- [1] Ad divos adeunto caste, pietatem adhibento, opes amovento. Qui secus faxit, deus ipse vindex erit.
Agli dèi ci si avvicini casti, ci si rivolga con senso del dovere, si tralascino le ricchezze. Chi faccia diversamente, il dio stesso punitore sarà.
- [2] Separatim nemo habessit deos neve novos neve advenas nisi publice adscitos; privatim colunto quos rite a patribus <cultos acceperint>.
Nessuno abbia dèi a parte né nuovi né stranieri se non pubblicamente adottati; siano coltivati privatamente quei culti i cui riti che saranno accettati dai Padri.
- [3] <in urbibus> delubra habento. Lucos in agris habento et Larum sedes.
Nelle città si abbiano delubri (luoghi sacri). Si abbiano luchi (boschi sacri) nei campi e sedi dei Lari.
- [4] Ritus familiae patrumque servanto.
Siano serbati i riti delle famiglie e dei Padri.
- [5] Divos et eos qui caelestes semper habiti sunt colunto et ollos quos endo caelo merita locaverint, Herculem, Liberum, Aesculapium, Castorem, Pollucem, Quirinum, ast olla propter quae datur homini ascensus in caelum, Mentem, Virtutem, Pietatem, Fidem, earumque laudum delubra sunto, nec ulla vitiorum sacra sollemnia obeunto.
Siano coltivati gli dèi e coloro che sempre sono considerati celesti e quelli che meritarono un posto in cielo, Ercole, Libero, Esculapio, Castore, Polluce, Quirino, ma d'altra parte a fianco di questi anche quelle che siano date all'uomo asceso in cielo, Mente, Virtù, Pietà, Fede, e in loro lode siano delubri, né ad alcun vizio siano intrapresi sacra solenni.
- [6] Feriis iurgia <a>movento, easque in famulis operibus patratis habento, idque ut ita cadat in annuis anfractibus descriptum esto.
Si tralascino le dispute per le festività, e i servitori interrompano i loro lavori, ai quali siano stati assegnati durante l'anno.
- [7] Certasque fruges certasque bacas sacerdotes publice libanto <hoc> certis sacrificiis ac diebus, itemque alios ad dies ubertatem lactis feturaeque servanto, idque ne omitti possit, ad eam rem rationem cursus annuos sacerdotes finiunto, quaeque quoique divo decorae grataeque sint hostiae, providento.
E determinati cereali e determinati frutti i sacerdoti pubblicamente libino in determinati sacrifici e giorni,e lo stesso agli altri giorni latte della prosperità e prole siano serbati, e affinché non possano omettere, il corso annuale i sacerdoti determinino, e che al dio decorose e gradite siano le ostie, si provveda.
- [8] Divisque aliis <alii> sacerdotes, omnibus pontifices, singulis flamines sunto. Virginesque Vestales in urbe custodiunto ignem foci publici sempiternum.
E i vari dèi abbiano diversi sacerdote, a tutti insieme i pontefici, ai singoli dèi i flamini. E le Vergini Vestali in città custodiscano il fuoco sempiterno nel braciere pubblico.
- [9] Quoque haec privatim et publice modo rituque fiant, discunto ignari a publicis sacerdotibus. Eorum autem genera sunto tria: unum quod praesit caerimoniis et sacris, alterum quod interpretetur fatidicorum et vatium ecfata incognita, quae eorum senatus populusque asciverit. Interpretes autem Iovis optumi maxumi, publici augures, signis et auspiciis operam danto, disciplinam tenento, sacerdotesque vineta virgetaque et salutem populi auguranto, quique agent rem duelli quique popularem, auspicium praemonento ollique obtemperanto. Divorumque iras providento sisque apparento, caelique fulgura regionibus ratis temperanto, urbemque et agros et templa liberata et effata habento. Quaeque augur iniusta nefasta vitiosa dira deixerit, inrita infectaque sunto, quique non paruerit, capital esto.
E affinché questo sia (fatto) normalmente e ritualmente in privato e in pubblico, gli ignari imparino dai pubblici sacerdoti. Loro siano di tre generi: uno che presiede calle cerimonie e ai sacra, l'altro che interpreta le sentenze incognite di profeti e vati, quelle che il senato e il popolo accettano. Invece (inoltre) gli interpreti di Giove Ottimo Massimo, i pubblici auguri, ai segni e agli auspici diano la loro opera, attenendosi alla disciplina, e i sacerdoti augurino vigne e saliceti e la salute del popolo, e chi agisce nelle cose di guerra e chi nelle cose del popolo, l'auspicio preannunci e ad essi ottemperino. E l'ira degli dèi preveda e sia preparato, osservi in (quali) regioni del cielo (sono) le folgori e le temperi, e l'urbe e i campi e i templi siano liberati e consacrati. E ciò che l'augure dichiari ingiusto, nefasto, vizioso e funesto, sia invalidato e inficiato, e chi non obbedisca, sia condannato alla pena capitale.
- [10] Foederum pacis belli indotiarum ratorum fetiales iudices non<tii> sunto, bella disceptanto.
Per i trattati la pace la guerra le tregue i salvacondotti siano giudici i feziali, e discutano della guerra.
- [11] Prodigia portenta ad Etruscos <et> haruspices si senatus iussit deferunto, Etruriaque principes disciplinam doceto. Quibus divis creverint, procuranto, idemque fulgura atque obstita pianto.
Prodigi e portenti siano riportati agli Etruschi e agli aruspici se il senato lo ordina, e i principi d'Etruria insegnino la disciplina. Quali dèi distinguano, scongiurino, e similmente folgori e folgorati espiino.
- [12] Nocturna mulierum sacrificia ne sunto praeter olla quae pro populo rite fient. Neve quem initianto nisi ut adsolet Cereri Graeco sacro.
Non ci siano sacrifici notturni fatti dalle donne, eccetto quelli che siano ritualmente fatti per il popolo. Né che alcuno sia iniziato se non come si usa per Cerere con sacra greci.
- [13] Sacrum commissum quod neque expiari poterit impie commissum esto; quod expiari poterit publici sacerdotes expianto.
Un sacro delitto che non possa essere espiato, sia un empio delitto; uno che possa essere espiato, i pubblici sacerdoti lo espiino.
- [14] Ludis publicis quod sive curriculo et <sine> certatione corporum <sive> cantu et fidibus et tibiis fiat, popularem laetitiam moderanto eamque cum divum honore iungunto.
Ai ludi pubblici che o con le corse (dei carri) e senza lotte corporali o con canti e cetre e flauti siano, si moderi la letizia popolare e quelli si uniscano in onore degli dèi.
- [15] Ex patriis ritibus optuma colunto.ë 'Praeter Idaeae Matris famulos eosque iustis diebus ne quis stipem cogito.
Si coltivino ottimamente i riti dei padri. A parte i servitori della Madre Idea nei giusti giorni, non si incassi elemosina.
- [16] Sacrum sacrove commendatum qui clepsit rapsitve, parricida esto.
Chi ruba o saccheggia un sacrario o ciò che vi è custodito, sia parricida.
- [17] Periurii poena divina exitium, humana dedecus.
Per lo spergiuro la pena divina è la rovina, quella umana è la vergogna.
- [18] Incestum pontifices supremo supplicio sanciunto.
Per l'incesto il pontefice massimo sancisca il supplizio.
- [19] Impius ne audeto placare donis iram deorum.
L'empio non osi placare l'ira degli dèi con doni.
- [20] Caute vota reddunto.
I voti siano adempiuti cautamente.
- [21] Poena violati iuris esto.
A legge violata corrisponda una pena.
- [22] <quocirca> Nequis agrum consecrato.
Nessuno consacri i campi.
- [23] Auri, argenti, eboris sacrandi modus esto.
La consacrazione di oro, argento e avorio sia moderata.
- [24] Sacra privata perpetua manento.
I sacra privati siano mantenuti in perpetuo.
- [25] Deorum Manium iura sancta sunto. <bo>nos leto datos divos habento. Sumptum in ollos luctumque minuunto.
I diritti degli dèi Mani siano santi. I buoni dati alla morte siano dèi. Lo sfarzo e il lutto per loro siano diminuiti.
( (Marco Cicerone, Le Leggi, II, 19-22) )
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