Defixiones
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Le defixiones sono antiche formule di maledizione contenute in tavolette (le defixionum tabellae) o, meglio, fogli di piombo, spesso traforati da chiodi, su cui, oltre alla necessaria invocazione delle divinità infernali, era inciso il nome del soggetto che queste dovevano danneggiare. Venivano quindi seppellite, di modo che i demoni infernali potessero agire.
Erano una forma di goetia, magia nera, nettamente distinta dalla teurgia ("scienza divina", magia bianca), che nel mondo pagano attirava a sé anche filosofi e studiosi. Ma era al pari di questa ugualmente diffusa (e non solo a livello popolare) soprattutto nel tardo impero, come si deduce dalle condanne dei padri della Chiesa (rivolte per la verità contro entrambe le pratiche).
Nel mondo greco e romano questo tipo di tavolette erano diffusissime, e ne sono state ritrovate numerose sia in greco che in latino. Un famoso esempio sono quelle che, insieme a resti di cadaveri, ceneri e macchie di sangue furono trovate sotto i pavimenti della residenza del principe Germanico e che, secondo l'intenzione degli artefici, ne causarono la morte. Ma erano anche usate per scopi più quotidiani, come danneggiare i fantini rivali alle corse dei cavalli, prassi che, a giudicare dal numero di nomi di cavalli che ci è rimasto, doveva essere molto frequente.
Nel IV secolo, con l'avvento del Cristianesimo, ogni forma di goetia fu proibita sotto pena di morte, e numerose sono le attestazioni di condanna della prassi. Un decreto di Teodosio era ad esempio diretto proprio contro gli aurighi, e fonti antiche riportano le atroci morti di celebri guidatori giudicati colpevoli di questa antica forma di doping.

