Darrel
Da CeltIKI.
| |||||||||||||||||||||||||||
[modifica] Descrizione[dalla scheda]
Lunghi capelli color del grano maturo che si mischia alla terra, ribelli e indomiti come coloro a cui appartengono. Gli occhi blu scuro osservano puliti il mondo, con schietta lealtà, diretti e cristallini. Il volto porta le traccie di una barba e dei suoi ventiquattro intensi inverni. Il corpo è robusto, seppur non eccessivamente muscoloso, forgiato dagli elementi e dalla vita umile che ha dovuto affrontare.
[modifica] Background[dalla scheda]
Nasce nel 77 a.c. in un villaggio nei territori dei Germani di cui non parla mai, che nessun riuscirà a cavargli fuori. La sua famiglia era una delle più importanti del villaggio, vantava tra i suoi antenati una grande stirpe di guerrieri che avevano da sempre protetto le terre del loro popolo, e anche lui fu cresciuto per diventare un guerriero degno dei suoi antenati. Gli anni passavano e la sua abilità cresceva, mentre il confine dei romani diveniva sempre più vicino al sacro suolo del suo popolo. Trovò l’amore che aveva diciassette inverni, una delle più belle ragazze del villaggio, se non la più bella. Di famiglia importante, anche se non molto ricca, dovette combattere a lungo per conquistarla: pur essendo molto corteggiata era timida e schiva, e faticò un bel po’ per attirare la sua attenzione, dovette convincerne i genitori e i propri a concedere il matrimonio, e in più di un’occasione dovette partecipare ad “allegre” scazzottate con altri pretendenti un po’ troppo invadenti, tra questi il figlio del Capo del villaggio. Era un tipo allegro, non si abbatteva mai e non si tirava mai indietro, e alla fine di ogni rissa andava a bere della buona birra assieme agli altri, non esistevano nemici, solo dispute e non appena qualcuno alzava le mani o cadeva al suolo tutto come prima e si bevevo e cantava assieme. Alla maniera germanica. Il suo matrimonio fu celebrato qualche anno dopo, fu il giorno più bello della sua vita. I giorni e i mesi si susseguirono rapidamente in quello che pareva un dolce sogno, scandito dai ritmi quotidiani del lavoro nei campi, gli allenamenti nell’arte della guerra, e i piaceri del focolare domestico, inconsapevole e incurante che la minaccia romana si avvicinava. Un giorno il Capo del Villaggio riunì il consiglio di Guerra con pessime notizie: i Romani si appressavano ad invadere il sacro suolo della Tribù e si doveva preparare un contrattacco in modo da dare ai romani una lezione esemplare e togliergli il gusto di combattere. Si assegnarono i compiti, e si prepararono le armi. Secondo le usanze le donne sarebbero rimaste con i bambini in un accampamento secondario fortificato, difeso dal figlio del Capo e la sua truppa di cavalieri, mentre a Darrel fu ordinato di condurre un manipolo di cavalieri per fare da diversivo e da esca mentre il grosso dell’esercito avrebbe attaccato di sorpresa. In realtà la battaglia non andò come previsto, le forze Romane erano più del doppio di quelle calcolate e le perdite furono molte e dolorose, ma la battaglia fu vinta, anche se il Righ ricevette una brutta ferita. Il ritorno fu quanto di più doloroso si possa immaginare: il villaggio era stato attaccato e alcuni popolani erano stati uccisi: tra questi sua moglie e sua figlia. Il dolore fu immenso, e parole gravi volarono tra lui e il figlio del Righ. Come mai né lui né nessuno dei suoi uomini erano morti? Perché non erano neppure feriti? Come poteva un contingente di nemici così ridotto penetrare così a fondo nel villaggio per arrivare alla capanna occupata da sua moglie? Queste domande non ebbero risposta ma covarono come un tarlo nella sua mente. Intanto le voci si rincorrevano, alcune rassicuranti ma per la maggior parte inquietanti. Finquando Gheier, la piccola bambinaia che era solita aiutare Darrel e la moglie con la piccola riprese a parlare, cosa che non aveva più fatto dall’attacco. Si appartarono per lunghe ore, poi la ragazzina tornò al villaggio piangente. La stessa notte il figlio del Righ sparì, e la mattina la testa fu trovata mozzata davanti le porte del villaggio, poco distante Darrel, ricoperto di sangue. Non disse una parola e sarebbe stato condannato a morte se Gheier non avesse parlato, da sola e a lungo con il Righ, che infine decise di non condannarlo a morte, ma di bandirlo. La voce che fosse stato lo stesso figlio del Righ ad uccidere la moglie e la figlia, dopo aver tentato di violentare la prima, iniziò a circolare solo qualche giorno dopo la morte del Righ. E la strana incursione romana nel villaggio non fu più così strana.
[modifica] Note [dalla scheda]
Che il Bosco muova la tua spada, che la tua spada si muova per il bosco

