Kashmir
Da CeltIKI.
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[modifica] Descrizione [dalla scheda]
"Madre tu che sei la voce del Vento, fa che io sia Aria... Tu che sei il calore del Sole, fa che io sia Fuoco... Tu che sei la freschezza dell’Oceano, fa che io sia Acqua... Tu che sei il nutrimento dei tuoi figli, fa che io sia Terra..."
Molti sono i miei nomi: BláthannaBean mi ha chiamata il CorvoTempesta, Grian di Isurium. Geal Fáidh è il nome con cui mi conoscono nelle Terre di Avon, benché la mia Anima abbia perso la sua luce. Meanbh Reannán solo questo, io sarò sempre per Te, mo Tiarna.
¸.¤°´Giovane donna alta e flessuosa. Pelle lunare. Occhi un tempo grigio scuro come nuvole minacciose nel cielo d`inverno... ma che l`Oblio ha reso chiari e trasparenti come un ruscello di montagna, che scorra sui muschi riflettendo il limpido cielo d`estate. Lunghi capelli ondulati, del colore oro-rosato che hanno le gemme di larice in primavera. Una piccola voglia a forma di mora sulla spalla destra, che diventa visibile solamente durante i mesi di equos ed elembiuios¸.¤°´
¸.¤°´Una cavigliera con 5 campanelli d`argento tintinna lievemente ad ogni mio passo. Porto al collo tre gioielli: una Triskele d`argento e una Torque d’oro, ornata da un demantoide color smeraldo e da un berillo dorato, doni del mio Righ e Sposo; e un`antica collana tribale di ambra, lapislazzuli, ossa e frammenti di roccia, la collana della Vita. Un Claddagh brilla al mio anulare sinistro, con la corona rivolta verso il mondo: il mio Cuore e il Tuo, inseparabili. Il simbolo azzurro della falce di Luna ornava la mia pallida fronte... ma ho lasciato ancora che sbiadisse, poiché questo era il mio Destino. Al suo posto ora una piccola gemma nera, un`onice. Un tempo, quando la mia Anima non aveva ancora perso la sua Innocenza, avevo una veste leggera color della Luna con novantanove piccole Stelle d’ argento, e intrecciavo tra i miei capelli tralci di Verbena colta poco prima dell`aurora, in una notte d`estate senza Luna. Ora le mie vesti sono nere e non porto più fiori tra i capelli, ma piume di corvo; e quattro anelli da Guerriero, pegno d’amore del mio Sposo, fermano le mie lunghe trecce. Le mie vesti sono oscure come la mia Anima ma il rosso della mia Terra accompagna ancora i miei passi: copro le mie spalle con uno stuige color rubino, ricamato in oro con i simboli oghamici dei Nove Alberi Sacri e i bordi ornati da piccole conchiglie marine ed ossa sbiancate¸.¤°
¸.¤°Del mio passato mi rimanevano solo due cose: una profonda cicatrice sul palmo della mano sinistra e un ciondolo, un nodo d`amore, legato al polso con una cordicella rossa. Ma ho donato quel ciondolo al mio Signore e Sposo... e la cicatrice è scomparsa quando sono risorta, dopo che l`Antica Spada di Elminster degli Aumar aveva stroncato la mia vita affidandomi alle braccia dell`Oscuro Signore, l`ultimo giorno della Luna di Iodho. Così è stato rotto il Patto di Sangue che mi legava al popolo Brigante e al suo Druido Anziano.
"Finché rimarrà sulla tua mano la cicatrice, e finché rimarrà sulla mia, noi saremo una cosa sola e la mia Vita sarà tua", così recitava l`antico giuramento, ma ora la cicatrice è scomparsa... ora sono libera¸.¤°
¸.¤°Un antico patto di Sangue, ed ora un patto di Fuoco: una fasciatura copre interamente la mia mano destra... la stoffa, nera e consunta, nasconde una profonda bruciatura. Ho lasciato che il Fuoco bruciasse la mia carne per non dimenticare... Per ricordare sempre che il Fuoco Sacro del tuo Amore ha consumato la mia Anima, e per non dimenticare mai che Tu hai lasciato, consapevolmente e coscientemente, che quella stessa Anima fosse ridotta in cenere. Ma infine è giunto il momento di fare un passo avanti e durante i sacri riti di Imbolc ho offerto al fuoco di Breo Saighead quella consunta fascia nera. Ora è rimasta solo una profonda cicatrice sbiancata sul mio palmo come monito: come monito a non lasciare più che il mio Cuore possa essere lacerato e dilaniato, illuso e disilluso. Come monito a porre su quel cuore un cristallo, per proteggerlo da Te. Ma infine anche questa cicatrice è scomparsa, cancellata, come i miei ricordi e il mio dolore, dall`Oblio che mi è stato concesso nelle Bianche Foreste dell`Aldilà ¸.¤°
¸.¤°Un unico compagno inseparabile, il mio amato cavallo Nimrodel, tornato spontaneamente a me, negli ultimi giorni della Luna di Gort, dopo che gli avevo ridonato la libertà. Mai più recinti per questo figlio di Epona, mai più costrizioni per questa creatura di Vento¸.¤°
Un Geis impostomi da mia Sorella Lilja mi vieta di calpestare il suolo Brigante, un Geis consacrato dal sangue di entrambe offerto alla Terra di Demetia nel suo sacro Nemeton...
L`albero cui sono legata è Luis, il Sorbo Rosso dai frutti corallini, l`Albero dell`Aurora dell`anno.
`°¤.Iauralanthya, Luna Oscura di Isurium, Grain-Aineach, Lingua di Miele... per lungo tempo nemica e rivale perché così volle il destino... lei mi strappò al gelido abbraccio della morte nel cuore di una Foresta Antica, e a lei sarò sempre inesorabilmente legata. Ora, dopo aver perduto i poteri ed aver subito dolori troppo grandi che ne hanno spezzato l`animo indomito, l`ultimo fiore della stirpe degli Aumar ha deciso di lasciare per sempre le Terre di Keltia e di seguire altrove il suo destino... Ora mi rimane solo il suo ricordo, che mai mi abbandona¸.¤°´
Lilja, la mia unica sorella di sangue, che il destino mi ha fatto perdere e ritrovare innumerevoli volte... Ana degli Xantilix, sorella adottiva che mi ha offerto l`affetto del suo immenso cuore... ora ha attraversato il Ponte di Spade e non farà ritorno dalla Terra degli Eroi, ma vivrà per sempre in coloro che l`hanno amata. Mio cognato Raeighiel, Druido di Moridunum, Fratello Sacro e sua sorella Eilis, fulgida Luna. Mia nipote Mhyriam, Luna Oscura di Verulanium, i suoi bambini, i piccoli Kenaz e Caleb , e la dolce Caylin... Ildeg, Lindsay e Teleri, amiche dolcissime e preziose. Cormack, forte baluardo, sostegno ed appiglio nelle difficoltà¸.¤°
[modifica] Background [dalla scheda]
Trí caindle forosnat cach ndorcha: fír, aicned, ecna. [Tre sono le candele che illuminano l`oscurità: verità, natura e conoscenza.]
Sono nata 20 anni fa, all`alba del giorno di Alban Heruin, nella Sacra Isola delle Mele. Sangue antico scorre nelle mie vene... mia Madre Igraine era una principessa degli Uì Liathàin e una Sacerdotessa di Avalon, appartenente alla stirpe dell`Antico Popolo. Non so chi fosse mio Padre poiché venne a lei nelle sembianze del Re Cervo, per compiere il rituale delle Nozze Sacre. Ho trascorso ad Avalon gran parte della mia vita, ho vissuto nella Casa delle Vergini con le altre Sacerdotesse fin dall`età di 9 anni, ho bevuto l’acqua del Pozzo che dona le visioni ed ho imparato ad usare la Vista e a controllare i miei poteri magici. Molte volte venne e passò la vigilia di Beltane e per molte volte gli inverni ci fecero tremare mentre la Ruota continuava inesorabilmente a girare portando con sé Buio e Luce... e poi nuovamente Oscurità. Imparai a conoscere le erbe e mi furono insegnati l’arte della guarigione e i lunghi canti che non potevano essere scritti, feci voto di silenzio e ne fui liberata. Quando giunse il momento, avevo 15 anni, venni allontanata da Avalon vestita solo della tunica e armata del pugnale delle Sacerdotesse per farvi ritorno solo se avessi potuto: le sue porte erano state chiuse e non si sarebbero più aperte se non al mio comando. E quando le nebbie si aprirono e posai di nuovo i piedi sul suolo dell’Isola Sacra, piansi.... e il segno della falce di luna venne finalmente posto sulla mia fronte. Amavo la Terra in cui ero nata e cresciuta, e ancora oggi posso vedere con gli occhi della mente l’amata isola immersa nella luce d’oro e nel silenzio e, navigando come in un sogno sulla piccola barca nera parata d’argento, posso approdare ancora sulle sue sponde fitte di meli e di querce... Ma ero giovane e inquieta e desideravo conoscere il mondo e la vita al di là delle acque e delle nebbie di Avalon. Abbandonai l`Isola Sacra a 16 anni e giunsi in Keltia, dove fui accolta nella Tribù dei Pitti sotto il comando del Righ Zena prima e di Riggs poi... Ma non giunsi in Pittia per caso: mia madre Igraine, davanti alla mia decisione irremovibile di lasciare l`Isola Sacra, mi confidò ciò che non aveva mai osato rivelare a nessuno... lo stupro subito prima ancora che il suo corpo acerbo potesse sbocciare... la vergogna e il dolore... i nove, lunghi mesi di gravidanza trascorsi sulle gelide montagne di Cruthne... e infine la nascita di una bambina... un piccolo candido giglio, dono prezioso benché nato da un atto di odio e non di amore... Nelle fredde terre del Nord ritrovai mia sorella Lilja e conobbi con stupore la Vita: conobbi l`amicizia e la fratellanza, forti e salde più di un vincolo di sangue... conobbi il furore della battaglia e la gioia delle piccole cose... Ma il richiamo degli Dei era forte e tornò presto a farsi sentire: entrai nel Sacro Cerchio e divenni prima Luna di Pittia. ¸.¤°´¯` ¸.¤.¸ ´¯`°¤.Fui amata da un dio... ma il mio cuore appartenne ad un unico uomo e lasciai la Tribù che mi aveva accolta per seguirlo nella Terra meravigliosa dove si odono musiche, dove sui capelli si porta una corona di primule, dove dalla testa ai piedi il corpo è color della neve, dove nessuno è triste o silenzioso, dove i denti sono bianchi e le sopracciglia nere, dove le gote sono rosse come la digitale in fiore... seguii il Druido Anziano di Brigantia e fui felice. Un patto di sangue ci legò, un giuramento che andava oltre la carne e lo spirito, e per lungo tempo io fui la sua linfa e Lui fu la mia sola ragione di vita. Solo più tardi, solo quando conobbi il vero Amore e il Destino che gli Dei avevano tracciato per me, capii che quella non era che una piccola scintilla... solo una scintilla rispetto al Fuoco che in futuro avrebbe incendiato la mia Anima¸.¤°´¯` ¸.¤.¸ ´¯`°¤. Fui felice, ma forse non meritavo quella felicità o semplicemente la Brigantia e Rio Bran-Wen non erano il mio destino. Gli Dei mi misero alla prova e io non seppi essere abbastanza forte... qualcosa si ruppe dentro di me e mi spinse a fuggire lontano da tutti, ma soprattutto da Lui... Abbandonai le vesti di Sacerdotessa e tornai nell`unico luogo che avrebbe potuto darmi un pò di pace, tornai nella Terra dove ero cresciuta e dove ero vissuta senza mai conoscere l`amarezza ed il dolore. Per molto tempo vissi in una sorta di torpore cercando di allontanare da me i ricordi, dolci e dolorosi a un tempo, di un passato che non volevo e non potevo lasciarmi alle spalle. Per molto tempo vissi lontana dagli Dei... e pian piano i poteri che scorrevano in me, come in tutte le donne della mia Stirpe, mi abbandonarono... Dimenticai gli incantesimi di guarigione e smisi di ascoltare le voci degli alberi... non fui più in grado di utilizzare la Vista e di comunicare con gli spiriti antichi... Dimenticai i giorni in cui ero stata il tramite tra gli Dei e gli uomini e le donne della mia Tribù... Dimenticai i giorni in cui potevo cogliere un segno della volontà divina nel volo degli uccelli o nel modo in cui il vento faceva stormire le foglie della Foresta... Dimenticai il tempo in cui la mia vita era scandita dal ritmo dei sacri riti e illuminata dalla luce dei fuochi rituali e fui semplicemente Kashmir... semplicemente una donna che, nonostante la giovanissima età, sentiva su di sé il peso di molte vite, di molto amore e di molto dolore. Ma, nonostante tutto, gli Dei non mi avevano dimenticata e mi chiamarono ancora. Un giorno d`inverno, tra le fiamme del fuoco innanzi al quale cercavo di scaldare le mie membra intirizzite dal freddo pungente, vidi con nitido stupore le pietre erette del Sacro Cerchio illuminate dall`argenteo chiarore del plenilunio. Tentai più volte di richiamare a me la Vista per capire il significato di ciò che avevo veduto, ma i poteri non giunsero mai al mio comando bensì solo quando gli Dei lo vollero. E così più e più volte, come lampi che squarciano all`improvviso il cielo terso, immagini del Sacro luogo comparvero davanti ai miei occhi e mi parve quasi di poter toccare la fredda e liscia pietra dei monoliti e di poter ancora sentire l`energia che scorre in essa. Ora, dopo lunghissimo tempo, i miei passi sono tornati a percorrere i sentieri di Keltia e ho avuto una nuova possibilità di intraprendere il cammino da cui mi sono volontariamente allontanata... ma che è, e sarà sempre e irrimediabilmente, parte di me...
¸.¤°Ho scoperto troppo tardi le mie vere origini, ritrovando per breve tempo mio Padre Riggs, capofamiglia dei Maeatae di Pittia.
Il destino ci ha separati, fatti incontrare e separati di nuovo, innumerevoli volte... fino a che la Morte non me l`ha strappato definitivamente, conducendolo al di là del Ponte di Spade... ma Lui vivrà per sempre in me e il ricordo di ciò che è stato scalderà in eterno il mio cuore¸.¤°
¸.¤°Solo dopo la sua morte ho scoperto che mio Padre aveva un fratello e un giorno ho ritrovato quell`uomo sul mio sentiero: Morkar, il guerriero dalle due Asce è mio zio, sangue del mio sangue... eppure mio nemico.
Non ho mai conosciuto sua moglie Siryo, mia zia... né le sue figlie Ailie e Lyiam, mie cugine... ed ho incrociato suo figlio Viper solo sui campi di battaglia.
Avrei voluto sedermi accanto a quell`uomo, accanto all`Orso di Cruthne per parlare di mio Padre e per sentirne parlare da lui... ma apparteniamo a due mondi diversi e ben poche volte i nostri destini sono tornati ad incrociarsi¸.¤°
¸.¤°Il primo giorno della Luna di Tinne (8 luglio) il simbolo della falce di Luna è stato nuovamente posto sulla mia fronte... Io e mia sorella Lilja siamo divenute Sacerdotesse della Sacra Luna di Demetia, per servire gli Dei e il Popolo cui ora apparteniamo¸.¤°
`°¤.MORDERED¸.¤°´ La prima volta che ti ho incontrato è stato sul guado del fiume Avon... era una notte d`estate, pochi giorni prima di Alban Heruin, e ti ho trovato all`improvviso sul mio cammino... sono bastati pochi sguardi per capire che la mia lunga ricerca era finalmente giunta al termine... che infine, dopo aver lungamente vagato, ero giunta a Casa. Quando hai preso le mie mani tra le tue ho potuto vedere, per la prima volta in questa Vita, gli antichi serpenti azzurri tatuati sui tuoi polsi... ed ho ricordato di averli sognati innumerevoli volte e di aver visto in quei sogni il Sacro Fuoco che ci ha uniti in un`altra Vita... Il segno della Dea era ormai sbiadito sulla mia fronte ma quella notte, nel chiarore argenteo della Luna, tu mi hai guardata ed hai visto ciò che gli altri non potevano più vedere... mi hai riconosciuta... ed hai capito che la tua lunga ricerca era finalmente giunta al termine... Da quella notte d`estate la mia anima si è persa nei tuoi occhi ardenti ed il mio cuore è tornato ad appartenerti¸.¤°´
"Tutte le parole che raccolgo
devono aprire instancabili le ali
e non fermarsi mai nel loro volo,
fino a giungere là, dove è il tuo triste
triste cuore
e cantare per te nella notte
oltre il luogo ove muoiono le acque,
oscure di tempesta o
lucenti di stelle"
`°¤. Il quattordicesimo giorno della Luna di Gort (4 ottobre), quando la Signora d`Argento ha mostrato nuovamente il suo volto nel cielo, abbiamo pronunciato le Solenni Promesse davanti agli Dei e agli uomini, lasciando che le nostre Anime divenissero finalmente una cosa sola. I Nove Fiori sacri alla Dea sono stati invocati a proteggere la nostra unione e un lucente Zaffiro custodisce ora la nostra memoria storica. In un`altra Vita ci siamo incontrati... i miei occhi si sono posati sui Serpenti azzurri tatuati sui tuoi polsi e Tu, guardandomi, hai riconosciuto sulla mia fronte il segno della Dea... ma a lungo abbiamo dovuto vagare, cercandoci attraverso le epoche e i mondi, prima di poterci finalmente riconoscere in questa Vita e compiere il nostro destino, amandoci¸.¤°´
`°¤.Sei per me scintilla, ed io sarò la luce che ti circonda`°¤.Sei goccia che disseta, ed io sarò l`Oceano attorno a te`°¤.Sei seme di vita, ed io sarò la Terra che ti nutrirà e cullerà fino alla nascita`°¤.Sei soffio gentile, ed io sarò la Foresta piegata al tuo passaggio, il campo di grano che danzerà sotto il tuo tepore¸.¤°´ Tu Cervo ferito e stanco ed io Anziana madre`°¤.Tu Signore di Luce ed io di Vita`°¤.Tu giovane Guerriero, ed io Vergine Sposa dal volto di nove fiori¸.¤°´ Io che di acqua e fuoco fui figlia`°¤.Tu che da spighe, ghiande ed agrifoglio nascesti`°¤.Tu mio consorte di grano e ghiaccio, Mio Signore luminoso e tetro`°¤.Tu, così scolpito nel mio sguardo, china il capo innanzi a me e ancora dona la vita`°¤.Ed io ancora inonderò le Terre del mio pianto¸.¤°´
`°¤.Il nono giorno della Luna di Iodho ho piantato in una radura nascosta vicino alle sponde del fiume Avon un seme dei sacri Meli selvatici dell`Isola di Emhain Abhlach, e ho chiesto alla Grande Madre di farmi un dono... Ed Ella infine mi ha ascoltata. Nelle Ombre dell`Annwn la Luce della speranza... e una dolce promessa che si è compiuta la notte di Yule, quando la Dea ha lasciato che un germoglio fiorisse tra i ghiacci... Ora il mio amore per Te è completo... Tu sarai seme e promessa di Vita ed io, come calice prezioso, accoglierò e proteggerò il tuo dono, mio Signore... e grazie a te la Fanciulla diverrà Madre, le maree saliranno e la Luna Piena splenderà finalmente nei miei occhi`°¤.
¸.¤°Ricordi il germoglio che la Dea mi donò quando mi permise di fare ritorno dalle Terre dell`Ombra? Ora quel germoglio si è trasformato in un fiore... il nostro piccolo fiore. L`ho veduta in sogno, la nostra bambina, ed ora so che verrà alla luce quando sui rami spogli sbocceranno i primi germogli dei meli selvatici... e che il suo nome sarà legato a quelle Nebbie, che sempre sono in me e con me.¸.¤°
"In ginocchio davanti a Lui, ho avvicinato
il mio viso al suo, finché il suo respiro
ha fatto fremere il mio sangue.
Ho fissato a lungo le sue palpebre chiuse
e le ho baciate perché il mio bacio penetrasse
fino ai suoi sogni...
Su una foglia di betulla ho tracciato il mio nome
e aggiunto queste parole:
A te che dormi, abbandono il mio cuore."
Così scrisse per noi lo Skald Cercando:
"Inizio qui il mio canto ed invoco
Che Brigit patrona dei poeti celti
Che Freya del mio freddo loco
Siano guida dei versi a voi rivolti.
Alla Luna dei briganti dei buffi versi
Già ho declamato nella mia ebbrezza
Or che son sobrio rischia di tradirsi
La mia lingua nel dir di sua dolcezza
Lunghe chiome, occhi d’incanto
Han saputo vedere l’amore vero
La vista di chi scrutò nel vento
Ha colto oltre quel volto severo.
Ei detiene dei gatti il regale anello
Mal consiglio! Forte, nero cipiglio!
Un forte fato lo lega a quel gioiello
Scacciato e tornato fu forte d’orgoglio
Ma ogni volta tornava a quel destino
Che da lei lo condusse come un sospiro
Credea d’esser pietra, ma clandestino
Nel suo cuor già si celava quello zaffiro.
Spire di serpente ti incantano gli occhi
La luna splende e non solo in cielo
Rende saggi i folli e sapienti gli sciocchi
L’amore va da chi rinuncia al gelo.
Quel che è diventato quell’incontro
Chiunque lo può da sé sognare
Tra i fieri gatti la luna fa l’amore
con chi da lei ha saputo tornare.
Il futuro a voi viene, e come Babrielle
Porta in se nuova vita, or solo ci vuole
Che quelle cinque argentee campanelle
Risuonino su una dolce culla benevole.
Mordered e Kashmir, l’anello e la luna
Amanti, amici, moglie e marito
Di vita ed amor fate merito e fortuna
Per voi ora il mio canto è finito."
¸.¤° il penultimo giorno della Luna di Beth gli Dei mi hanno chiamata ancora, a percorrere un nuovo Sentiero. Il simbolo della Sacra Luna non splende più sulla mia pallida fronte, ma sono ancora una delle Figlie predilette della Grande Madre. Io posso nuovamente conoscere il mistero della Ruota che mai cessa di compiere il suo inarrestabile cammino... Io odo nuovamente le voci degli Dei e degli Antichi, delle Acque, del Fuoco e del Vento attraverso le oscure spire della mia Follia¸.¤°
¸.¤°I giorni dell’Innocenza e dell’Incoscienza sono finiti e mai più torneranno per noi, mio Signore, uccisi dal tuo cieco orgoglio e dalla mia follia… e dal lugubre tintinnio della strana mezzaluna argentea che mi hai donato e che sempre mi accompagna. Sogni… visioni… presagi... ricordi ormai dimenticati mi hanno consumata e resa sorda alla ragionevolezza. Ho abbandonato la mia Terra per cercare risposte nei gelidi venti del Nord, ho allontanato il mio cuore dal tuo ed ho subito senza piegare il capo la tua rabbia, il tuo rancore e la crudele onta del ripudio. La Vista mi ha abbandonata e così la ragione quando Tu mi hai allontanata da te, e ti ho odiato pur senza smettere di amarti, odiando ed amando il frutto del nostro amore che cresceva in me… ma infine, nonostante tutto, sono tornata al tuo fianco quando questo è stato il tuo desiderio. Sono tornata al tuo fianco benché gli ogham avessero dato il loro terribile responso, trasformando i presentimenti in realtà: Ngetal e Huat... il potere regale, la sovranità, le radici cui apparteniamo, il vero essere celato, le cose sconosciute, la lussuria, il Segreto. Sono tornata al tuo fianco perché noi ci apparteniamo da prima di questa Vita e ci apparterremo ancora oltre essa. Sono tornata al tuo fianco perché il Sangue antico che scorre nelle tue vene, come nelle mie, è una maledizione che ci unisce inesorabilmente, anziché dividerci. Sono tornata al tuo fianco poiché tu sei la mia Dannazione ed io sono il tuo Destino¸.¤°
¸.¤°E infine è giunto per noi il momento dell`Oblio... il nostro tempo in questa Vita è finito, mo Chuisle. Abbiamo perduto tutto: noi stessi e la preziosa scintilla del nostro amore, tutto spazzato via dalla mia follia e dalle colpe di entrambi. Infine è giunto per me il tempo di tornare all`abbraccio della Grande Madre e lì di attendere nel limbo che mi sia concesso, forse... chissà, di riconoscerti in un`altra Vita¸.¤°
¸.¤° Ho cercato l`Oblio e l`ho trovato.
Sono tornata al Grembo della Madre, ho lasciato che il mio corpo divenisse Acqua e dall`Acqua sono rinata, purificata.
Ho perduto i ricordi della mia Vita Presente, ma ho ritrovato la memoria di molte Vite Passate e dei legami ancestrali vissuti in esse.
E infine mi è stato concesso di varcare ancora il confine tra i mondi per ritrovare il mio piccolo fiore: Itlum "Terra di bruma", Colei che è indissolubilmente legata alla Terra e al Sangue... mia figlia¸.¤°
http://www.nebbiadiavalon.splinder.com
[modifica] Note [dalla scheda]
Io sono aria e tenebre. Una promessa, una parola. Sono il freddo nel ghiaccio e la fiamma nel Sole. Sono nebbia e pioggia. Io vedo nel cristallo e attendo nel buio. Sono il segreto e detengo l`antico mistero. Ho molte facce ma una sola Anima.
| Preceduto da: ANA | Vice Capo Demete | Succeduto da: Scevola |
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