Chouchane

Da CeltIKI.

Chouchane
MIDI:
Iscrizione: 03-06-2008
Razza: Celta
Popolo: Dumnone
Carica: Sacerdotessa Immagine:Carica Dumnone Sacerdotessa.gif
Sesso: Femmina
Livello arcano: Discepolo
Destrezza: Scarsa
Costituzione: Scarsa
Intelligenza: Discreta
Clan: -
Stato civile:


[modifica] Descrizione

«E mentre tutto il mondo muta così anche io mi preparo a cambiare...»

LEI ERA un piccolo folletto, nervoso, irrequieto, birichino e dispettoso. Non lo ammetterà mai ma era anche un pò una `bambina` : sospettosa e sfacciata, selvatica e chiacchierona, schietta e bizzarra ecc..

ORA E`CRESCIUTA..

•Si può dir di lei che è graziosa ma non bella! •La statura - in maniera definitiva ormai - si è assestata SOPRA IL METRO E OTTANTA ( Saoirse ce l`avete presente?ecco! giusto un dito più bassa di lei abbiamo appurato ) •CAPELLI ROSSI corti corti, più crespi che ricci dato il taglio drastico, una frangia voluminosa al momento le copre la fronte alta. •Gli occhi color nocciola hanno un taglio un pò obliquo, sugli zigomi sporgenti, sembra sempre guardinga, furtiva! •Le orecchie si vedono bene...non sono proprio a sventola però ecco i capelli così come sono non riescono a nasconderle •Tante lentiggini sul viso schietto. •Spigolosa nelle forme, una magrezza fisiologica che la slancia ancora di più, ma ben lungi dall`apparire fragile, l`ossatura è robusta. •Ancora speranzosa attende di maturare in `certi posti` chissà... •ha acquisito un poco di grazia nei movimenti e gli insegnamenti ricevuti han modellato il suo carattere ribelle almeno in parte. HA lavorato molto su se stessa e il cambiamnto si vede.

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22:22 Lughna [Dumnone - Druido] - [Sacra Duir] Ainè mo run<vedendo la moglie per poi scorger dietro lei Chouchane>Ainè granello di Isca l`altra volta non riuscimmo a finire un discorso mi rimembri perchè tu abbia dato ai tuoi capelli quel cambiamento 22:25 Lunithas [Dumnone - Sacerdotessa] - Ainè a te Cho <sentendo l`apprendista dietro di se e voltandosi per salutarla, avanza verso l`albero sacr per mostrargli il suo dovuto rispetto, prima di sedersi comodamente su un masso sotto le fornde dell`albero, aspettando poi al risposta della fanciulla> 22:30 Chouchane [Dumnone - Apprendista] - <si volge poi verso la querci sollevando il capo per osservarne la sagoma del fusto diramarsi verso il cielo ed allargarsi con le sue mille dita verso l`infinito chiude gli occhi percependo il sussurro pacato dlle fronde e il forte abbraccio della terra che le possenti radici ricambiano...inspira profondamente tornando con lo sguardo ad altezza d`uomo per rispondere al quesito> è vero! ma non c`è molto da dire in realtà..<sorridendo va sedersi ai piadi di Lunithas, pigando le gambe in modo da seder sui talloni, le mani intreccite in grembo> erano giorni che ci pesavo..mi sono specchiata molte molte nelle acque allegre dell`avon e ciò che vedevo era l`immagine di una donna non più di una bambina...tuttavia quel che sento nel cuore, il cambiamento che è avvnuto in me è ancora più sensibile...erchè ormai anouk mi ha abbandonato e così anche molte delle paure che infestavano i sogni del folletto che ero...eppuro sentivo che qualcosa mi legava indissolubilmente a lei...<comincia così il suo dire prendendo un pò di tempo prima di continuare e concludere...il tempo di un respiro in cui fissa lo sguardo in quello del sole di ghiaccio> 22:34 Lughna [Dumnone - Druido] - [Sacra Duir] bene quindi è per un ambiamento che hai cambiato la tua capigliatura e non per un passato che forse pensavi ti stava stretto?<ponendo una domanda all`apprendista> 22:40 Lunithas [Dumnone - Sacerdotessa] - Anche se nell`aspetto sei uan fanciulla, per coloro che ti conoscono e ti vogliono bene, sarai sempre il folletto che sei stato, non potrai cambiare cosa sei stata in passato <con calma, guardandola attentamente mentre aspetta la risposta di lei> 22:41 Chouchane [Dumnone - Apprendista] - <quando continua la voce è più ferma e lo sguardo vaga di fronte a lei ma va cercando qualcosa nel suo intimo>No! non rinnego ciò che sono stata! il passato ha fatto si che io diventassi ciò che sono ora<si umetta le labbra sottili sentendole ruvide per l`arsura> non ho fatto che rendere tangibile quel distacco, che sarà per sempre! ho voluto dare a me stessa la certezza che specchiandomi avrei visto solo la donna che sono, a memoria delle rinunce che per mia scelta ho compiuto, a memoria dellla promessa che per sempre mi legherà alla terra e perchè il vezzo non mi tragga in inganno e io ogni giorno sia consapevole e rinnovi il voto di umiltà<sposta lo sguardo da Lughna a Lunithas annuendo> Lo so e come ho detto non voglio dimenticare...MA andare avanti! 22:43 Chouchane [Dumnone - Apprendista] - e proseguire questo lungo cammino che mi aspetta! 22:45 Lughna [Dumnone - Druido] - [Sacra Duir] ricorda bene queste parole per andare avanti non si deve mai perdere il passato o il presente perchè se si guarda solo al futuro si cade e non ci si rialza questo te l`ho insegna anche la ruota argentea che compie sempre lo stesso giro<fissandola serio> 22:50 Lunithas Sorride sentendo le parole di Cho <ci si deve sempre rapportare ed essere ciò che si è, si può accrescere ma cambiare radicalemnte non apporta a nulla> 22:55 Chouchane [Dumnone - Apprendista] - <lascia scivolare il palmo delle mani al suolo tra le foglie che vanno sbiadendo dopo esser cadute,e sulle quali è seduta, sotto di queste ritrova la terra, quel contatto, che comincia a percepire con maggior chiarezza anche se non in modo completo, istintivamente le lunghe dita si chiudono a pugno graffiando il soffice terriccio e penetrando al di sotto della superficie > si mio sole ricorderò sempre ciò che sono stata, il seme non è meno importante del frutto...esso racchiude in sè in potenziale l`albero che sarà! Il cambiamento è un passaggio obbligato temo come la memoria è peculiarità degli esseri umani...e terro a mente le vostre parole non temete!<risponde seria ad entrambi>


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(dopo averci pensato lascio anche la vecchia descrizione perchè mi dispiace cancellarla xD)

·.·• * •·.·ha tagliato i suoi lunghi capelli rosso fiamma

  • •·.· ora sono corti e arruffati, lasciano scoperte le piccole orecchie e danno respiro al collo

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·.·• * •·.·`Il faccino onesto è sempre lo stesso, come sguardo impertinente `

  • •·.·non è mica bella, è graziosa..un viso da ermellino, affilato, fatto per sorridere che per via del drastico taglio

ha assunto forse un\\`aria più adulta, meno infantile ·.·• * •·.·zigomi pronunciati e fronte alta, un nasino a punta, piccolo ma dal profilo scolpito

·.·• * •·.·Tante lentiggini, sulle gote colorite e intorno alle labbra sottili,

  • •·.· la bocca che nel sorridere distorce graziosamente la simmetria del volto

·.·• * •·.·Ironia nello sguardo, come se guardandoti ti pigliasse ... come dire ...! ·.·• * •·.·è la linea delle sopracciglia, che cade obliqua sull`impronta volpina

  • •·.· di due occhioni marroni, variamente screziati.Furbesca.

·.·• * •·.·Un giorno risvegliandosi ha deciso di essere un folletto ·.·• * •·.·qualche tempo più tardi specchiandosi nel fiume ha creduto di vedere una donna

  • •·.· una donna che la guardava con il suo stesso sguardo giocoso e acceso di curiosità

·.·• * •·.·Una corporatura spigolosa e energica, `tutta gambe e spirito`

  • •·.· sostenuta da un`andatura marziale e spedita, dritta come un fuso.

·.·• * •·.·alta alta e...`piatta` come la spianata di Isca, così volle la dea! (dovrebbe aver raggiunto a malapena `l`età della birra` magari crescendo...-_-*)

·.·• * •·.·Le spalle ben disegnate, le braccia tutt`altro che esili ·.·• * •·.e punteggiate di lentiggini come la notte lo è di lucciole!

·.·• * •·.·Ha l`aria di quella che guardando altrove con indifferenza, pensa solo a stessa ·.·• * •·.·qualche volta è vero, ma in genere è completamente assente,

  • •·.· persa dietro qualche assurdo pensiero, ricordo o fantasia

·.·• * •·.· o nell`analisi minuziosa di chissà quale insignificante dettaglio ·.·• * •·.·ma dovessi mai star lì a descriverla per filo e per segno ci metterei na vita.

  • •·.· Ogni giorno è diverso e ai folletti piacciono i cambiamenti!

·.·• * •·.·Una creatura degli déi come può esserlo un topolino, o una volpe ·.·• * •·.·nata libera e cresciuta nella `tana del drago`

  • •·.· addomesticata a forza di dolci focaccine e qualche castigo

·.·• * •·.·`non la si può apprezzare per ciò che dice se non la si ama per ciò che è`:

  • •·.· un folletto dei boschi che gioca a mettere radici

·.·• * •·.·A Isca ha trovato fratelli e sorelle, è lì che vuole stare, dove il vento l`ha portata.

  • •·.· Un legame profondo, della natura più varia, condivide con alcuni e loro lo sanno!

·.·• * •·.·inutile ripetersi!


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Background

'·.·• * •·.· . Alcune realtà coesistono al di fuori del nostro tempo e del nostro spazio, luoghi in cui la ruota dell`anno così come noi la concepiamo si muove con diverso ritmo, e persino il sole vuol mutare la propria andatura e così la durata del proprio arco: il corso naturale delle cose agli occhi di un mortale appare sconvolto! Esistono momenti ed esistono ragioni per le quali l`invalicabile barriera, quella nebbia impenetrabile che ci separa da queste altre realtà rendendole invisibili ai nostri occhi diviene rarefatta e sottile ed è proprio lì e in quell`ora che il mondo degli uomini e quello degli esseri incorporei, il Regno di Faerie giungono a sfiorarsi ``come le pieghe di una coperta``. E` stato per me in uno di quei rari e preziosi istanti, quando perdendomi mi sono ritrovata, che ho varcato le soglie del regno delle fate ed ho voluto donare la mia infanzia per ottenere quei requisiti peculiari dell`età adulta, in statura prima e consapevolezza in parte solo dopo, laddove invece molti anni sarebbero occorsi in questa vita. Samhain, la soglia, il giorno che non esiste, e Yule, la notte più lunga, erano appena trascorsi ed eravamo nel pieno della metà oscura dell`anno, quando la Signora della ruota d`argento è all`apice della sua sovranità, nel mezzo di quella stagione gelida la bambina che ero, d`improvviso scomparve per tornare donna appena pochi giorni più tardi. La mia mente ha affondato il ricordo di quel periodo nell`oblio, forse perchè così doveva essere: perchè il `ritorno` fosse davvero una rinascita, un nuovo inizio ed il calcare il sentiero delle sacre pietre esigeva nuove rinunce, dovevo demolire la mia persona, vestirmi del candore delle betulle e sciogliere il mio orgoglio come la neve al sole. Da allora cammino per quel sentiero come Stilla di Sole, cercando di essere degna del privilegio che mi è stato concesso e a prescindere da ciò che `alla fine` sarà di me ne sarà valsa la pena.

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«Del Re della metà Oscura ho voluto fare la mia guida. L`agrifoglio che s`adorna di minuscoli fiorellini bianchi all`inizio dell`estate ma è nell`inverno, quando la natura si riposa, che si ricopre di bacche che hanno il colore del sangue nel gelido candore che tutto ricopre.»

«Ai suoi ritmi ho voluto adeguare i miei, nella radiosità di lugh, quando la luce è al suo culmine ricorderò la mia nascita e nel gelo della metà oscura metterò alla prova me stessa, perchè il mio essere possa prepararsi alla somma prova.»

«Possa il mio spirito, come i frutti rossi dell`agrifoglio gonfiarsi di nuova vita nell`abbraccio della bianca coltre. E così vorrò farmi spina velenosa e affilata nei rami più bassi e sarò la foglia più tenera nelle cime che sfiorano il cielo, così che possa frusciare insieme col vento e possa rispondere al suo canto.»

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Brida 21/11/2009 16:10

Si racconta, che davvero moltissimo tempo fa il Regno degli Uomini e quello delle Fate fossero uniti in uno solo. La vita era spensierata e dolce, nessuno soffriva il freddo o la fame, nessuno provava dolore o odio. Le fate e i loro fratelli folletti sapevano donare agli uomini cio’ di cui essi avevano bisogno, in cambio gli uomini sapevano mostrare ai fatati le gioie dell’amore e della famiglia, infatti il popolo fatato non conosceva sentimenti e non poteva avere discendenza. Quando il tempo di un fatato era arrivato al culmine, esso si spengeva, come la luce di una lucciola che incontra il primo raggio di sole nella più radiosa delle albe. Con il tempo, sempre più spesso i Fatati e gli uomini si mescolarono fra loro, e divenne assai difficile distinguerli. In questa allegra e spensierata confusione, alcuni fra loro videro vicino il momento dell’estinzione e decisero di lasciare gli altri al loro destino per ritirarsi a vivere in un Regno irraggiungibile ai più. Questo passaggio non fu indolore…diverse famiglie si divisero e molti legami furono spezzati. I fatati iniziarono a rammaricarsi di aver conosciuto i sentimenti, il dolore, l’amore, la rabbia, l’odio la vendetta. E fu proprio in nome di questa che due di loro decisero di tornare nel mondo degli uomini e rapire due delle loro sorelle. Il piano fallì e le due giovani fate perirono durante la fuga, uccise dagli uomini che cercavano di colpire i rapitori. Il Dolore scese sulla terra degli uomini e su quella dei Fatati che di nuovo si separarono, e questa volta per sempre. Tuttavia una delle due fate, in punto di morte fece promettere al fratello che allo scadere di ogni cento anni dal giorno della sua morte, due fanciulle dei Fatati sarebbero giunte dal loro Regno per vivere con gli uomini, per aiutarli nel cammino della conoscenza e rendere più felici i loro bambini. Cadeva proprio il centesimo anno, che nel biancore del primo raggio di sole della 3° alba di Simivisonios nella radura del bosco Sacro, proprio vicino al piccolo cespuglio di agrifoglio, qualcosa si mosse…sembrava un furetto..o forse era una piccola volpe… Questo esserino dischiuse gli occhi al nuovo giorno e presa da un furioso terrore si nascose subito dentro il piccolo cespuglio, incurante delle spine che la graffiavano e le arruffavano il pelo rossiccio. Si ritrovo’ sola…il piccolo Segugio del Sole, spaventata, in una terra sconosciuta, memore di un passato felice che lentamente sfocava nella sua mente, cosi’ come doveva essere e come, nel Tempo Infinito scandito dalla Ruota, sarebbe stato. Un dono prezioso, una piccola goccia di sole, un granello di grano maturo, caduto in questa terra di uomini per onorare una dolorosa promessa. Avon ti accoglie, piccola gemma, ti abbraccia nel suo tepore e ti protegge con le sue sponde. Grati della gioia che ogni giorno regali a tutti noi, i tuoi nuovi fratelli ti acclamano, esultando per la Luce della quale la Dea ti ha investita. Tu che, da acerbo seme hai saputo forgiarti nel cambiamento, così perfettamente da renderti uno dei raggi più splendenti di Lugh, prediletta di Cerridwen, sua voce, suo braccio fra gli uomini. E con Te di nuovo si chiude il Cerchio di Isca, come le tre figure della Dea, le Tre Lune ora sono le sue divine sembianze completandosi nella perfezione di cui Ella si compiace. Per te piccola goccia di Lugh, Tinne di Isca , che oggi risuoni l’antica preghiera protettrice : “Io mi levo oggi Con la forza del cielo: Luce del Sole, Radiosità della Luna, Splendore del fuoco Velocità del lampo Rapidità del vento Profondità del mare Saldezza della Terra Fermezza della Roccia.”

Dedicata alla mia Amata sorella Chouchane, Tinne di Isca

§ Brida degli Ordovici - Seabhag of Isca §

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«Muireann Daoine sith dice che anche gli déi sono folletti! e che abitano nelle caverne sotto terra come le talpe..Io sono contenta di essere un folletto! I Folletti fanno Magie!»

18:30 Abarivanon [Cornovo - Sacerdotessa] - [Capanna Comune] Tu lo conosci il significato del tuo nome? [chiede poi, pronta a dirglielo in caso ella non lo conosca] 18:21 Chouchane [. Capanna Comune .] fa cenno di no col capino avendo la bocca piena non le riesce di rispondere...si china in avanti la manina va a raccogliere il restante miele che ad ogni morso torna a colare 18:30 Abarivanon [Cornovo - Sacerdotessa] - [Capanna Comune] Segugio del Sole... [se la ride per quel nome che benissimo le si addice] E` un nome che porta in sè i raggi del sole, la sua luce e il suo tepore... Un nome che risuona come quello degli antichi che seguivano Bell... [spiega] e tu ben rispecchi quella luce...


`· . •°• . · ``· . Questa è la storia di un folletto...`· . •°• . · ``· .

Tutto accadde sul finire dell`inverno, sotto un sole di ghiaccio. Una fila di orme minuscole sulla neve fresca attraversano la piana allontanandosi dal villaggio e risalgono la collina innevata. « Cho vieni con me?andiamo in un posto... » un ragazzo, quasi uomo nell`aspetto, tende la mano verso la catasta di legna da dove sbuca dopo qualche istante una testolina tutta ricci, rossa come il fuoco..una mano impacciata cerca d`afferrar la presa ed ecco che un visetto colorito sorride al sole...inaspettato come un papavero che sbuca nella neve!

« so già dove andiamo .. » risponde una vocina squillante il tono ansioso ed eccitato, lo stesso si legge nella trasparenza degli sguardi complici che si incontrano..Gli stessi occhi, occhi d`ombra scintillante riflettono intatto il candore che li circonda.

S`avviano mano nella mano, il giovane e la bambina, lungo il sentiero tracciato per loro nella neve. Un sentiero rettilineo che prima o poi finisce, si giunge al limite, inevitabile, oltre la soglia l`ignoto - un nuovo inizio o la fine? - attende d`esser svelato.

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« Anouk vado a controllare le trappole ?.. »chiede speranzosa la bambina...che a fatica arranca sulle orme del fratello che le apre la via.« umhmm..ma guarda! un folletto delle nevi!»esclama Lui voltandosi indietro, spalle larghe come quelle di suo padre,sormontate da una pelle d`orso che rendono la Sua figura ancor più incombente se comparata allo scricciolo che gli sta innanzi.La osserva e con tenerezza tentenna col capo « non è compito di un folletto controllare le trappole..Tu mi servi qui! Devi guardarmi le spalle capito?sali in cima alla collina e restaci!» una manona in un brusco slancio di fraterno affetto va a scompigliare i ricci della sorella..che si ritrae scivolando con la schiena tra la neve.. parole e risa eccheggiano attutite per la vallata tra manciate di soffice candore gettate al vento.. « un folletto io?» mormora la piccola quando ormai il fratello è già lontano e la cima della collina s`avvicina...pochi passi con la neve che sfiora le ginocchia sembrano un lungo cammino! ma da lassù lo sguardo spazia oltre il bosco...fino al villaggio, `da lassù si possono vedere le montagne, Chouchane, quando per bontà degli dei, il cielo è trasparente`

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« ..dieci...quattro...cinque...otto...» la parlata incerta, sottile, sommessa procede con la conta dei propri passi mentre la neve cede sotto di lei, scricchiola appena, intimidita dal sacrale silenzio che l`attornia. Anche il sibilo del vento del nord tace e le nuvole gonfie e immote premono sull`azzurro ghiaccio dell`orizzonte. Un atmosfera sospesa, di tacita attesa, che l`udito, piacevolmente accarezzato dai sussurri, ignora. Sola s`affaccia sulla cima...di fronte a lei la pineta incappucciata di neve..Colorita e emozionata volta le spalle alla discesa appena percorsa, che dolcemente scivola nella valle. Lo sguardo scintilla accarezzando il paesaggio.Qualche puntino si muove laggiu..le capanne del villaggio..la spianata e sullo sfondo colline a non finire. Ulula fin quasi a perdere la voce, urla..chiama se stessa, irrompe nella quiete a più riprese e l`eco si disperde tra le taciturne lande. «..e le montagne?»

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Qualcosa cammina nella neve, un`agile presenza, leggera, le cui minute impronte con discrezione delimitano un ideale confine tra gli alberi. Compare e scompare nel verde fiutando, ascoltando, presentendo. Un suono giunge a sfiorarle le puntute, un verso strano che nel bosco raramente s`ode. «..folletti folletti.... di verde vestiti ...che cosa ci fate..» Esce allo scoperto la creatura, un papavero in mezzo alla neve, e mostra tutto il suo esser volpe balzando fuori dalla macchia, oltre una gelida cascatella di neve.

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Per caso Cho la guarda e la volpe guarda lei. Sguardi immobili, inconsapevoli, curiosi..se l`una fiuta l`altra affannosamente respira...il fiato d`entrambe si condensa all`istante per subito svanire nell`aria. Uno scarto, un movimento affrettato, il timore e la sorpresa...L`una a balzi incerta avanza per poi lesta allontanarsi, l`altra sussurra qualcosa d`incomprensibile, procede cauta, camminando come la natura le ha insegnato...si rincorrono quasi in una danza finchè la pineta le inghiotte entrambe..la volpe e la bambina.

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Il sole, ignaro e crudele, raggiunge l`apice e compie il suo cerchio fino a sfiorare l`orizzonte e già l`aria si fa fredda e tagliente; ma nella valle la quiete è rotta, svanisce l`incanto e tutto si compie. Il vento riprende a sferzare, trascinando con se la luna e le sue stelle mentre la luce vien meno; ma nella piana il bianco si tinge di rosso, i colori si uniformano in una nuvola di fumo, strazio...i richiami si perdono nel tumulto e all`imbrunire solo la voce del fuoco si leva nel silenzio..nessun pianto.

Nel bosco sguardi brillano nel buio come lucciole per subito svanire..tutto si fa incolore. Il volo radente della civetta, stride il suo canto perdendosi tra le trame scure degli alberi, laddove qualcun`altro grazie ad esso ritrova la strada. «Anouuuk? ANOOOUUUK?!!» le fa eco una voce infantile, una presenza scomoda, disorientata si ritrae dall`ombra muovendosi verso la luce.

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Avanza annaspando nella neve la piccina e ritrova le proprie orme in cima alla collina, là dove le aveva lasciate. La stessa coltre che nel pomeriggio l`avvolgeva soffice ora ghiacciata in superficie la ferisce ostacolandone il passo. Suo malgrado riesce a vedere la luna. Non è il chiarore della sua luce a guidarla ora, nè il grido della civetta «...il sole va a dormire e io non sono a casa» bisbiglia a se stessa, ed è un bagliore rosso a richiamare il suo sguardo sull`orizzonte. Nuvole nere, insolite, soffocano la piana..Sembra che il fuoco sia sceso dal cielo, non è il tramonto quello che vede. L`aria è una gelida lama e la trafigge nel respiro, il fiato si mozza per l`affanno della corsa..nessuno ad attenderla...solo sangue nella cenere.

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«Aspetto che Lui si svegli..ad Anouk piace dormire la mattina poi andremo a dire a mamma che mi ha trovata e che sto bene»bisbiglia lasciandosi andare ad un nuovo abbraccio, più dolce del sonno..non sente più freddo..Suo fratello giace accanto a lei...Gli occhi si chiudono.

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« Il clamore d`un passero,

· · · · · La luna brillante e tutto il latteo cielo,

· · E tutta quella famosa armonia di foglie,

· · · · · Avean cancellato l`immagine dell`uomo ed il suo grido.


· · Una fanciullina sorse che aveva labbra rosse e dolenti

· · · · · E sembrava la grandezza del mondo in lacrime,

· · Condannata e orgogliosa


· · · · · Sorse, e sull`istante tacque il clamore,

· · Una luna che si arrampicava su un vuoto cielo,

· · · · · E tutto quel lamento delle foglie,

· · Potevano soltanto comporre l`immagine dell`uomo e il suo grido. »

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Il destarsi dopo la lunga notte, una notte durata il tempo di una stagione..morire bambina per rinascere folletta.Il corpicino riprende coscienza di sè, la mente al seguito che fatica nello stato di dormiveglia. Un raggio di luna illumina il visetto addormentato nella quiete della foresta..E` sempre lei ma non è sola nè lo sarà mai più. Un ricordo confuso la segue sempre, un ricordo che si fa tangibile presenza, Anouk una volpe.

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3 · o6 · 54 a.C.

Poi una notte vide gli spiriti agitarsi nel buio...lumi sospesi e l`eco di voci sconosciute che s`avvicinano.Si trova ai piedi delle palizzate di un villaggio, Isca, alcune persone intorno a lei che le parlano, che la guardano...«Non sono una bambina, sono un folletto io...e non sono sola c`è Anouk con me, che mi difende. A lui non piaccino i prepotenti!» Così si presenta il visetto smunto, polvere e lacrime e una gran fame...trova riparo, cibo e il calore di una nuova famiglia.

«» · o7 · 54 a.C. .:: alla Festa dei Messi degli dei ::.

«« Mirna [Dubone - Bardo] - è una bambina, non vede le cose come le vediamo noi ... <sorride dolcemente alla piccola, l`unica che sembra darle conforto con la sola presenza> ...Un vitello da poco nato e che da poco aveva imparato a camminare credeva di sapere già tutto e di non aver bisogno degli insegnamenti degli adulti. Un giorno d`inverno, uscì con la mandria e si mise a correre e saltare. <inizia a raccontare una delle sue storie, sfiorando con la mano quella di Shaylah, a ringraziarla delle sue parole> ``Fai attenzione, c`è molto ghiaccio`` gli raccomandarono le mucche. ``Stai attento, potresti scivolare e romperti le zampe`` lo avvertì la mamma, ma il vitello non dava loro retta. Correva come un matto e saltellava allegro, sotto gli occhi delle mucche che temevano per la sua incolumità. <continua cambiando il tono di voce a seconda dei personaggi, per dare risalto a ciò che dicono> Correndo correndo, il vitellino non si accorse di un laghetto ghiacciato e, perdendo l`equilibrio, ci finì dentro. ``Aiuto, aiutatemi!`` urlava disperato dimenandosi per non affondare. ``Ma povero cucciolo, aiutiamolo! Può capitare a tutti di sbagliare!`` rispose un`altra. ``Lasciatelo affogare: è così stupido da non esser degno di crescere e diventare toro!`` rispose ancora un`altra <butta un sassetto nel fuoco, e lo vede rimanere lì inerme, proprio come vorrebbe essere lei ai dolori della vita> Tutto quel vociare attirò la mamma del vitellino che, vedendolo in pericolo, non ci pensò due volte e si sporse sul laghetto ghiacciato, offrendogli la coda come appiglio. Il piccolo afferrò con i denti la coda e, a fatica, riuscì a portarsi in salvo. Tutta la mandria era attorno a lui con sguardi severi, anche la mamma. ``Sono stato uno sciocco sprovveduto, non ho ascoltato voi e ho deriso la vostra saggezza. Vi prego di perdonarmi, sono un vitellino nuovo ...``. E da allora mai più nessuno ebbe da ridire sul comportamento del cucciolo che crebbe, si fece forte e divenne uno dei più saggi tori della mandria. »»

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. Shatiel [Girovago] - -

..devi sapere che molto...molto molto molto tempo fa ci fu una grande guerra tra i De danann di cui faceva parte Dagda e i Fomoriani, i loro più acerrimi nemici...<mima un po` con la voce dando l`idea di qualcosa di grande e maestoso e spaventoso>...questi Fomoriani riuscirono purtroppo a rubare la preziosissima arpa del Dagda ...lui arrabbiato e decisamente molto triste e preoccupato si mise alla ricerca dei loro accampamenti per poterla riavere...

. Chouchane - guarda in su attenta però alle parole di Shatiel..<Ed è andato a riprendersela tutto solo??...era coraggioso> esclama annuendo a se stessa con il capino...Lo sguardo ansioso si posa ora sul profilo di Shatiel che racconta
. Shatiel - -

<solleva il viso verso l`alto nuovamente a fissare la luna sorridendo>...devi sapere che era molto preoccupato perchè era un`arpa dai poteri magici e se i suoi nemici fossero riusciti a utilizzarla i De Danann avrebbero avuto molte perdite nel loro esercito...quindi si camuffò come uno di loro quando trovò il loro accampamento e riuscì ad entrare dicendo di esser un bardo e di volerli allietare con le sue arti...<fa una pausa sorridendo alla piccola piegando il capo verso di lei rispondendo alla sua domanda>bhe si...era uno degli uomini più coraggiosi tra il suo popolo e fu re d`Eriu per ottant`anni ...

. Chouchane - - stringe la mano a Shatiel e per un tratto cammina all`indietro di fronte a lei...le orecchie ben tese nell`ascolto<E ssì! Anouk era un re!! Lui vuole sapere se questa arpa era magica per davvero! esiste una magia così potente?>domanda tornando ad affiancarsi a Shatiel
. Shatiel - -

<continua quindi il racconto> una volta entrato nella grande sala dove tutti i fomoriani stavano banchettando notò che la sua bella arpa di quercia era appesa al muro e lui subito la chiamò a se col suo nome segreto, e quella si librò in aria e andò verso il suo padrone...nel farlo uccise tre volte tre uomini al suo passaggio prendendoli coi suoi spigoli alla testa...arrivò quindi tra le mani di Dagda e lui iniziò a suonarla...era il più grande arpista di tutta l`isola e aveva dei canti particolari che sapeva suonare solo lui...<annuisce alla piccola>...tre erano le sue grandi magie...il canto del pianto, il canto del riso e il canto del sonno...e sai cosa successe dopo?

. Chouchane - sulla boccuccia si disegna una `o` di ammirazione...l`indice alle labbra mentre riflette...forse ha usato uno di quei poteri? tutti per magia si sono messi a piangere??> azzarda la piccina sgranando gli occhi ...curiosa d`udire il seguito
. Shatiel - -

..bhe li ha usati tutti e tre...ha iniziato dapprima a farli piangere, e alcuni ne son morti, perchè si sa troppo piangere fa male...e lo stesso è successo col canto delle risate...non ti è mai capitato che dopo un po` che ridi ti fa male la mascella? prova un po` a pensare ad esser costretti a ridere fino a quando una canzone non smette eheh...<ride alla bambina per poi concludere la storia> agli irriducibili che eran rimasti ancora vivi cantò il canto del sonno e quelli si addormentarono e lui riuscì a fuggire incolume dal loro accampamento portandosi via con se la sua preziosa arpa... »»


«» · o7 · 54 a.C.

« Un tuono esplode nei cieli rimbombando per tutta Isca ed un grosso ramo si erge dalle acque insanguinate, mentre la neve continua a scendere e la temperatura ad abbassarsi. In cielo i corvi aumentano andando ad accogliere la Morrigan che scende in sembianze con un corpo da donna, la testa di un corvo e delle ali enormi nere, come quelle dei corvi ma più grandi. Nella mano una lancia insanguinata con due nastri neri lunghi legati e nell`altra uno scudo con nodi celtici e triskell centrali. Essa scende dal cielo andandosi a posare in piedi sul ramo, mentre nell`aria i corvi continuano a librarsi »

La Signora dei corvi, terrificante visione, inspiegabilmente dopo aver mostrato la propria ira, chiama a sè la bambina. Un battesimo di sangue nel sangue. Un segno che nemmeno le lacrime sapranno lavare via??


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«Wynya?nessuno mi prende davvero sul serio..e nemmeno tu ora mi dici la verità.E` perchè sono un folletto giovane, lo so! Chiederò agli déi farmi diventare grande, come Yoake. Voglio crescere in fretta, per rendere onore a Isca e per aiutarti quando ne hai bisogno!» «Anche i fiori crescono in fretta e nessuno si lamenta per questo.I fiori sono belli!»

Quando l`autunno lascia il posto all`inverno, CHouchane ne ha altri nove alle spalle. Ma in qualche modo questa volta è diverso. Prende coscienza del tempo che passa, davvero troppo lentamente per lei nonostante tutti dicano il contrario. La notte di Samhain il sonno quieto di bambina s`arricchisce di visioni e sogni che non trovano significato e più insistenti si fanno via via che passa il tempo. Il folletto cresce ma ci sono cose più grandi di lei, cose che una mente semplice, alla quale molti eventi del passato restano preclusi, non può comprendere. Un sogno o forse un ricordo o una premonizione? la perseguita, riproponendosi irrisolto ogni notte. Nemmeno ANouk con la sua chiarezza di pensiero la può aiutare. La foresta la chiama. Chiede consiglio alla quercia sacra e in effetti l`albero dei druidi risponde, ma a modo suo! Tramite un messaggero in carne, ossa e campanellini, che ha la voce di una figlia del piccolo popolo e l`aspetto di un lupo bianco..ma è solo apparenza. Torna a Isca con molti quesiti irrisolti e un rametto d`edera, tre piccole foglioline rinsecchite che la dumnoncina fissa finchè gli occhietti esausti, finchè non si arrende al sonno.


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Faceva freddo ed ero sola, inciampavo e qualcosa di morbido e gelido mi avvolgeva ogni volta e ogni volta facevo sempre più fatica ad alzarmi. Poi ho aperto gli occhi e mi sembrava di stare in una nuvola, era tutto bianco e io affondavo ma senza cadere.Anouk non c`era! Mi sono arrampicata per non soffocare, sempre più su: non era una nuvola era neve. Credevo d`aver raggiunto la cima alla fine -là dovevo andare- perchè i folletti non si arrendono e sono benvoluti dagli déi. Almeno così credevo...Mi sembrava di stare in alto, più in alto di tutti e di tutto; infatti guardando giu riuscivo a vedere molte cose, e riuscivo a vedere molto più lontano rispetto a prima, quando tutto era bianco e freddo. Ma mi sbagliavo, sopra di me e molto molto lontano c`era sempre qualcos`altro..qualcosa che non riuscivo a raggiungere. Ho capito che nemmeno i folletti possono arrivare così in alto...almeno non i folletti piccoli! Così mi sono seduta e ho pianto. Poi ho sentito il vento, come quando striscia tra gli aghi dei pini e fa scricchiolare i rami,così ho guardato meglio e ho visto gli alberi scrollarsi di dosso la neve fresca e mi sono accorta che il sole era spuntato e non era più tutto bianco, ma colorato e bello.E la luna era nel cielo insieme al sole come certe volte la mattina presto. Mi sembrava di sentire delle parole, qualcuno mi parlava!Forse il vento.Ho voluto avvicinarmi un pò, per sentire meglio...ma le voci si allontanavano ogni volta, ma non vedevo nessuno.Era strano! Non volevo entrare nel bosco, non da sola.Poi mentre stavo lì una volpe è saltata fuori e mi guardava come fanno le volpi che hanno paura ma ti sfidano, con le orecchie basse e i denti fuori.Due occhi gialli. No non era anouk.Ma io non sono scappata. Quando lei si è mossa mi sono fatta forza e lo seguita...poi niente! a questo punto mi sveglio sempre! Le prime volte ero contenta di svegliarmi perchè quella foresta non mi convinceva per niente, ma poi sono diventata curiosa...Ho provato a riaddormentarmi ma niente!Nemmeno con il rametto di edera sotto il cuscino ho visto cosa veniva dopo. Sono sicura che succede qualcosa...

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Il ricordo di un sogno, l`ennesima fuga. Nella foresta innumerevoli alberi scheletrici attendono che l`inverno finisca, rami vestiti di brina spezzano il silenzio, spine come artigli fremono graffiando, chiudendosi dietro di lei a sbarrarle la via del ritorno..proseguire in salita, l`unica certezza.Sotto Sopra e in ogni direzione l`aria immobile e fredda trattiene minute goccioline sospese, una sottile nebbiolina sfuma i contorni riducendo la lontananza a macchie indistinte di grigio. Un richiamo, un eco del quale non è possibile rintracciare la provenienza, una voce che grida di fermarsi e tornare indietro, come da una cavità nascosta, dal più profondo mistero e sempre più lontana giunge. Non vuole fermarsi, non vuole tornare indietro. Lei, la coscienza, anouk si fondono in un unica identità, se la ragazzina invoca il nome della volpe lo fa con voce screziata, modulando l`ululato nella nebbia, pupille volpine trafiggono le tenebre, donando la visione notturna allo sguardo umano. Nell`interminabile scalata, tronchi e bassi arbusti sembrano tutti uguali, l`orientamento vacilla,senza punti di riferimento ai quali legarsi, e con esso si perde la percezione del tempo che passa. Un`infinità di odori fiutando l`aria, la rendono consapevole di innumerevoli presenze, agilità inconsueta la muove da un tronco all`altro, fuggendo il chiaro di luna nel cercar l`anonimato in questo o quel cespuglio. Smarrimento lascia il posto a una sensazione che ha il sapore di esperienze già vissute, di luoghi già visti, lo sguardo precede un frugar d`ali poco distante,il balzo fulmineo ed esperto non lascia scampo.. l`appetito muore tra piume e sangue. Una stretta allo stomaco che è peggio della fame, come un`amara risata si traduce in un guaito solitario che riempie il silenzio. Un salto fuori dalla boscaglia, allo scoperto per scoprire che già l`alba giace tremolante appena sotto l`orizzonte, l`arsura si placa sulle rive della sorgente, il sapore aspro si scioglie nell`acqua. Due grossi occhi gialli la osservano sulla superficie dell`acqua tra due orecchie tese e meravigliate, una zampina sottile e cauta pizzica il pelo dell`acqua, freddo il tocco che la inumidisce, distorcendo quello che è un riflesso, il proprio riflesso, un raggio di sole interferisce con la visione falsata, l`iride si spezza nel guardare un prato ghermito di margherite minuscole, nel quale, ragazzina, si trova seduta e non è sola!Apprende che il luogo che ha raggiunto è al confine tra i regni, la bianca signora di faerie le parla a lungo tra le ombre che si rincorrono allegre favole e racconti.Nel sonno l`accompagna, una voce umana ma che esprime il pensiero di un entità di infinita saggezza, un sorriso materno, che sfiora il cuore con la sua semplicità e tocca corde sensibili, parla di dolcezza e compassione e trasmette tutta la partecipazione coinvolgendola in un discorso complesso del quale poco o niente saprà ricordare in maniera consapevole <tutto ti sarà chiaro ma a tempo debito Chouchane non fare domande le risposte ti arriveranno> sotto il fruscio dolce e invitante dei meli fioriti finisce poi col sopirsi.


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[modifica] Note

Isca Domina ! .

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