Drui' (storia celtica)
Da CeltIKI.
Nella società celtica i druì (al femminile bandruí) erano la personificazione terrena della qualità divina della Saggezza. Si occupavano della divinità, studiavano le leggi della natura ed organizzavano la società sul modello del mondo spirituale, quindi erano ben più di una semplice classe sacerdotale, più correttamente assimilabili a filosofi e teologi che a meri ministri del culto.
I druì avevano il compito di manifestare le caratteristiche di Sapienza-Conoscenza-Saggezza mediante più specializzazioni, che andavano dalla teologia alla medicina, dall'interpretazione della natura alla divinazione e predizione, dall'astrologia all'astronomia, dal dispensare la giustizia all'arte di compiere sacrifici, dall'esercizio della satira e del'arte della parola (ramo riservato ai Bardi) all'ufficio della religione, dall'insegnamento all'intervento durante le guerre.
Necessariamente, all'interno della classe druidica i più si specializzavano solo in alcune delle possibili funzioni, dopo un ciclo di studi che poteva essere anche ventennale; solo i druì più anziani potevano essere rienuti completi in tutte le arti, fregiandosi così del titolo di samildanach ("dalle molte capacità").
In virtù della profonda connessione fra mondo spirituale e materiale presente nella società celtica, i druì erano rispettati dalle tribù più di quanto i sacerdotes lo fossero dai romani, e godevano di autorità indiscussa sia in tempo di pace sia in tempo di guerra. Erano inoltre l'unica classe sociale che godeva del privilegio di mantenere i propri diritti anche al di fuori dei confini della tribù di appartenenza (per gli altri uomini liberi i diritti avevano valore esclusivamente nell'ambito del territorio tribale) e di spostarsi a proprio piacimento per tutta l'isola; anche l'incontro con altri druì non era ostacolato dall'appartenenza a tribù nemiche.

