Se non ci fosse stato ancora lui come capo, non so se sarei ritornata in Brigantia. Ringrazio Elminster, il Sole di Isurium, la guida, la luce che illumina il cammino dei briganti e che mi ha aiutata a ritrovare la mia strada. Ringrazio gli Dei perchè loro hanno voluto che ritornassi nel luogo dove sono ora e loro mi hanno reso così come mi vedete oggi. A loro sempre ogni gloria e onore.

E termino così il racconto della mia storia. Questo è quanto è stato. Solo agli Dei la risposta su quel che sarà.

Una persona ora nel suo cuore... Ax, le cose migliori accadono quando meno te lo aspetti...

[modifica] Note [dalla scheda]]

Un passato che ritorna, duro, implacabile..Devo affrontare i miei sbagli e i miei errori accettando ogni conseguenza che da essi deriva. Mistero e silenzio su ciò che è stato, un velo, il velo nero e cupo dell’oblio, copre un lungo periodo della vita.

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