Eoghan

Da CeltIKI.

Eoghan
MIDI: http://members.multimania.co.uk/averus07/images/midis/klang/boadicea.mid
Iscrizione: 07/01/2008
Razza: Celta
Popolo: Parise
Carica: Popolano Immagine:Carica_Parise_Popolano.gif
Sesso: Maschio
Livello arcano: Profano
Destrezza: discreta
Costituzione: buona
Intelligenza: scarsa
Clan: Vinovia
Stato civile: Sposato con Brida



Immagine:Oie_oie_animation(2).gif


Descrizione: Ha il vizio di attribuire a determinate persone (a volte anche all`insaputa dei soggetti in questione) gradi di parentela che per lui assumono il valore di veri e propri rapporti di sangue. ecco dunque a voi... LA FAMIGLIA! *.*


--> Brida: la moglie --> Wynya: la mamma è sempre la mamma *_* --> Maire: la sorella --> Corentin: il cognato (colpa di Maire U_U) --> Thina: l`altra sorella --> Karax: il fratellastro --> Morgause: l`ulteriore sorella --> Leah: la cugina --> Ilabrihar: il nipote --> Shamayah: la zia --> Moak: il fratello maggiore --> MarMe: ex migliore amico, declassato a ciccione ambulante

27 inverni porta sulle spalle. piuttosto alto e robusto, occhi castani e capelli di identico colore. carattere quasi sempre pacato e tranquillo, ma sul campo di battaglia non riserva pietà alcuna. ________________________________________________

Il Fiero Cavallo di Parisia torna a nitrire potente, libero dalle pastoie di tristezza e disperazione. La notte precedente il Divino Giudizio è stato espresso, Le lame dei Figli di Petuaria son tornate a scontrarsi ed a versare sangue in onore degli Dei, Ed Eoghan dei Vinovia è uscito vincitore da Tal scontro, Acquistando così con valore il trono che fu i Luke, Aberth e Krjzla.

Si porgan ad egli i dovuti onori in questi giorni bui per la Nostra Terra. Che la Parisia possa tornare a risplendere com`un tempo in Albion sotto la sua saggia guida e che possa la sua mente esser sempre guidata dalle sicure fila degli Dei.

Curunir Petuavia Piccola Pietra del Sacro Cerchio ________________________________________________

C’era un tempo in cui l’isola dei forti era condannata e i grandi eroi erano stati consumati dal fuoco della vendetta dei vecchi Dei. C’era un tempo, mi diceva la Vecchia, in cui il cielo e la terra si toccavano e in cui i mari invadevano i pochi lembi di terra rimasti. C’era un tempo in cui la speranza e la fede erano parole sconosciute. In questo tempo i vecchi Dei lasciarono l’isola e Lug perse il suo calore. In quel tempo lontano , che pochi ricordano e che io non ho visto, un popolo ed un valoroso eroe ricondusse gli Dei all’isola e pose in salvo i pochi abitanti rimasti. Si racconta che in quel tempo Luke il Parise partì insieme a pochi altri verso la nona onda, in un luogo ove i tempi si fermano e ove le identità si confondono. In quel viaggio condusse con sé due druidi duboni che poi divennero l’Elder e la Mathair dell’Isola. Il Parise e gli altri eroi combatterono con ardore e coraggio contro ogni avversità gli Dei misero loro di fronte , e per quel coraggio e quella fede, Essi concessero a tutti noi una seconda opportunità, facendo in modo che l’Isola tornasse a nuovo splendore. Questo è cio’ che si narra, ai parisi e a pochi altri noi dobbiamo la nostra vita, al loro onore, alla loro forza, alla loro indiscussa fede. Cosa ha a che vedere questo con le Aquile che ora affligono di piaghe le nostre terre? Cosa ha a che vedere la forza e l’onore, la fede e il coraggio dei Parisi con questo popolo che neppure è degno di chiamarsi tale? Ho visto i parisi combattere, ho riconosciuto il valore di cui mi narrava la Vecchia del mio villaggio natìo, ho desiderato morire al loro fianco, in nome dei nostri Dei, in nome delle nostre Tradizioni, perché morire con valore ed onore è il dono più grande che un guerriero possa ricevere. Ho visto un Right e il suo giovane amico imberbe, lanciarsi sull’invasore da soli, affiancati da pochi altri e difendere la loro terra…. la nostra Isola, e, osservandoli e poi combattendo loro accanto, ho sentito in mè la forza degli Antichi, il coraggio di Luke il Parise, la benedizione degli Dei. Per chi ancora avesse dei dubbi sul valore Parise, sull’onore di questo popolo che un tempo lontano , mi raccontano, era nostro alleato, posso affermare sul mio onore e sotto la luce di Lug lo Splendente, in nome della verità e soltanto per essa, che nulla hanno da invidiare ai nostri eroi. Fortunati saranno quei popoli che li avranno come alleati…stolto quel popolo che dimentico del Patto ha rotto l’antica alleanza, guadagnando un temibile nemico. E alle Aquile contro cui Eoghan Righ di Parisia, degno successore di Luke, Dylan,Brixio e Aurex, hanno combattuto con furore e coraggio trovando la morte, dico: Vergognatevi infami, non siete neppure degne di calcare il suolo della nostra Isola in ginocchio e con la testa sotto la terra. Avete combattuto contro valorosi guerrieri che senza timore hanno trovato la morte, Essi vi hanno onorato, ma non meritate neppure un loro sputo. Voi che come vigliacchi, quando le forze vi stavano abbandonando, in quattro contro il Neil il Druido iceno e una cameriera, avete preferito ritirare per far entrare nuove forze, riposate e al pieno della loro energia vitale; voi che siete fuggiti come conigli spaventati innanzi alla potenza di un grande druido, consci della caducità dei vostri falsi idoli, e alla mia inesperienza…chinate il capo alla grandezza degli Antichi Dei e ritiratevi, che mai e poi mai, e lo affermo sotto lo sguardo dello Splendente, MAI E POI MAI avrete la nostra Isola.

§Brida degli Ordovici - Seabhag di Isca§ ________________________________________________

Dal dubbio e dalle tenebre verso il giorno galoppai E cantando al sole la spada sguainai. Svanita ogni speme, lacero è il cuore: Ci attende la collera, la rovina e il notturno bagliore!

Eoghan Vinovia ___________________________________________________

Sorella mia mi ridoni il sorriso Quando la sera lo sconforto m’assale; Quando io soccombo al peso del male Mi riporta la luce il tuo viso. Per te si sollevano le mie armi Per te si leva ora il mio canto davanti a te getto il mio manto Perché con te nulla potrà sopraffarmi Sorella mia, Maire Vinovia

Eoghan Vinovia _________________________________________________

fino a qualche mese fa non sarei stato in grado di parlarti dell`amore, amico mio. Non credere a chi ti dice che l`amore, quel tipo di amore che lega un uomo a una donna, sia un astratto pensiero o un`apparizione folgorante. l`amore ha un nome e un volto per ciascuno e quando ti ci imbatterai non sentirai nessun coro di Ninfe accompagnate dai flauti dei Fauni, e nemmeno cadrai a terra folgorato da chissà quale luce. Non ti preoccupare, che quando lo incontrerai saprai riconoscerlo comunque, perchè esso è molto astuto e sa attirare gli uomini a sè pur facendolo con discrezione. Come ti dicevo io l`ho incontrato solo qualche mese fa, proprio qui sull` Isola degli Dei. stavo aspettando da bere, e allimprovviso mi sono accorto che il mio sguardo non era rapito dalla vista del boccale in arrivo, ma piuttosto da quella della donna che me lo stava portando. Te lo dicevo io, l`amore è molto astuto! ____________________________________________________


A volte le parole servono a ricordare ciò che potrebbe perdersi nel passato. Le esperienze diverse e i pensieri divisi ci rendono tristemente lontani, ma un piccolo passo inatteso ha il potere di percorrere, in un attimo, una distanza altrimenti infinita.

Carnes, Askar, Yuza di Viroconium! Il ferro vi ha spezzato la lingua e il respiro a fatica si fa spazio nel petto. Attendo quel giorno, quando i vostri occhi cercheranno i miei. Il mio cuore, ad unisono col vostro, batterà più forte quando giungerete a cavallo della Nona Onda, tra le pieghe argentate del mare, quando il Sole prenderà il posto delle nuvole, quando la Vita griderà la sua voglia di tornare!

Canto di grandi uomini, di piccoli gesti! Vi ho visto morire e sono piena di orgoglio, vi ho visto combattere al fianco di coloro che sono, al vostro pari, valorosi guerrieri! Ardore del Sud e spietata furia! Esha di Verulamium ed Eoghan di Petuavia, Daeron, Alvina e Byron di Venta, Ilabrihar, Kyle e Tedus di Isca. Fedeli alleati e quasi fratelli, a voi fa eco la benevola sorte del nostro legame! L`amata lama, compagna di avventure, non v`ha tradito in battaglia ma ha voluto saggiamente abbandonarsi alla vostra mano, che mai indugia. Avete assistito i vostri fratelli e difeso Viroconium, avete messo da parte ogni incertezza ed ogni timore, avete anelato ad una vittoria mai giunta, poichè alle spade si son contrapposte le spalle nemiche.

Non abbiate timore amici miei. Pregheremo affinchè arrivi il giorno in cui l`Ombra, che impedisce il riflesso al mare, si scosti dalla Luna. Lasceremo che il tempo torni a noi, e che il suo sentiero sia illuminato da raggi argentei, da Colei che porta la luce anche nell`oscurità più profonda.


Aureliana dei Mk Lauurih Dearg fia di Viroconium Bardaigh di Myrth ______________________________________________________

Brida 26/10/2010 23:33

Quando ancora vestivo gli abiti fieri dei Draghi, fra le storie che si raccontavano dell`isola, una me ne narrarono: essa parlava di un maestro fra i Bardi, di un Recaire la cui voce sapeva graffiare almeno quanto la sua stessa spada. Non fu un caso ch`egli discendesse da quel fiero popolo che Luke di Petuavia, fu il primo a guidare, non fu un caso che molteplici erano in quel tempo gli allievi che bramavano il suo dire. Questo racconto è rimasto sopito nella mia mente fino a che oggi una richiesta mi è stata portata, da un uomo che ha detto di chiamarsi con lo stesso nome di questa passata guida del Gorsedd dell’Isola dei Forti. A vostro avviso, cosa avrei dovuto pensare quando il nome dei Vinovia mi fu fatto, considerando che l’uomo, la cui figlia porto nel mio grembo, appartiene alla medesima famiglia fin dalla nascita? E come Voce dell’Isola , non credete forse tutti, che avrei dovuto ahimè mostrare più scaltrezza e chiedere se costui e l’antico maestro del Gorsedd fossero la stessa persona? Non è stato così però, quindi alzo la mia voce affidando questo canto al vento, affinchè tutti voi possiate goderne, lasciandovi nel dubbio se costui sia davvero quell’antica Voce un tempo ricercata alle tavole dei più ardimentosi Righ, oppure solo quella di un popolano illuminato da una buona birra ed ispirato dalla bellezza di una passionaria. La satira, lo san tutti, è una delle ambizioni più ardue per qualsiasi figlio di Llyr; agli Dei e al vostro cuore, dunque, il comprendere quale sia l’animo di colui che questo canto ha composto:


Sull`isola divina c`è una luna biricchina che per motivi che solo lei sa pozioni che cambian l`umore mesce già

Così che se qualcuno di imprudente ne beve un sorso alacremente tosto trova il suo umore toccato dal divino fervore

Ecco che in sala vedi tosto una donna che si toglie l`abito di dosso che accaldata in viso appare e con le parole un uomo par bramare


e tu dimmi sai chi era? Era Kirstie la guerriera che per orgolio del suo nome si è bevuta il beverone

Ah che piacevole stupire il suo viso arrossato reagire allo sguardo malandrino di un parise biricchino

Nulla di male n`é venuto il suo uomo certo, non è cornuto ma chi ascolta stia ben attento al segreto di quest evento

Se dai salmoni passerai e un buon sorso cercherai attento all`umore biricchino della luna dall`umorismo fino!


Moak Vinovia Zappaterra fiero di Petuaria Parisia Background: La mia storia inizia in una sera di Marzo di 27 anni fa in un villaggio nei pressi di Alba, quando mia madre mi mise al mondo dopo un doloroso parto. Della mia famiglia conosco poco o niente, poiché mio padre, per ragioni note soltanto a lui decise di affidarmi quando ero ancora in fasce ad un suo amico di nome Liutprando proveniente dalla Gallia Cisalpina, un ricco proprietario terriero che secondo quanto mi è stato detto in seguito si trovava ad Alba proprio in quei giorni per un caso fortuito. Non appena fui in grado di vivere senza il latte di mia madre, Liutprando mi portò via con sé, assicurando che mi avrebbe cresciuto con tutte le cure di un padre. E così ha fatto.

La mia giovinezza è dunque trascorsa tranquilla come quella di tanti giovani nelle terre a nord dell’Italia in compagnia di Liutprando e delle sue due figlie, gemelle, più grandi di me di cinque anni. Da Liutprando imparai l’arte dell’allevamento e dell’agricoltura, imparai perfino a parlare e a leggere il Gaelico che egli conosceva come la sua lingua madre. Non capivo perché insistesse così tanto nel volermi insegnare una lingua che io ritenevo inutile eppure Liutprando non cedette mai su questo punto e alla fine io imparai il Gaelico. Provò anche ad insegnarmi ad usare una spada, poiché credeva che in quanto figlio di Scoti avessi la guerra nel sangue, ma le sue certezze crollarono in breve tempo. Non che fossi negato ad utilizzare la spada, anzi me la cavavo piuttosto bene, ma la sola idea di uccidere un qualsiasi essere vivente mi ripugnava. Perfino il macellare una mucca mi creava problemi… provavo una sorta di repulsione nei confronti del sangue, per questo al mio villaggio iniziarono a chiamarmi ironicamente “l’assassino”. Secondo gli anziani del villaggio, solo un miracolo degli dei mi avrebbe fatto guarire da questa malattia… e il miracolo avvenne. Avevo circa 23 anni, era sera, e tutti gli abitanti del villaggio erano a casa, distrutti dopo una dura giornata di lavoro, quando d’improvviso un rumore infernale tirò tutti fuori dalle case. Una pattuglia romana di circa trenta uomini tutti ubriachi era giunta. Nelle mani avevano fiaccole e armi sguainate. Iniziarono a riversarsi nel villaggio, ad infilarsi nelle case per prendere vino, cibo e anche denaro… gli uomini del villaggio non tardarono ad organizzarsi, e anche io mi unii a loro seppure non credevo di poter essere davvero di aiuto. Liutprando mi mise in mano una mannaia dicendomi “usala qualora si presenti la necessità” quindi mi rispedì a casa per recuperare le mie due sorellastre che si erano barricate dentro mentre noi eravamo usciti. In un certo senso arrivai tardi, in un altro il mio tempismo fu perfetto. Un Romano aveva trovato il modo di entrare in casa, attirato dagli strilli delle due; quando fui dentro lo vidi di spalle mentre cercava di tenere ferma Lyrian, la più bella delle due. Per quanto mi ricordo le mie mani agirono da sole, ma di fatto fui io a calare un gran colpo di mannaia che fracassò il capo del malcapitato uccidendolo. Da quel momento non provai più nessuna repulsione per il sangue, anzi scoprii il piacere di combattere uccidere e morire per difendere ciò che amavo. Ma gli dei non danno mai nulla per nulla, e quindi pagai a caro prezzo questo dono. Gli altri Romani erano stati messi in fuga con estrema facilità visto il livello della loro sbornia e in totale si contava giusto qualche frattura da ambo le parti… eccezion fatta per l’uomo che io avevo ucciso. La faccenda divenne di dominio pubblico quando ormai si stava già facendo la conta dei danni, e il villaggio si divise tra coloro che si congratulavano con me per essere riuscito a superare la mia fobia e coloro che si strappavano i capelli domandandosi come avessi potuto compiere un atto talmente scellerato. Era infatti evidente che Roma avrebbe preteso il colpevole per punirlo secondo le sue leggi, quindi se fossi rimasto al villaggio avrei messo in pericolo tutta la mia gente; non c’erano alternative, dovevo fuggire. Quella sera stessa

Liutprando mi rifornì di tutto il necessario per il viaggio, e solo quando io fui sulla porta della casa mezza distrutta, ormai pronto per partire egli mi rivelò le mie vere origini. Gli ci volle mezz’ora per raccontarmi tutta la storia, una mezz’ora che cambiò completamente la mia vita. ero decisamente sconvolto quando lasciai il mio villaggio e quella che fino ad allora avevo creduto la mia famiglia, solo un pensiero era chiaro nella mia mente: dovevo tornare in Britannia. Là non avrei dovuto temere la persecuzione romana, e finalmente sarei tornato nella mia vera casa. Per varie vicissitudini il mio viaggiò durò quasi due anni, ma infine sbarcai sulla costa nord dell’Isola dei Forti e giunsi nel mio villaggio natio. Mio padre e mia madre erano morti in pace di vecchiaia, e io resi omaggio al loro tumulo, di altri membri della famiglia non ebbi notizia. Una nuova vita stava ormai cominciando in Britannia…

per lunghi mesi Moridunum è stata la mia casa, ho versato il mio sangue per lei, e ho abbellito le sue palizzate con le teste di chi avevo vinto. ma l`anima della Demetia venne distrutta da uno dei suoi stessi figli, e la fine del regno di Cormack diventò la fine della terra che avevo adottato come madre, trasformandosi in un posto a me estraneo ed ostile. assieme a molti altri Demeti decisi di lasciare Moridunum, ma se molti dei miei fratelli si insediarono a Viroconium, io rimasi soggetto all`irresistibile richiamo del Nord, richiamo di casa. raggiunsi dunque Petuaria, per andare a trovare il mio maestro Aurex con l`intenzione di femrarmi là solamente per qualche giorno prima di ripartire. i Parisi però conquistarono il mio cuore, persuadendomi a non partire più.

24-10-55 a.C. Krjzia ha investito Eoghan della carica di Parise - Popolano

per lungo tempo combattei in nome della Parisia servendola come un figlio devoto, cercando di lenire le ferite di quella terra dilaniata... poi i tempi cambiarono, e Krjzia l`amata Regina decise di lasciare il trono che aveva occupato con invidiabile saggezza, lasciando così la Parisia priva di una guida. la notizia non fece in tempo a spandersi per l`Isola dei Forti che le fameliche armate del Nord si mobilitarono per comnquistare la Parisia, approfittando della sua situazione poco favorevole. mi trovai dunque, in qualità di Prima Sentinella, solo assieme al suo sottoposto Riggs a guidare un pugno di fratelli contro l`immenso esercito formato da guerrieri radunati da ogni angolo della Scotia e della Pittia, andando così incontro ad una morte certa. ma il sacrificio di un uomo per la propria terra non passa mai inosservato, e lo spirito di Luke il Mozzo intervenne fermando il braccio di Nyus, Righ Pitto che già si preparava a guidare le manovre di conquista della capitale Parise. lo spirito di Luke ottenne due mesi di tregua dai nordisti, durante i quali la Parisia si sarebbe dovuta risollevare tornando al suo antico splendore. così il 20 - 11 54a.C. io, giovane sentinella mi battei assieme al maestro Aurex per il trono di Petuaria, uscendo vittorioso dal sanguinoso scontro

20-11-54 a.C. Cerridwen ha investito Eoghan della di Parise - Capo Tribù

pochi mesi bastarono per dimostrare che il peso dell` Anello dei Re può essere molto più gravoso di quanto sembri; la condizione di Righ mi impose di mettere il bene della tribù prima di qualsiasi altra cosa, dovendo talvolta dare addii dolorosi, come al popolano Dylan prima e al Campione Aurex poi. Ma accanto a un grande dolore si è accostata anche una grande gioia. la notte di Yule del 55 a.C donai un nodo a Brida legando il mio destino al suo.

...e dopo lunghe trattative, il primo avvicinamento con il Sud, antico nemico e forse prossimo amico....

Affidatevi agli elementi, quando sarete chiamati a prestare un giuramento solenne. Ma ricordatevi che tanto peso l’espressione naturale degli Dei danno alla parola data, tanta disgrazia cadrà sulle teste di chi non vi presterà fede. Una volta rientrata a Venta, ci preparammo ad accogliere una delegazione parise. Un portavoce del Righ Eoghain già ci aveva preannunciato la volontà di quest’ultimo di intavolare una discussione con il mio Righ, Daeron degli Insubres. Ebbi così l’occasione di rivedere Shatiel, colei che mi fu maestra insieme a Flainne dei Draghi, Moak della famiglia Vinovia, Maire dei cavalli del mare, Ildeg, lo scricciolo dei gatti rossi. Sebbene il ricordo che porto di loro sia una dolce riconoscenza e stima inscalfita, non ho potuto crogiolarmi nella memoria dei tempi che furono troppo a lungo. Altre cose ero chiamata a fare. Legarmi a doppio filo con i sommi rappresentanti del Cromlech di Avon, e con me i testimoni di quella promessa sacrale. Nella scelta del cammino, delle azioni, i cieli ti crolleranno addosso, il mare ti affogherà, la terra si solleverà inghiottendoti, se mancherai alla tua parola, Eoghain, Righ di Parisia. Ciò che verrà offerto venga restituito.

Il coraggio o il mettersi alla prova per seguire il miglioramento.

Per scoprire se le trame dei miei racconti sono solo un guizzo luminoso nella notte od una fiaccola che resiste al tempo ed alla brezza mattutina, non ci resta che attendere il sorgere di un nuovo giorno. Questo è l`inizio.

Alvina del clan Insubres, nel suo lungo gironzolare, Baird delle verdi terre d`Icenia Recaire per l`Isola dei Forti _______________________________________________________

Odo fra i Righ di due avverse alleanze, a me cari entrambi, astio e parole che ad un Bardo solo è dato di pronunzare. Ti avevo diffidato Eoghan di Parisia , di parlare dei fatti della Rocca, avevo diffidato tutti, te compreso, di chiamare con il titolo di Cladhaire il Righ dei Briganti, dacchè io conosco entrambe le vostre anime e certo a nessuna delle due potrei mai dare del Cladhaire. Kannatos dice che sei fuggito dal campo di battaglia dopo averlo ucciso, di questo non posso dare testimonianza, dacchè io non ero presente ai fatti, tuttavia io ho visto.... Ho veduto una distesa di uomini e donne e cavalli ed armi.... ho visto un insieme di cuori palpitanti vibrare al grido dei Ceanna, ho udito parole coraggiose e visto corpi cadere sfiniti dalla stanchezza, allenandosi a tenere alto scudo e spada per prepararsi alla battaglia. Ora tu dai del Cladhaire... sei forse un bardo? Da quando è un Righ che battezza con un nome qualcuno? Da quando un Righ emette giudizio vantando un equilibrio che non gli è proprio? Un tempo di te ammirai il coraggio, ora biasimo la tua lingua. Il mio cuore ti ama, Eoghan di Vinovia, la mia mente ti condanna. La mia condanna è per non aver seguito il mio consiglio... la tua lingua è troppo affrettata e mal usata... dovresti invece tenerla all’interno della tua bocca usandola per cio’ per cui un Righ è comandato dalla Dea: Comandare il proprio popolo...onorare i propri morti...pregare gli Dei...mangiare, bere, russare. Tu non conosci le motivazioni dei fatti della Rocca.... ...io si. Non ti sarà neppure dato conoscerle, perchè esse non ti appartengono ne mai ti apparterranno. Ti avevo avvertito e con te avevo avvertito tutti i presenti e nessuna parola di biasimo è mai venuta da nessuno dei presenti, se non da te... te che invece avresti dovuto tenere in considerazione le mie parole due volte: una volta perchè provenienti da un Bardo, una volta perchè provenienti dalla donna che dici di amare. La tua lingua è lunga Eoghan di Vinovia, ricordo che già una volta una Pietra ti chiese il silenzio in nome della Dea, non voglio ripetere la condanna. Tuttavia, non avro’ più pazienza... Che vaghi lontana la mia strada dalla tua, fino a che colui che avrebbe dovuto essere mio compagno per la vita, non si riscatti . Al popolo di Ceanna va la mia stima, ai Righ di Ceanna tutti, le mie parole di Gloria, per quella che, ad udire i racconti nell’Isola, è stata la più grande vittoria di Erin, a mia memoria. Ai caduti di Avon le mie preghiere, affinchè Donn resti colpito dal loro coraggio e gli dia modo di tornare ai rispettivi popoli, che di loro si sono vantati. A chi non c’era il mio biasimo... perchè combattere e morire per la propria terra è cio’ che gli Dei ci chiedono; e morire a testa alta e con l’arma in pugno è cio’ che fa di un figlio di Erin , un Uomo degno della propria Madre, della propria sposa, dei propri figli, ma soprattutto degno di posare i propri passi ogni giorno su questa Terra. Che la Madre vi benedica e porti consiglio a chi ne ha bisogno. Brida degli Ordovici Figlia di Daran Soerbaird di Erin


LA BRIDA&EOGHAN PRODUCTION E` LIETA DI PRESENTARE LA FICTION `QUESTO MATRIMONIO NON S`HA DA FARE` BUONA VISIONE ^^

Shamayah 26/10/2010 19:01

Popolo della Dea,

sono appena tornata dalle visite ai parenti e da un banchettare lieto al loro focolare che già mi trovo ad avere a che fare con gente che mi importuna.

Pazienza. Il lavoro è lavoro e in qualche modo bisogna guadagnarsi la pagnotta (e, direi, evitarsi la fulminata divina per inadempienza).

Sicché, come in modo bizzarro (che alla sottoscritta si addice) mi è stato domandato la scorsa notte, celebrerò delle nozze. La gentile e simpatica Brida e il suo compagno Eoghan (al quale è meglio non aggiunga aggettivi) si sposeranno.

Il lieto eventi avverrà appena ci capiterà, non prima però del quinto giorno a partire da oggi, come vuole la regola. Insomma... fra cinque giorni ogni giorno e ogni ora saranno buoni, quindi se vi interessa la faccenda, vedete un po` di alzarvi dallo sgabello e di darvi un`occhiata in giro. State accordi, in sintesi.


Shamayah


e la saga continua....


AranelArtanis 27/10/2010 10:41

Ainè Shamayah,

due strade che si uniscono sono sempre un avvenimento che reca gioia. Ci sarò.sì, crdo proprio che ci sarò:non vedo l`ora di fare personalmente un augurio sincero al caro Eoghan. AranelArtanis


Glenda 27/10/2010 23:19

Ainè piccola luna di Cantia, purtroppo non potrai celebrare quel matrimonio, nemiche sono la tua tribù e quella dello sposo. Se Maire di Parisia non potrà cellebrare i due promessi si dovranno rivolgere ad una delle lune che vivono nelle tribù dell`alleanza dell`uomo, visto che Brida di tutti è alleata . Vi è stato un mio errore nel dare l`assenzo ad un precedente matrimonio, esso non dovrà più ripetersi. Non trovo scusanti e mi faccio carico di quella situazione.

Glenda

Mathair dell`isola


Maire 28/10/2010 12:32

Quando e se i due sposi mi vorranno come celebrante sarò lieta di ascoltare la loro richiesta e vagliare la possibilità di unirli in matrimonio.

Maire MacTarkan clan Vinovia Luna del Vento


Shamayah 28/10/2010 12:37

Se è così, Mathair, mi scuso. Tenevo in considerazione solo l`amicizia (o non-inimicizia) di Brida ignoravo l`origine del suo sposo che mi si era presentato in altre occasioni senza... specifiche. Negligenza che non si ripeterà.

Mi attengo a ciò che mi viene chiesto di fare.

Shamayah


P.S. Mathair, vuoi dire che ho rischiato seriamente la fulminata divina? Oh cieli azzurri! Farò più attenzione di sicuro, prossimamente.

Abu 29/10/2010 09:02

Un matrimonio parise, e come poter mancare? Seguirò la mathair di Albain, e credo che si accoderanno altri scoti per poter fare i nostri migliori auguri allo sposo. Si, credo che lo faremo davvero!

Abulafia MacAlpine uathach do Albain Falce di Luna calante


Galbatorix 05/11/2010 23:12

Galbatorix ha investito Eoghan della carica di Girovago



Tabret 04/12/2010 22:35

Che nessuno osi togliere ciò che io, Luna di Dubonia, ho imposto ad Eoghan. Egli non conosce rispetto, nè tantomeno educazione ed io sono stanca. Stanca di questa mancanza di considerazione, stanca di essere offesa ed insultata, stanca di non essere rispettata. Ma non sarà la sola punizione che gli sarà imposta. Da tempo Aranel ed io lo cerchiamo per imporgli ciò che è giusto...e prima o poi lo troveremo. Vi invito ad avvisarci se lo vedrete in giro, perchè egli ci evita e non intende subire le conseguenze dei suoi ripetuti gesti.

Tabret la Luna di Sangue della Dubonia

il giorno dopo arriva la missiva di Tabret: `dimmi quando ci sei che ti tolgo la lingua intrecciata`


[Noi che non temiamo niente e nessuno Noi che sputiamo regolarmente e ripetutamente in faccia ai gradassi Noi che non amiamo perdere tempo Noiche una buona parola va bene, ma una legnata è meglio Noi che abbiamo la pelle dura come le scaglie del Drago Noi che quando combattiamo non ci permettiamo la paura Noi che in battaglia facciamo un thoin a treccia a chiunque osi provare ad invaderci la piana Noi che non molliamo mai nemmeno se ci accoppano Noi ruvidi Noi concreti Noi che sappiamo bene quanto vale un sorriso e quanto vale un pugno Noi che sappiamo divertirci e quando esere seri Noi che siamo una squadra vincente Noi che scanniamo con delizia chi prova a gettare fango su uno dei Draghi Noi per cui Isca è come la mamma e NON SI TOCCA Noi devoti di Danu e di Arawn a cui dedichiamo vita e battaglia Noi che pigliamo fuoco facilmente ma che sappiamo essere generosi Noi che RISPETTIAMO ogni singolo Dumnone Noi Figli del Drago e FIERI DI ESSERLO Noi GLI UNICI a potersi chiamare così Noi, banda di fratelli scanzonati e testardi Noi orgogliosi Noi intrepidi Noi spacconi SEMPLICEMENTE NOI DUMNONI.

Brida 11/05/2011 23:55

Brida è stato ucciso da Moak nel luogo Spianata di Petuaria Parisia


Moak 12/05/2011 00:38

Moak è stato ucciso da Eoghan nel luogo Spianata di Petuaria Parisia

Quando la follia di una Banrì raggiunge il culmine i Vinovia si battono con i Vinovia, gli amici uccidono gli amici e i fratelli trucidano i fratelli...


Glenda 20/05/2011 01:18

Glenda ha unito in matrimonio: Corentin e Maire

Eoghan: e va bene... domani! <le fa un sorrisone prima che lei schizzi via assieme all`impertinentissimo cavallo> slàn sorellina <aggiunge in un sussurro per poi stringersi nel mantello e avviarsi con aria leggermente abbattuta agli approdi dell`isola, non avendo intenzione di prendere parte ai festeggiamenti dei parisi. Una persona in meno di cui si deve prendere cura, ma la cosa sotto sotto gli dispiace ben più di quanto lui stesso sia disposto ad ammettere>


Maire 03/09/2011 15:14

Maire ha unito in matrimonio: Eoghan e Brida


Note: siamo veramente alla frutta

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