Guerrieri (storia celtica)

Da CeltIKI.

Nella società celtica, i guerrieri erano la personificazione terrena della qualità divina della Forza, ed erano ovviamente preposti alla difesa della comunità. Oltre alla protezione materiale della vita e dei beni dei membri della tribù, i guerrieri erano tenuti a far rispettare le leggi naturali, l'ordine morale che costituiva il riflesso terreno dell'equilibrio presente nell'Altromondo.

In virtù della loro funzione, quindi, i guerrieri diventavano veri e propri strumenti della Forza divina, e in battaglia non agivano più secondo la propria volontà, ma si lasciavano pervadere dal furore, raggiungendo uno stato di frenesia sia mentale sia fisica che amplificava le loro forze e dava loro l'impressione di essere invincibili. Per ottenere tali stati di alterazione mentale i guerrieri non erano ovviamente solo soldati addestrati nell'uso delle armi, ma individui iniziati ad accedere alle proprie energie spirituali.

I guerrieri così formati combattevano facendo affidamento sulle proprie capacità personali piuttosto che su quelle del gruppo, trasformando le battaglie - che erano condotte quasi esclusivamente come prove di virilità, per condurre razzie o per vendicare oltraggi subiti, piuttosto che per conquista territoriale - in duelli individuali, che mai si sarebbero potuti vincere ricorrendo all'inganno o al tradimento: una vittoria ottenuta ricorrendo a sotterfugi era ritenuta più degradante di una disfatta.

Una morte onorevole sul campo di battaglia, che fosse cantata dai poeti per le generazioni a venire, era ciò a cui ogni guerriero aspirava. Questo fatto è ben rintracciabile anche nel mito di Cú Chulainn che, nel giorno stesso in cui prese le armi, affermò: "che io viva per un solo giorno o una sola notte poco importa, purché restino dopo di me il mio ricordo e il racconto delle mie imprese".

L'addestramento dei guerrieri iniziava attorno ai cinque anni di età, quando i bambini apprendevano l'uso delle armi con i primi giochi di abilità e i duelli con le spade di legno, e un guerriero prendeva per la prima volta le armi - ricevendo la lancia e lo scudo personali - a 17 anni, età che coincideva anche con l'ingresso nell'età matura.

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